Venezia-Cantù, Bucchi: “Ci aspetta una gara insidiosa”

Le parole del coach canturino.

di La Redazione

Non sarà una sfida semplice per l’Acqua S.Bernardo che, domenica prossima in laguna, sarà impegnata sul campo dell’Umana Reyer Venezia, per la diciannovesima giornata di LBA, quarta del girone di ritorno. Al Palasport Taliercio di Mestre, i canturini faranno visita ai campioni d’Italia in carica, prima di fermarsi per circa tre settimane a causa della lunga sosta tra Final Eight e impegni delle Nazionali. I padroni di casa, attualmente secondi in classifica a quota 22 punti (a pari merito con Brindisi, Sassari e Virtus Bologna), sono reduci da cinque vittorie consecutive, sette nelle ultime otto, quindi squadra estremamente in fiducia. Nonostante in questa stagione coach De Raffaele abbia dovuto convivere con un roster sì lunghissimo ma mai al completo, il gruppo ha saputo ugualmente rispondere alle avversità con grande determinazione e coesione, confermando le consuete ambizioni del club di proprietà di Luigi Brugnaro. Tuttavia, un po’ inattesa è stata la prematura uscita dalla coppa: l’Umana, infatti, con un record di 2 sole vittorie e 8 sconfitte, non è riuscita a passare il girone di regular season di EuroCup, chiudendo all’ultimo posto del raggruppamento vinto da Badalona.

 

In laguna, palla a due alle ore 18:30, la S.Bernardo ritroverà sul parquet un ex biancoblù assai recente: Wes Clark, fresco di ingaggio in orogranata, che – nella stagione 2019-’20 – aveva indossato i colori di Cantù, chiudendo l’esperienza in Brianza a 14.7 punti, 3.7 rimbalzi e 3.5 assist di media. Oltre a Clark, firmato dalla Reyer appena un mese fa, i canturini ritroveranno anche Jeremy Chappell, capitano di Cantù nell’annata 2017-’18.

 

A proposito di Pesaro: nell’ultimo turno di LBA, Venezia ha espugnato la “Vitrifrigo Arena” grazie a una performance corale autoritaria e convincente, con un parziale del quarto quarto da 31 a 16 che ha “ammazzato” la partita; partita che sembrava, dopo un ottimo primo tempo della VL, destinata a prendere la via della squadra di casa. 65-78 il finale, decisivo il “solito” talento smisurato di Austin Daye, ex della partita, autore di 24 punti in 25’, di cui 10 segnati nella sola quarta frazione, con 3/3 dall’arco. Determinanti, inoltre, i 18 punti di Stefano Tonut, anche lui “on fire” nell’ultima frazione con 9 punti a referto.

 

Restando a Pesaro, invece, è proprio dopo la trasferta nelle Marche che Cantù è riuscita a invertire il trend negativo che l’aveva vista perdere quattro partite consecutive. Dopo la brutta sconfitta in terra pesarese, che è costata la panchina a coach Cesare Pancotto, la compagine brianzola è tornata a riassaporare il gusto della vittoria, cogliendo, nel derby contro Varese, il primo successo sotto la guida tecnica di Piero Bucchi. Nell’ultima giornata di LBA, i biancoblù sono riusciti a interrompere un digiuno di successi che, a Desio, durava ormai da più di un mese. L’ultima affermazione casalinga di Cantù, infatti, risaliva al 16 dicembre 2020; gli ultimi due punti, invece, la S.Bernardo li aveva conquistati a Bologna lo scorso 26 dicembre, in casa della Reggiana. In occasione del derby con Varese, inoltre, Cantù è andata vicinissima a sfondare il muro dei 100 punti, segnandone 97, che è massimo stagionale. Record, infine, anche nelle triple realizzate: ben 15, mai così tante in queste prime diciassette partite.

 

«Venezia è una squadra profonda – ha commentato coach Bucchi in sede di presentazione – con giocatori esperti e che si conoscono da tanti anni, per cui affronteremo un gruppo molto unito e molto affiatato. Sarà una trasferta complicata, senz’altro. Tuttavia, a noi non resterà che partire dalla difesa, scendendo in campo più cattivi e più coesi. Dovremo darci una mano l’uno con l’altro, con spirito di sacrificio, che da questo momento in avanti deve essere per noi un punto fondamentale per cercare di raggiungere obiettivi importanti» ha concluso il capo allenatore della S.Bernardo.

