F4 Supercoppa LBA – SF1: Milano resiste alla rimonta di Venezia e vola in finale

I biancorossi dominano nel primo tempo, e i lagunari reagiscono nella ripresa, senza però riuscire a recuperare del tutto lo svantaggio di 23 punti

di Stefano Bartolotta

Milano stacca il biglietto per la finale in virtù soprattutto di un primo tempo ai limiti della perfezione, nel quale ha rifilato ben 20 punti a una squadra di livello come Venezia. Tutto ha funzionato per il meglio per gli uomini di Messina e tutti i tentativi tattici di De Raffaele non sono serviti. Il secondo tempo, però, è stata un’altra storia, e Venezia è arrivata dal -23 fino al -5, grazie a un’energia e una convinzione in se stessi che avrebbe dovuto esserci fin dall’inizio.

Venezia torna a casa, quindi, con alcuni rimpianti, mentre Milano deve stare attenta nel considerare bene che le partite durano 40 minuti, e che quando si subisce una rimonta come questa, magari si potrà anche vincere alla fine, ma ci si creano complicazioni inutili e, contro una squadra dalle molte bocche da fuoco come certamente sarà chi vincerà tra Bologna e Sassari, potrebbero arrivare brutte sorprese.

Sugli scudi, per Milano, c’è soprattutto Malcom Delaney, ben coadiuvato da Hines e, nel primo tempo, da Rodriguez e Micov, mentre Venezia ha avuto molto da Watt e, nei momenti caldi, da Tonut, Casarin e Daye.

 

QUINTETTO MILANO: Punter, Micov, Delaney, Brooks, Hines

QUINTETTO VENEZIA: Tonut, De Nicolao, Chappell, Mazzola, Watt

 

PRIMO PERIODO: contro una squadra con due pivot di stazza come Venezia, Messina propone il roster con tutti i lunghi più pesanti e la conseguente esclusione di LeDay, lasciato in tribuna assieme a Roll e Shields. De Raffele, dal canto suo, esclude Fotu e inizia con il quintetto più atteso con Watt da 5. Milano, con una divisa insolitamente più bianconera che biancorossa, inizia con gli esterni che palleggiano molto e la palla che gira poco, mentre Venezia trova delle buone circolazioni di palla ma sbaglia troppo spesso e Milano sfrutta il talento dei tiratori e un paio di bei rimbalzi offensivi di Brooks per portarsi sul 9-5 dopo 3’ di gioco. I lagunari vanno in sfiducia, perdono due palloni in modo gratuito e il 13-5 sembra già stabilire il tono della partita. De Raffaele chiede più pick n roll ai suoi, ma le mani veneziane sono sempre freddine, mentre quelle meneghine sono già roventi, e anche quando sbagliano i tiri, c’è spesso qualcuno a rimbalzo offensivo a garantire l’extra possesso. Solo Watt è in grado di liberarsi in modo efficace contro Hines, ma dall’altra parte è una grandinata di canestri, principalmente da fuori, e Venezia non naufraga solo grazie ad alcune giocate vicino a canestro, e alla capacità da parte di alcuni giocatori di guadagnare falli che portano Milano in bonus a oltre 3’ dal termine del quarto. Alla prima persa milanese, con Punter, Messina chiama subito time out, ma, come già capitato nelle partite precedenti, dopo una splendida partenza Milano si concede una pausa prolungata e Venezia è più che mai in partita sul 20-13. I veneziani hanno la colpa di non essere cinici in attacco per completare la rimonta, così bastano un paio di belle giocate di Rodriguez e Tarczewski e una difesa lagunare distratta negli ultimi secondi per far sì che il quarto si chiuda con un importante 27-15 per Milano.

