A Brescia bastano otto minuti, primo pesante KO per la Gevi Napoli

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GENERAZIONE VINCENTE NAPOLI – GERMANI BRESCIA 83-104

PARZIALI: 12-30; 28-54; 53-71

NAPOLI: Ennis 17, De Nicolao 8, Sinagra 2, Owens 8, Lever 2, Pullen 6, Zubcic 12, Brown 13, Sokolowski 15, Bamba ne, Mabor ne, Ebeling ne. All.: Milicic.

BRESCIA: Gabriel 8, Burnell 13, Tanfoglio, Cobbins 2, Cournooh 18, Christon 16, Bilan 12, Masssinburg 23, Della Valle ne, Petrucelli 8, Porto. All.: Magro.

Napoli in campo con Ennis, Brown, Sokolowski, Zubcic e Owens, risponde Brescia con Christon, Massinburg, Petrucelli, Akele e Bilan.

La tripla di Brown ad aprire il match è più che mai un fuoco di paglia: la Germani rifila infatti un primo break di 9-0 con la potenza da sotto del tandem Bilan-Akele unita alle bombe di Massinburg e Petrucelli (3-12 a 7’11” dalla prima sirena), poi un vero tsunami di 14-0 con Akele, le bombe di Gabriel e Christon, quindi Bilan dominante a rimbalzo. A 2’41” il display di Fuorigrotta recita un inquietante 5-24, figlio anche delle forzature di Zubcic (0/7 dal campo alla fine del primo tempo), della grande presenza di Brescia in vernice e di una difesa partenopea mai così tenera e poco reattiva. Napoli prova anche a scuotersi dal torpore, De Nicolao e Lever offrono qualcosina proprio in difesa, ma anche le “seconde linee” di Magro come Burnell, Cournooh rispondono come si deve consolidando un margine che al 10′ dice +18 (12-30), con Brescia avanti 14-6 nei rimbalzi (4/5 da due e 6/10 da tre) e Napoli con le ossa rotte (4/19 dal campo, 2/12 da 3).

Il secondo quarto si apre per la Gevi con il secondo fallo di Brown, ma anche con i primi punti di un Sokolowski più ispirato. Questa Brescia però non molla mai, non si limita a controllare e riesce a spingersi fino al +22 con Massinburg dall’arco. A 1’32” Germani che viaggia in carrozza sul 48-26, Napoli trova un altro sussulto con Ennis ma si conferma slegata, e nel finale fa anche di peggio. Infatti gli ultimi tre secondi sono da incubo con il fallo di Brown e i liberi di Massinburg, quindi una rimessa sciagurata sui cui sviluppi Brescia confeziona l’appoggio di Bilan per il +26 del 20′ (28-54). Si chiude così un primo tempo da sogno per Brescia (12/27 da 2, 8/17 da 3, 25 rimbalzi contro 13), da dimenticare per Napoli con la prima imbarcata della stagione (4/21 da 3).

Ripresa che inizia con un’ottima uscita dai blocchi di De Nicolao, Petrucelli sembra confermare l’approccio autorevole del primo tempo ma un tecnico a Magro e il bonus prematuro a oltre 7′ dall’ultima pausa mostrano una Brescia in riserva. Napoli ne approfitta con buoni falli subiti e discrete gite in lunetta, soprattutto con Brown ed Ennis, tanto che il coast-to-coast del play azzurro riporta anche la Gevi a -15 (44-59), ma Massinburg dall’arco prima e i cinici canestri di Cournooh poi impediscono alla Gevi di avvicinarsi ulteriormente. Va detto che anche i partenopei e un arbitraggio incostante ci mettono il loro contributo, con perse banali e falli di dubbia interpretazione. Così, nonostante i quattro personali per Gabriel e Petrucelli, Germani che resta ampiamente in controllo sul 53-71 del 30′.

Drammatica transizione di Napoli ad aprire le danze dell’ultimo quarto, con due errori consecutivi e la correzione di Zubcic. Croato sempre protagonista con un tecnico quindi in attacco con altri due liberi rimanere a -16, sempre lui in vista con altri cinque punti per rispondere alla transizione di Christon e la bomba di Cournooh. L’ex Tortona dopo il nuovo +20 si becca un tecnico, Pullen e Sokolowski ne approfittano per l’ennesimo -16 ma Cobbins e Burnell sono implacabili, Napoli che comunque non si rassegna con il primo vero pick and roll del match per Owens e la prima vera bomba di Pullen. Ancora -15 Gevi ma con 5’43” sul cronometro dell’ultima frazione (71-86), entrambe le squadre in bonus e Brescia che respinge ancora con Petrucelli, l’ennesima correzione di Bilan e l’ennesima bomba di Massinburg (73-92). Comincia ufficialmente il garbage time, con l’unica nota dei due punti griffati Sinagra, anche se in tutta onestà era già iniziato dopo otto minuti di gioco: tanto ci ha messo la Germani per ammutolire Fuorigrotta e fermare la Gevi, un 83-104 che rappresenta non solo il primo pesante KO della gestione Milicic, ma soprattutto una dura lezione da smaltire in vista del re-match di Coppa Italia sul parquet di Torino.