 

IL ROSTER DI VENEZIA

Tra coronavirus e infortuni, la stagione della Reyer è stata talmente tanto condizionata da eventi sfavorevoli che coach De Raffaele, pur di mantenere un quintetto degno delle ambizioni orogranata, si è ritrovato costretto persino a inventarsi Julyan Stone da “quattro”. Da qui l’idea di schierare Stone – playmaker di quasi due metri – come ala forte, per sopperire alle tante assenze nel reparto lunghi, che ha spesso e volentieri visto in infermeria Valerio Mazzola, Mitchell Watt e Isaac Fotu. I centimetri e la stazza fisica di Stone, alla quinta stagione in maglia Reyer, sono quindi tornati utili a De Raffaele che, prima di privarsi di un leader come il 32enne della Virginia, ci pensa sempre due volte. Pur confermandosi un giocatore altalenante anche in questa prima parte di campionato, infatti, il tecnico toscano sa bene quanto Stone possa essere un elemento imprescindibile nei finali di stagione, quando conta e quando in palio c’è l’assegnazione di un trofeo; meglio averlo che non averlo, dunque, un jolly prezioso, oltre che un difensore di prima fascia. Il play titolare è quindi diventato il vicecapitano Andrea De Nicolao, migliorato moltissimo negli ultimi anni, sia tecnicamente sia in fatto di leadership. In questo campionato è giocatore da 8.8 punti e 3.1 assist di media; gli manca un assist per arrivare a quota 800 in Serie A, dove vanta dieci stagioni. Il suo cambio naturale è un altro italiano, Davide Casarin, figlio del presidente della Reyer, Federico. Classe 2003, 18 anni ancora da compiere, Casarin jr. ha sinora sempre giocato, scendendo in campo in media circa 10’ a partita e dimostrando che, davvero, quest’anno la società punta forte sulla sua crescita, come effettivamente annunciato in estate. Alle responsabilità e ai compiti che gli ha affidato coach De Raffaele ha sinora risposto molto bene. Da playmaker può avere minuti anche l’ultimo arrivato in casa Umana, vale a dire Wes Clark, appunto grande ex della gara. A Cantù, il 26enne nativo del Michigan giocò tanto in quel ruolo ma l’arrivo a stagione in corso di Joe Ragland ne evidenziò migliori qualità da guardia. Spostandosi in quello spot, infatti, Clark risultò assai più determinante; in laguna può comunque giostrare in entrambi i ruoli, anche se la concorrenza da “due” è forse ancor più agguerrita. La guardia titolare è Stefano Tonut, alla sesta annata consecutiva in maglia orogranata, il quale, già lo scorso anno, aveva lanciato segnali importanti (eletto miglior difensore della Coppa Italia) ma ora, sia in EuroCup sia in campionato, sta vivendo la stagione più esaltante e produttiva della sua carriera, riuscendo a calarsi perfettamente nella parte del trascinatore. In questa prima parte di 2020-’21 è stato spesso l’ago della bilancia veneta: oltre 15 i suoi punti a partita, cui si aggiungono anche 4.1 rimbalzi e 2.9 assist di media. Le altre guardie sono Jeremy Chappell, che per fisicità può occupare serenamente anche lo spot di ala piccola, nonché gli italiani Lorenzo D’Ercole, 33 anni la prossima settimana, tiratore affidabile ma che gioca sporadicamente, e Luca Campogrande, anche lui abile e arruolabile come “tre” grazie ai quasi due metri di altezza. Con l’arrivo di Clark, a far spazio nel conto degli stranieri a referto dovrebbe essere proprio Chappell, già in tribuna a Brindisi e a Pesaro. Anche il “mastino” dell’Ohio, veterano di lungo corso in Europa, è uno degli ex di Venezia-Cantù. Lo swingman americano ha infatti vestito la maglia canturina tre stagioni fa, conquistando i playoff dopo aver disputato una eccezionale Coppa Italia pochi mesi prima, a Firenze, alla Final Eight del 2018. L’abbondanza nell’organico “reyerino” regna sovrana un po’ in tutti i ruoli. Lo stesso, infatti, vale anche per le ali: Michael Bramos, il capitano dell’Umana, è un’ala piccola molto fisica e dal tiro mortifero da tre punti (55.3% in EuroCup; 42.4% in LBA), che può occupare anche il ruolo di ala forte con quintetti piccoli in campo. In quella posizione figura anche l’italo-argentino Bruno Cerella, classe ’86, giocatore estremamente duttile che può adattarsi in tutti i ruoli dal “due” al “quattro”. Infine, come detto, da ala piccola possono giocare anche i già citati Chappell e Campogrande. Eccezion fatta per Stone, che altro non rappresenta che una soluzione temporanea, l’ala grande di riferimento è il californiano Austin Daye, figlio d’arte (papà Darren vinse due scudetti nell’1988 e nel ’90 con i colori di Pesaro). Ala dal talento cristallino, classe ’88, Daye è ampiamente tra i giocatori più decisivi del campionato e tra i tiratori più precisi da oltre l’arco: da tre, infatti, segna con uno stupefacente 55%, secondo in LBA alle spalle del solo Gigi Datome, primo con un abbondante 58%. Le altre ali grandi, all’occorrenza schierabili anche come “cinque”, sono: Valerio Mazzola, 33 anni il mese prossimo, buon rimbalzista e affidabile sul perimetro, e il gigante maori, membro della Nazionale neozelandese ma in possesso di cittadinanza britannica, Isaac Fotu. Lungo “roccioso” su entrambi i lati del campo, Fotu ha esordito in Italia lo scorso anno con la maglia di Treviso; con lui sul parquet energia e fisicità non mancano mai. Tuttavia, se con Cantù i lagunari potranno contare sul rientro a pieno regime di Mazzola, diverso, invece, il discorso per Fotu, ancora alle prese con una lesione muscolare alla gamba sinistra. Chiudono il reparto lunghi Mitchell Watt e Gasper Vidmar, entrambi tra i più esperti del campionato in quel ruolo. Il primo, 31 anni nativo dell’Arizona, è per la quarta stagione consecutiva il centro titolare della Reyer; da ragazzo ha frequentato lo stesso college da cui è uscito Clark nel 2018, ossia Buffalo, giocando per i Bulls dal 2008 al 2012. Il secondo, invece, Vidmar, tra EuroLega e competizioni FIBA con la maglia della Nazionale slovena può vantare una lunga esperienza internazionale; più di cento le sue presenze nella massima competizione europea per club, 70 collezionate con il Fenerbahce e 32 tra Besiktas e Union Olimpija. Sul parquet 12’ a partita, Vidmar fa registrare 3.4 punti e 3 rimbalzi. Oltre 14, invece, i punti di media di Watt, con anche 5.2 rimbalzi in circa 25’ di utilizzo.

