Varese – Milano, le pagelle: benvenuto Brooks, leader Robinson

di Stefano Modesti

 

OPENJOBMETIS VARESE

RAUTINS: La sua partita è tutta nella tripla in transizione piazzata nei minuti finali quando Varese mette il naso avanti per la prima volta. Troppo poco. Condizionato dai falli (un paio su chiamate discutibili) si fa sommergere da Brooks. VOTO: 5

DANIEL: Qui, chi ci capisce qualcosa è bravo veramente. Nel primo tempo sembra quasi a libro paga di Milano per quanto è fastidiosamente inconsistente. Le quattro stoppate consecutive subite se non sono un record si avvicinano molto. All’intervallo probabilmente gli diagnosticano una lobotomia perché nel secondo tempo inpersonifica il concetto di “dominanza” e quasi la fa vincere ai suoi. Dottor Jekyll e mister Hyde dilettante al confronto. VOTO: 6

ROBINSON: Risponde con la caparbietà del veterano e del leader alle ultime uscite che lo avevano visto poco lucido nei momenti decisivi della partita. Nel finale si alterna in difesa su Brooks, ma l’ala di Long Beach questa volta è intoccabile. VOTO: 6,5

DIAWARA: Questa volta riesce a distribuire lo sforzo su tutti i 35’ minuti che sta in campo salvo essere condizionato nel finale da una manata nell’occhio, omaggio di Moss. In difesa compie il peccato capitale di perdersi due volte di troppo Melli, che infila e ringrazia. VOTO: 6

OKOYE: Per i 10’ che sta in campo non sfigura, anzi, piazza anche una tripla chirurgica che evita a Milano di scappare. Il solito dinamismo a rimbalzo e l’energia che mette in campo gli valgono la sufficienza. VOTO: 6

DEANE: Probabilmente esageriamo, ma se invece di provare la schiacciata in contropiede, su uno dei suoi 4 recuperi, avesse comodamente appoggiato, forse si parlerebbe di un’altra partita. Direte voi, come può un episodio simile cambiare il corso della partita, soprattutto se occorso nei quarti centrali? Può, perché dal possibile -1, Milano piazza un parziale di 10-0 da cui Varese fa una fatica matta a rientrare. VOTO: 5

CALLAHAN: Fa tutto quello che gli si chiede. Fisico, difesa, triple. Anche lui è condizionato dai falli, ma Samuels non sarebbe facile da tenere neppure per uno con più centimetri e chili di lui. VOTO: 6

EYENGA: Per essere alla prima gara nel nostro campionato, in un atmosfera diversa e con una posta in palio così alta per Varese, non sfigura. Un paio di accelerazioni danno il metro dei talenti che potrà votare alla causa. VOTO: 6

Casella, Balanzoni, Lepri, Santachiara: n.e.

POZZECCO: Non sapremo mai quanto le esternazioni rientrino in una strategia volta a generare una scintilla nei suoi e quanto invece siano significative dell’aria che circonda l’ex mosca atomica. Al netto di una conduzione arbitrale che ha rasentato il disastroso nel primo tempo, e a differenza dell’esultanza contro Cantù, certe cose fanno sinceramente male al basket. (E Ducarello, pur non lesinando grinta e passione, quasi gliela vince). VOTO: 3,5

 

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

RAGLAND: Nietzsche, nel 1881, parlava di “eterno ritorno” per indicare la ciclicità degli eventi della vita. Ora, lungi da noi mischiare il sacro e il profano, ma l’esito del derby porta stampato il nome del play americano nella ruota degli avvenimenti. Non fosse altro che piazza sia la tripla che apre la partita, sia quella, pesantissima, che la chiude a 30’’ dalla fine. VOTO: 7

BROOKS: Benvenuto! VOTO: 10

CERELLA: Subissato di fischi fin dal riscaldamento, sembra esserne stordito finché non piazza una tripla con dedica ai suoi ex-tifosi a 3’ minuti dalla fine. VOTO: 6

MELLI: Chi scrive (assumendosi tutte le responsabilità) è da ormai un paio d’anni che lo considera il più degno erede di Jack Galanda. Per ora ne ha ricalcato la meccanica di tiro, un po’ l’aspetto e le movenze. Ieri anche gli attributi cubici. VOTO: 8,5

MEACHAM: Sarebbe estremamente dannoso per i suoi se non fosse per il 2/2 da tre con cui, in entrambe le occasioni, spezza il fiato e il morale a Varese. VOTO: 6

JAMES: Un primo tempo a mangiare in testa a Daniel, un secondo in cui non riesce a chiudere una penetrazione avversaria. VOTO: 5,5

SAMUELS: Vedi James, per quanto riguarda il primo tempo. Nella ripresa è l’unico di Milano a occupare il pitturato varesino. Si iscrive anche lui alla beneficiata di triple dell’EA7, ma con quel corpaccione e la sua tecnica potrebbe essere molto più incisivo. VOTO: 6,5

MOSS: Sarebbe da espulsione già nel primo quarto a causa della condotta tenuta dopo aver incassato il primo antisportivo per le baruffe con Eyenga. Gli arbitri lo graziano in più occasioni e l’unica cosa positiva per i suoi la fa quando tira (involontariamente?) una manata nell’occhio di Diawara costringendolo alla panchina. VOTO: 4

Kleiza, Fumagalli, Toia, Gigli: n.e.

BANCHI: Ha in mano una fuoriserie. Dimostrazione ne è il fatto che pur senza Hackett, Gentile e Kleiza, Milano sembra non faccia troppa fatica a mantenere il vantaggio. Eppure, osservandolo in panchina, è un continuo scuotere il capo, parlare con gli arbitri, allargare le braccia, segno che proprio tutto tutto non è rosa e fiori. Questa volta gliela vincono i singoli, ma per gli obiettivi stagionali grossi l’impressione è che basti una Reggio Emilia ben organizzata (e neppure al completo) per mandare all’aria i piani di grandezza.  VOTO: 5,5

 

 

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