 

SECONDO PERIODO: è sempre e solo Watt a colpire con continuità per Venezia, ma per il resto la difesa milanese imbriglia bene gli avversari, anche quando trovano situazioni all’apparenza favorevoli, come Stone che attacca Rodriguez in post, o Daye che fa lo stesso contro Delaney. Dall’altra parte, Delaney e Rodriguez si alternano in campo e sono entrambi ispiratissimi, sia come tiratori che come registi, e con un motore di gioco che gira sempre a pieno regime, è tutto più facile. Sul 31-17, Venezia mette in campo un paio di belle difese per non crollare, e gli uomini di De Raffaele arrivano ai 10 punti di vantaggio (31-21) di puro orgoglio. Delaney e Hines sbagliano tiri che di solito segnano a occhi chiusi, ma non può essere così a lungo, e la sensazione è che l’esito della gara dipenda esclusivamente da quanta intensità Milano mette in campo. Quando poi anche Datome si iscrive a referto per il 35-21, sembra proprio che le armi a disposizione di Milano siano davvero troppe, anche se De Raffaele le prova tutte, compreso il doppio pivot. La chimica tra Rodriguez e Punter è un work in progress, ma quella tra lo spagnolo e Hines è già ben sviluppata e Milano rimane in pieno controllo della situazione. Il vantaggio biancorosso si dilata sul 41-23, con Hines assoluto protagonista su entrambi i lati del campo, e Venezia ha dannatamente bisogno del riposo dell’intervallo lungo. Quando ci arriva, il punteggio è un tremendo 43-23, con un ancora più drammatico 0/10 da 3.

 

TERZO PERIODO: Milano inizia la ripresa sfruttando I 3 falli in altrettante azioni di Stone per aumentare ulteriormente il vantaggio sul 46-23. De Nicolao e Mazzola provano a reagire, ma siamo alle solite: Milano fa il bello e il cattivo tempo, e oggi di nuvole nel cielo biancorosso ce ne sono ben poche. Venezia è in bonus dopo meno di 3’ di gioco, e si prospettano molti viaggi in lunetta per gli uomini di Messina. Ma la tripla di Chappell porta il punteggio sul 50-34, e a Messina questo parziale di 4-11 non piace per niente. Il time out del coach milanese, però, non cambia l’inerzia di questa fase, tutta dalla parte di Venezia, che riduce ulteriormente lo svantaggio sul 51-37. Milano sbaglia troppi liberi, Venezia mette in campo tutta l’adrenalina di Tonut e Casarin, e il 52-40 dice che può ancora esserci una partita. Casarin riesce nell’impresa di subire sfondamento da Rodriguez, e l’attacco milanese è impantanato. Venezia prende fiducia dagli insuccessi offensivi avversari e gioca con l’energia e la convinzione che avrebbe dovuto mettere fin dall’inizio. Il quarto si chiude sul 57-46, vale a dire che Venezia ha quasi dimezzato lo svantaggio e ha segnato, in questo quarto, gli stessi punti dei due precedenti messi insieme.

 

QUARTO PERIODO: il 4-0 di Venezia a inizio quarto riapre completamente la gara, e De Raffaele si fa dare un tecnico proprio dettato dalla convinzione nei mezzi dei propri giocatori. Daye segna con classe come solo lui sa fare, e Milano si appoggia a Delaney e Hines per non far rientrare del tutto gli avversari. I biancorossi provano anche ad alzare i giri in difesa, sfruttando la versatilità dello stesso Hines, ma in attacco le polveri sono ormai bagnate e a 6’ dal termine, Venezia può ancora sperare sul 61-52. Milano difende forte e in attacco prova a giocarsi la carta Datome, sin qui quasi del tutto assente. L’azzurro ripaga la fiducia del coach con un tiro dei suoi, Delaney imita alla perfezione il proprio compagno e il 65-54 e 3’ dal termine sembra troppo difficile da rimontare per Venezia. Gli uomini di De Raffaele ce la mettono tutta, ma il loro margine di errore è ridottissimo e le energie fisiche e mentali sono ormai poche. Milano controlla senza eccessivi patemi e vince 76-67.

 

OLIMPIA MILANO – UMANA REYER VENEZIA 76-67

MVP BASKETINSIDE: Malcom Delaney

Parziali: 27-15, 17-8, 14-23, 19-21

Tabellini

Olimpia Milano: Punter 15, Moretti, Micov 9, Moraschini 2, Rodriguez 3, Tarczewski 7, Biligha ne, Cinciarini 2, Delaney 19, Brooks 3, Hines 11, Datome 4

Umana Reyer Venezia: Casarin 2, Stone, Bramos 2, Tonut 8, Daye 12, De Nicolao 11, Vidmar, Chappell 8, Mazzola 5, D’Ercole ne, Cerella, Watt 19

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