 

I PRECEDENTI

Sono in totale 88 le sfide tra Reyer Venezia e Pallacanestro Cantù: bilancio ampiamente a favore dei canturini, avanti 56 a 32 nel conto delle vittorie. L’ultimo confronto tra le due compagini lo hanno vinto i veneti, bravi a espugnare il “PalaBancoDesio” nella gara di andata giocata il 18 ottobre scorso; 67-75 il risultato finale. La passata stagione, invece, al ritorno fu Cantù a imporsi, in casa, vincendo 81 a 77; quella fu la serata di Gabriele Procida, per la prima volta a punti in Serie A con 9 punti (3/3 da tre) in soli 7’. Era il 2 febbraio 2020.

 

INFO GENERALI

Sfogliando le statistiche può forse sorprendere come Venezia, corazzata con tante bocche da fuoco in attacco, sia soltanto al decimo posto in Serie A per punti realizzati (80.1). Tuttavia, questo aspetto si riconduce al gioco tipico di De Raffaele, molto più predisposto alla fase difensiva. In questa graduatoria la Reyer è infatti seconda, con appena 76.9 punti subiti, alle spalle della sola Milano (75.4). Gli orogranata sono invece quarti nei rimbalzi e quinti nei tiri da tre punti; qui, Cantù, se la gioca senz’altro ad armi pari, potendo contare sul terzo miglior attacco da oltre l’arco. Se da fuori Venezia segna con il 36.9%; migliori, invece, sono le percentuali della S.Bernardo, che da tre può vantare un buon 37.5%, sul podio della LBA per quanto riguarda questa peculiarità.

 

Ad arbitrare l’incontro, trasmesso in diretta su Eurosport Player (radiocronaca su Radio Cantù 89.6 FM e streaming su radiocantu.com), saranno i signori Alessandro Martolini, Gabriele Bettini e Federico Brindisi.

Uff.Stampa Pall.Cantù

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