F G1 – Troppo Goudelock per Trento: Milano si porta sull’1-0

F G1 – Troppo Goudelock per Trento: Milano si porta sull’1-0

L’immesno talento della guardia statunitense illumina l’Olimpia e le permette di resistere ai numerosi assalti di Trento

di Stefano Bartolotta

Milano vince la prima partita della serie che assegna lo scudetto, conducendo per 40 minuti ma controllando davvero la partita solo a tratti. In diversi momenti, Trento ha dato l’impressione di poter agganciare i milanesi nel punteggio, e solo il talento individuale di alcuni dei giocatori di Pianigiani ha permesso alla squadra di casa di mantenere costantemente il vantaggio.

Tra essi, brilla soprattutto la stella di Andrew Goudelock: 26 punti, 6/10 da 3, un classe immensa che ha ubriacato in più occasioni gli avversari, e la capacità di segnare sempre nei momenti più importanti. La vittoria in gara 1 porta soprattutto la sua firma, anche se non va sottovalutata l’importanza di Tarczewski e Gudaitis, che hanno dato punti, rimbalzi e difesa. Aggiungiamoci la consueta intelligenza cestistica di Micov, e il quadro è completo.

Trento ha avuto un buon primo tempo da Gomes e uno Shields scatenato nei momenti migliori della ripresa. La squadra di Buscaglia ha messo in difficoltà i playmaker avversari nella costruzione e nella lettura del gioco e ha saputo far valere i propri marchi di fabbrica, ovvero l’intensità e la capacità di attaccare efficacemente col gioco vicino a canestro. Ha però, subito ben 98 punti, figli sì dei talenti individuali di cui sopra, ma anche di una diffusa lucidità offensiva dell’Olimpia, nonostante le sopra menzionate difficoltà dei due play.

La serie è ancora lunga e aperta, e sarà molto interessante da seguire.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini
Quintetto Trento: Sutton, Silins, Forray, Hodue, Shields

Atmosfera degna di una finale al Forum, con gli spalti molto affollati (anche se non c’è il tutto esaurito) e una discreta rappresentanza di tifosi ospiti. Quasi a voler smentire l’idea di una squadra che tira poco da fuori, le prime due azioni di Trento sono altrettanti tiri di Shields dalla distanza, mentre è Milano che cerca di attaccare il ferro appena può. Nei primi minuti si segna poco, nonostante entrambe le squadre siano in grado di costruire buoni tiri; Trento inizia a giocare nel modo a lei più consono, ovvero vicino a canestro, mentre Milano cerca di essere il più razionale possibile, cercando soprattutto di crearsi mismatch favorevoli. A metà quarto, i padroni di casa sono avanti 10-4, e Trento cerca di mettere in difficoltà gli avversari coi raddoppi sul perimetro, ma subisce una tripla di Kuzminskas. Trento continua a ottenere meno di quanto si meriterebbe viste le situazioni che riesce a costruirsi, mentre Milano appare più concreta e punisce ogni minima distrazione avversaria. La marcatura più favorevole per gli ospiti, in teoria, è Kuzminskas su Sutton, così il n. 2 prova un paio di volte ad attaccare il proprio avversario, ma senza risultato. L’unico problema per Pianigiani sono i due falli di Gudaitis nel giro di tre minuti, per il resto Milano è in controllo. Negli ultimi due minuti, però, gli uomini di Buscaglia alzano l’intensità difensiva, e rimontano inesorabilmente. Alla fine del quarto, il risultato è di 15-12, nonostante per 8 minuti su 10 Milano abbia mostrato chiari segni di superiorità.

