Caserta sprecona al PalaMaggiò, Cantù ha la meglio dopo un over time

di Antonio Santillo

Caserta cade, ma stavolta lottando, dimostrando per quattro quarti di essere se non superiore, quantomeno alla pari della corazzata Cantù. Il risultato finale è bugiardo, perchè la Juve ha disputato la sua miglior partita possibile quest’anno riuscendo quasi a strappare la vittoria. Poi ci hanno pensato Feldeine e Gentile a spegnere i sogni bianconeri e a far tornare la Juve sulla terra. La sconfitta certamente arriva, ma allo stesso tempo arriva un netto passo in avanti della suqadra Casertana.

STARTING FIVE

Pasta Reggia Caserta: Moore, Gaines, Young, Scott, Ivanov

Acqua Vitasnella Cantù: Johnson-Odom, Feldeine, Jones, Hollis, Williams

Partita, quella tra Caserta e Cantù, scandita dai tanti attacchi di nostalgia che colpiscono tutti i sostenitori Casertani accorsi al Palamaggiò. Dimenticare le “imprese” di Sacripanti e le “prodezze” di Gentile, anche se gli anni passano, è sempre più difficile. Clima che, però, non è lo stesso sugli spalti, lì dove le due tifoserie sono collegate da un odio sportivo molto acceso con le rivalità che di certo non si sprecano. L’arrivo all’interno del palazzetto dei tifosi Canturini accende ancor più il clima che si respira all’interno del Palamaggiò, come se non bastassero le due triple di Scott che danno il via alla partita. Scott, in questo primo frangente di gioco è il pericolo numero uno della squadra di casa e, giustamente, viene attaccato dalla squadra avversaria che lo costringe ad un’uscita prematura considerati i due falli. Dopo i primi 4’ di partita Cantù è andata a bersaglio solo grazie a tiri liberi e tutto ciò è indice di una difesa Casertana che dà un continuo a ciò che di buono si era visto settimana scorsa dal punto di vista difensivo. La Juve è difensivamente messa bene, mentre in attacco prende ciò che la difesa Canturina concede, d’altra parte forzare conclusioni affrettate non ha mai portato finora a buoni risultati. Markovski decide di implementare le rotazioni sin dai primi minuti di gioco e ciò porta ad un’intensità difensiva nettamente maggiore, quindi, una scelta che paga e che costringe Sacripanti a fermare il gioco sul -10(21-11) a 2’11’’ dalla prima pausa. Nell’ultimo minuto di gioco il coach Casertano azzarda Young da 5 con un quintetto piccolissimo che regge però all’impatto Canturino anzi, allunga il parziale sul 25-13 al primo mini riposo. Caserta sembra avere un altro aspetto rispetto a tutte le altre uscite, sorprendente è sia l’utilizzo di Sergio molto prematuro ma anche e soprattutto il non utilizzo di Mordente che nel primo quarto non mette piede sul parquet. Come non detto, Mordente fa subito il suo ingresso in campo nei primi minuti del secondo quarto, con Markovski che si ostina a riproporre il quintetto piccolissimo che però, dal fatto suo, paga dividendi. La squadra risulta essere più performante e decisa in attacco, riuscendo anche a sopperire alla mancanza di tonnellaggio in difesa con tanta intensità e tanti cambi difensivi. Cantù fa fatica ad attaccare ed è stressata dallo snervante pressing bianconero, un emblema è il fallo tecnico fischiato a Shermadini per proteste dopo un plateale fallo in attacco ai danni di Mordente sul 33-21 bianconero. Sacripanti ci prova con la zona, ma è punita alla prima azione con una tripla di Mordente, Caserta è infiammata e col rientro di Ivanov l’attacco trae i suoi benefici visti i continui momenti di grazia del bulgaro. La reazione Canturina è guidata da un parziale di 4-0 che porta il risultato sul 41-27 e costringe Markovski al primo time out della partita bianconero volto anche e soprattutto a riordinare le idee e rifiatare un attimo dopo i primi 18’ giocati a mille dai bianconeri. Caserta è stanca e ciò si nota dagli ultimi due minuti prima dell’intervallo guidati dalla squadra biancoblù che riesce ad accorciare così le distanze fino al -8(43-35) dell’intervallo. L’avvio