F G3 – La difesa di Trento blocca Milano per il 2-1 nella serie

F G3 – La difesa di Trento blocca Milano per il 2-1 nella serie

Trento controlla per gran parte della partita, e anche quando si blocca in attacco, ottiene la vittoria con la difesa

di Stefano Bartolotta

Si sapeva che, per vincere contro Milano, Trento avrebbe dovuto concedere agli avversari molti meno punti rispetto ai 94 di media delle prime due partite, e avrebbe dovuto ritrovare contributi significativi da Hogue e Sutton. Detto, fatto: Milano ha segnato solo 65 punti, e i due giocatori citati sono stati i migliori per valutazione statistica. Al di là dei numeri, Sutton è stato fondamentale nel marcare Goudelock e non permettere alla guardia statunitense di entrare in partita, mentre Hogue ha giganteggiato a rimbalzo e ha aggredito ogni palone con la giusta cattiveria.

Il capolavoro trentino è comunque rappresentato da una prova difensiva sontuosa, con una capacità di tenere gli 1 contro 1 davvero elevatissima da parte di ognuno. I tifosi milanesi potranno recriminare sul fatto che la propria squadra ha tirato i primi liberi dopo 25’, ma il metro arbitrale un po’ permissivo racconta solo una piccola parte della storia, perché per la stragrande maggioranza delle azioni, Trento non ha commesso fallo perché ha difeso splendidamente e regolarmente.

Buscaglia deve, quindi, sperare che i suoi difendano così anche per il resto delle partite, e deve quindi essere bravo a dare motivazioni psicologiche più che spiegazioni tattiche. Pianigiani, invece, deve proprio lavorare dal punto di vista tattico, per provare a trovare alternative efficaci ai momenti nei quali i suoi fuoriclasse non sono in grado di far valere le proprie qualità offensive individuali. Stasera è impossibile salvare qualcuno per Milano, o anche trovare qualcuno che ha giocato peggio, proprio perché il gioco del coach milanese si basa molto sullo sfruttamento delle situazioni di vantaggio, ma se la difesa tiene così bene che i giocatori non riescono oggettivamente a sfruttare le suddette situazioni, ci vogliono ulteriori indicazioni da parte della guida tecnica.

Quintetto Trento: Sutton, Silins, Forray, Hogue, Shields
Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini

Palazzetto trentino sold out e suggestiva esecuzione dell’inno nazionale da parte di un sestetto vocale: ci sono tutti gli ingredienti per un’ambiente fuori dall’ordinario per questa gara 3. Trento prova a correre il più possibile e mette Sutton a difendere su Goudelock; Milano prova invece a ragionare. Il risultato, nei primi minuti, è lo stesso, ovvero zero punti. Il primo canestro lo segna Micov al terzo minuto di gioco. La coperta difensiva trentina appare corta, perché mettendo il 4 di ruolo a marcare il 2 avversario, lascia Kuzminskas marcato da Silins, molto meno fisico di lui, così il lituano ne approfitta e Milano va 2-8. Goudelock, però, non solo è oscurato dall’ottima difesa di Sutton, ma commette presto due falli e deve uscire. Per Trento, Sutton è ancora confusionario in attacco, ma Hogue è molto presente a rimbalzo offensivo, mentre Milano sfrutta l’intelligenza cestistica di Micov e la fisicità di Tarczewski. Gli ospiti mantengono quei 5-6 punti di vantaggio che avevano conquistato nelle fasi iniziali, ma l’ingresso di Gutierrez dà molti benefici a Trento, che trova il vantaggio sul 15-14 grazie quasi esclusivamente alle giocate del messicano. Jerrells prova a mettere in difficoltà la difesa di Trento bucandola in penetrazione, ma i risultati sono alterni e alla fine del quarto le due squadre sono in parità, 17-17. Trento ha più rimbalzi e meno palle perse di Milano, esattamente quello che le serve per prevalere.

