Virtus-Benetton: la classica tra nobili decadute

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Natale tranquillo in casa Virtus come non accadeva da anni, ed è già una prima notizia: niente fughe di americani, niente polemiche, e pure qualche novità sul fronte societario, con il progetto della Fondazione Virtus che sembra ormai avviato, stando almeno alle parole di Claudio Sabatini. Non altrettanto si può dire per la Benetton che, pure reduce da due belle vittorie su Sassari e Roma, deve fare i conti con un roster profondamente modificato dalle partenze annunciate di Adrien e Moore e da quella un po’ più sorprendente di Alessandro Gentile verso Milano, sostituiti da Jobey Thomas (già decisivo domenica scorsa), Ortner e Viggiano. Tante le analogie per le due formazioni – ricordiamo che pure la Virtus ha di recente effettuato un triplo, a cui si aggiunge il disimpegno progressivo delle rispettive proprietà  –  e tanti gli incroci sull’asse Bologna – Treviso, con gli ex Gigli (desideroso di riscatto) da un lato e Bulleri (meteora in bianconero) e Becirovic (odiatissimo “colpevole” del quasi-fallimento V, nonchè del salto di sponda verso la fu Fortitudo seragnoliana). Ad oggi sembra stare un po’ meglio la Virtus, che pure tra alti e bassi è prima nel gruppone a 12 punti e sta progressivamente inserendo con profitto i nuovi e può contare sui “quattro moschettieri” Sanikidze, Poeta, Koponen e Gigli, che ormai è una solida certezza. Fisicamente stanno tutti bene, con CDR ormai pienamente recuperato e Lang ancora non al meglio ma apparentemente in via di guarigione da un fastidio a un piede. Al netto degli ultimi inserimenti, i biancoverdi di coach Djordjevic (altro amato nemico della F scudata dei mitici anni ’90), sono una squadra giovane, dinamica e interessante che certo difetta un po’ di esperienza, nonstante Becirovic, Bullo e Thomas (più Ortner quando sarà inserito), ma che può contare sulla imprevedibilità dei suoi virgulti De Nicolao, Cuccarolo, Sandri (al rientro dopo un piccolo infortunio) e Moldoveanu, che nelle ultime partite pare definitivamente esploso. Non sarà della tenzone Gal Mekel, alla prese con i cronici problemi plantari.

Quintetto Virtus: Poeta, Koponen, CDR, Sanikidze, Gigli

Quintetto Treviso: De Nicolao, Thomas, Becirovic, Moldoveanu, Cuccarolo

Virtus

SI: la squadra sta bene fisicamente, ha avuto tempo per lavorare e migliorare sempre più la chimica tra i “vecchi” e i “nuovi”. Contro Venezia poi si sono visti importanti segnali da Vitali (canestro della staffa per lui), Lang e persino Werner. Ma soprattutto è apparso più coinvolto e presente CDR. Se proseguiranno su questo trend, il pubblico di casa avrà di che divertirsi, a partire da questa gara.

NO: la discontinuità, vera croce per questa squadra. In più fino ad oggi la carretta l’hanno tirata Sanikidze e Poeta, che portebbero legittimamente essere stanchi. Se sono in giornata no loro due, le certezze si assottigliano pericolosamente.

Treviso

SI: la squadra è giovane e sono tanti i talentini che vogliono mettersi in mostra. Accanto a loro l’inserimento di Thomas aggiunge equilibrio ed esperienza. Occhio poi alla coppia B&B: Bullo quando vede bianconero si esalta e Becirovic vive un derby perenne contro i bianconeri. E poi, a quello sul pino, siamo certi non dispiaccia mai uno sgambetto agli ex-nemici.

NO: il pregio della freschezza ha come rovescio della medaglia l’inesperienza. Oltretutto due nuovi e mezzo sono un po’ troppi da inserire tutti insieme, specie se uno dei partenti era il giovane leader della squadra.  Ad oggi squadra un po’ leggerina, soprattutto da un punto di vista caratteriale. E il coach non convince mai del tutto.

Pronostico: Virtus 60 %, Treviso 40%

Tv: Treviso Uno.

Nota a margine (a.k.a. momento who cares?): 01/05/93, chi scrive vede a 10 anni la prima partita di basket della sua vita con il papà e degli amici del suddetto. I “buoni” schieravano un feroce giovanotto serbo con il 5, i “cattivi” un pianista croato lunghissimo con il 7 sulla canotta. Il primo ne stampa 19, il secondo 29. Vincono i “buoni” 97 – 80. Da lì a due settimane vinceranno anche lo scudetto, per la gioia del bimbo di cui sopra. Ma da quella strepitosa prima volta la palla a spicchi non gli è più uscita dal cuore. Una vita fa, in tutti i sensi. Questo è Virtus-Benetton.

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