Canturino di terzo quarto è spaventoso, i punti in fila sono 8 e la distanza si riduce ad un solo punto di distanza grazie al grande lavoro dell’italiano Abass autore di 5 punti. Caserta è tornata svogliata sul parquet, soprattutto difensivamente e Markovski non può che richiamare immediatamente prima time out e poi Ivanov in campo. Il mini allungo ospite è inevitabile, tanto quanto la successiva rimonta dei padroni di casa guidata da uno scatenato Ivanov che tra l’altro costringe anche Williams al suo personale quarto fallo. La chiave di volta è a 5’ dalla fine quando a Young vengono fischiati due falli tecnici, uno dietro l’altro, il che equivale all’espulsione dalla gara per il resto della partita. Decisione quantomeno contestabile vista la natura dei due falli tecnici. Caserta però non demorde e continua a fare la sua partita sospinta da un Ivanov fenomenale e da un cuore grande quanto una casa, che la Juve non mostrava da molto tempo a questa parte. Un pezzo di bravura di Gentile impatta a quota 60 e all’ultimo mini riposo il punteggio è di perfetta parità ma con Caserta che dovrà fare a meno del suo leader Sam Young. L’avvio dell’ultimo parziale segue l’andazzo dei primi tre con un ritmo molto alto e le due squadre che segnano a piacimento, anche se, ovviamente, nessuna delle due vuole lasciare nulla all’avversaria. Quando ad un certo punto della partita si dà il benvenuto a Claudio Tommasini nella partita ed è il play Bolognese a sancire il nuovo mini allungo grazie a due triple consecutive che sanciscono il +6 Juve. Alla festa delle triple si iscrivono anche Antonutti e Gaines intervallati dalla risposta di Feldeine e Shermadini. La Juve a 6’30’’ dalla fine è a + 7(75-68). Il +7 rimane una costante della gara per altri due minuti visti e considerati gli errori che caratterizzano questi minuti di partita ambo ai lati. Williams e Moore tengono le distanze invariate con due liberi a testa e si entra negli ultimi 3’ di gara sul 79-72 Juvecaserta. La Juve fallisce l’occasione di chiudere la partita e così Cantù, prima con la bomba di Gentile e poi con quella di Feldeine ricuce lo strappo fino al solo +3(81-78) Juve a 1’32’’ dal termine della gara. La rimessa scellerata di Tommasini permette a Feldeine di arrivare al -1, al quale risponde Gaines in penetrazione. Gentile riporta ad una la distanza tra le due squadre. Moore fallisce in attacco, ma il tiro di Feldeine viene sputato dal ferro. Il fallo sistematico Canturino manda ancora Moore in lunetta che però fa ½ non dando la possibilità a Caserta di spendere il fallo nell’ultimo possesso, quello decisivo della gara. Johnson-Odom si prende la responsabilità e pareggia la gara, mentre la preghiera di Moore non viene accolta dagli dei del Basket: 84-84, è overtime. Cantù parte alla grande nel tempo supplementare, sfruttando l’errore di Gaines dalla lunetta e mettendo subito sei punti di distanza tra sé ed i padroni di casa sul 91-85. Caserta perde il controllo e, probabilmente la partita, Cantù vola sul +10(98-88) a 1’ e spiccioli dalla fine, punendo una Juve troppo sprecona in attacco. Caserta cade ancora, ma stavolta dimostrando di poter esprimere una buona pallacanestro, lottando e giocandola alla pari per buona parte della partita. Il punteggio finale è di 107-95 ma è solo l’ultimo dei valori da andare a controllare stasera.

Mvp Basketinside.com: Feldeine, per l’ex Acb una partita mostruosa con 24 punti ed una percentuale spaventosa dal campo

TABELLINO: Pasta Reggia CasertaAcqua Vitasnella Cantù

Parziali: 25-13, 43-35, 60-60, 84-84

PASTA REGGIA CASERTA: Gaines 12, Mordente 4, Young 17, Antonutti 7, Tommasini 18, Michelori 6, Sergio, Moore, Scott 8, Ivanov 19

ACQUA VITASNELLA CANTU’: Johnson-Odom 14, Feldeine 22, Abass 11, Bloise, Laganà 3, Maspero, Jones 3, Shermadini 11, Hollis, Buva 6, Gentile 20, Williams 14

Arbitri: Paternicò, Sardella, Bartoli

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