Milano sta in piedi grazie a un Bertans che risponde presente nel momento del bisogno con 8 punti, e dopo 3 minuti del secondo quarto è ancora parità a quota 24. Trento si fa sempre più valere a rimbalzo offensivo, ma Goudelock entra in partita con una tripla delle sue. I padroni di casa, però, sembrano avere un’energia diversa, soprattutto, oltre che a rimbalzo offensivo, anche in difesa, con Milano che non solo fatica a far girare palla, come era già successo nelle precedenti partite, ma nemmeno riesce a risolvere le situazioni con i singoli. Trento, però, ha al massimo tre punti di vantaggio (30-27) ed è una grave colpa da parte dei trentini il non capitalizzare meglio la superiorità che si vede in campo. Inevitabilmente, Milano riordina le idee e piazza un parziale di 4-0 per tornare in vantaggio. Il punteggio è basso, le difesa fanno un buon lavoro e gli attacchi commettono spesso scelte sbagliate, così il punteggio continua a rimanere in equilibrio, con entrambe le squadre che si prendono sempre piccoli vantaggi. Trento riesce comunque ad andare all’intervallo con 4 punti di vantaggio, sul 35-31, grazie soprattutto all’impressionante 24-14 a rimbalzo.

Milano rientra con una confusione totale nella testa e attacca malissimo, sia nelle scelte che nell’esecuzione. Trento va 40-31, poi le due squadre segnano a corrente alternata, ma l’impressione è che Milano sia uscita dalla partita proprio di testa e che, da un momento all’altro, Trento possa dare il colpo di grazia. Infatti la gara si trasforma sempre più in un monologo, con una squadra sempre più convinta di vincere e aggressiva su ogni pallone e l’altra che subisce l’ondata e si fa travolgere. Qualche giocata singola proprio per non prendere una sonora imbarcata ogni tanto rriva: una tripla di Cinciarini, un 2+1 di Gudaitis, ma appaiono solo episodi sporadici, e Trento ha chiaramente in mano la partita. Il vantaggio continua a crescere, i buchi difensivi milanesi si fanno sempre più vistosi, ma dal -15 (53-38), Goudelock e Gudaitis provano a dare la scossa ai propri compagni. Lo svantaggio resta comunque in doppia cifra, e alla fine del quarto si attesta sul 58-48. Teoricamente, comunque, non è impossibile rimontare un punto al minuto, e per quello che si è visto in campo il punteggio va stretto a Trento.

Pianigiani prova col quintetto di tiratori, con Jerrells, Goudelock, Bertans e Micov. I primi attacchi milanesi, però, mostrano una preoccupante mancanza di idee, e Trento legge sempre perfettamente gli attacchi di Milano. L’unico problema per i padroni di casa sono i falli, sia perché raggiungono il bonus in poco più di due minuti, sia perché Sutton commette il quarto e deve uscire, e, di conseguenza, Goudelock può essere marcato solo da chi lo ha molto subito difensivamente nelle partita precedenti. Il punto, però, è che Trento ha la testa giusta, difende comunque bene e in attacco ha la mano ferma e il cervello attivo. Milano ci prova a penetrare per subire fallo, ma i difensori di casa chiudono speso la strada agli avversari con le gambe e la voglia. In attacco Trento segna poco, ma la difesa è eccellente, con una serie di scivolamenti sulle penetrazioni da clinic. A 5’ dalla fine, i punti recuperati dagli ospiti sono solo 3 e il punteggio è di 62-55. Pianigiani toglie Goudelock e mette Cinciarini, scelta un po’ bizzarra ma dettata probabilmente dalla necessità di attaccare con più ordine. La scelta sembra corretta e Milano arriva a -5 (63-58), e Gutierrez complica le cose per i suoi facendosi fischiare tecnico per flopping. Micov e Jerrells, però, sbagliano le triple che avrebbero potuto riportare Milano a un possesso di svantaggio, e a 2’ dalla fine, Trento ha ancora 7 punti di vantaggio (66-59). L’ultimo assalto di Milano è affidato a Micov: il serbo segna la prima tripla, ma sbaglia la seconda, e per Milano non c’è più niente da fare. Trento vince 72-65.

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 72-65

TABELLINO TRENTO: Franke, Sutton 19, Silins 8, Czumbel ne, Forray 4, Conti ne, Gutierrez 4, Lovisotto ne, Gomes 13, Hogue 18, Lechthaler ne, Shields 6

TABELLINO MILANO: Goudelock 8, Micov 6, Bortolani ne, Pascolo 2, Tarczewski 6, Kuzminskas 7, Cinciarini 3, Cusin ne, Abass, Bertans 13, Jerrells 13, Gudaitis 7

PARZIALI: 17-17, 18-14, 23-17, 14-17

PROGRESSIVI: 17-17, 35-31, 58-48, 72-65

BASKETINSIDE MVP: Dustin Hogue

Fotogallery di Alessandro Moschini

Trento

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