Milano continua a tenere la palla troppo ferma in apertura di secondo quarto, mentre Trento è brava a subire fallo ogni volta che attacca. Micov interrompe il lungo black out milanese, ma l’impressione è quella di una squadra improvvisamente impaurita dalla difesa avversaria. L’unico modo che ha l’Olimpia per sbloccarsi è quello di ricorrere al tanto amato tiro da 3: Jerrells e due volte Bertans eseguono e segnano, ma gli ospiti non mollano e a metà quarto Milano è avanti 31-24, un vantaggio non certo rassicurante. Il nervosismo, però, gioca ancora un brutto scherzo ai trentini, sotto forma di un inutile antisportivo di Hogue su Tarczewski, e in generale i padroni di casa riescono a guadagnare un buon numero di fischi a favore e di conseguenti viaggi in lunetta. Le penetrazioni sembrano essere la scelta giusta per Milano, che tocca per la prima volta la doppia cifra di vantaggio sul 37-26 e scopre le gioie del gioco vicino a canestro, ovvero quella che dovrebbe essere la forza degli avversari. Ironia della sorte, Trento dimezza lo svantaggio con l’arma preferita di Milano, ovvero i tiri da 3, ma Milano è in realtà tornata ad avere in mano la partita, grazie a perfette spaziature che permettono di attaccare facilmente il canestro. Goudelock ci mette anche un paio di triple, così per non sbagliarsi, e all’intervallo i padroni di casa sono avanti con un perentorio 47-34. I dati statistici confermano le tendenze generali di questi playoff per le due squadre, con Milano che cavalca il 7/13 da 3 e Trento che ha tirato 11 liberi contro 4, ma, come abbiamo visto, la partita ha avuto tanti momenti diversi al proprio interno.

Buscaglia riparte con Gutierrez e Gomes in quintetto al poto di Forray e Silins, ed entrambe le squadre tengono la palla troppo ferma in attacco e segnano poco. Successivamente, si torna al gioco vicino a canestro da entrambe le parti, con il vantaggio interno che si mantiene sulla doppia cifra (54-44 a metà quarto). Trento è più continua in questa fase, ma Milano riesce a segnare quel tanto che basta per mantenere un discreto vantaggio, alternando triple di Goudelock e canestri da sotto di Gudaitis e Cinciarini. A 2’30” dal termine del quarto, i padroni di casa toccano il massimo vantaggio sul 64-50, e Goudelock illumina sempre più la partita con la sua immensa classe. Trento ovviamente non si dà per vinta, ma il vantaggio milanese, grazie a un immaginifico scarico di Jerrells per Tarczewski, è di quelli importanti al termine del quarto: 70-52.

Il quarto fallo di Sutton all’inizio dell’ultimo quarto sembra complicare ulteriormente le cose per gli ospiti, che comunque non demordono, difendono al massimo dell’aggressività, si buttano su ogni pallone come se fosse l’ultimo e attaccano il canestro con grinta. Milano cerca di mantenere la calma, anche in presenza di contatti duri che sembrano avere uno scopo puramente provocatorio e di un metro arbitrale un po’ troppo permissivo, che favorisce lo stile di gioco trentino. A 6’ dalla fine, il vantaggio è ridotto a 13 punti (77-64) e Pianigiani chiama giustamente time out. Ci pensa sempre lui, Andrew Goudelock, con un canestro da fuori in seguito a un movimento a dir poco stellare, a ridare fiducia ai suoi, e non meno importanti sono i rimbalzi offensivi di Gudaitis. Lo stesso pivot lituano e Hogue si fanno prendere dalla tensione e subiscono un doppio tecnico, ma soprattutto Shields riavvicina i suoi con 5 punti di fila. L’atmosfera si surriscalda, Pianigiani abbassa il quintetto mettendo Micov come teorico 4, e a 2’ dalla fine, Milano è ancora avanti di 10 (88-78), nonostante uno Shields caldissimo. Sono Goudelock (e chi se no) e Tarczewki a tenere a distanza Trento, che comunque continua a crederci e porta a casa un paio di canestri con fallo subito. Goudelock, però, ha decio che non vuole correre rischi, infila l’ennesima tripla per dare ai suoi un vantaggio di 13 punti (96-83) a 50” dalla fine per mettere i titoli di coda alla partita. Milano vince 98-85.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 98-85

TABELLINO MILANO: Goudelock 26, Micov 16, Vecerina ne, Pascolo 2, Tarczewski 14, Kuzminskas 5, Cinciarini 6, Cusin ne, Abass ne, Bertans 9, Jerrells 10, Gudaitis 10

TABELLINO TRENTO: Franke 11, Sutton 8, Silins, Forray 11, Conti ne, Flaccadori ne, Gutierrez 6, Czumbel ne, Gomes 10, Hogue 8, Lechtaler, Shields 31

PARZIALI: 15-12, 32-22, 23-28, 28-33

PROGRESSIVI: 15-12, 47-34, 70-52, 98-85

BASKETINSIDE MVP: Andrew Goudelock

Fotogallery a cura di Claudio Degaspari

Micov

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