F8 2018 – Cantù vince il derby con Milano e vola in semifinale

Cantù sfoggia una prestazione maiuscola e corale e batte nettamente l’Olimpia Milano. Dopo due successi finali consecutivi, Milano è costretta a cedere lo scettro ad un altra pretendente.

di Pietro Pisaneschi, @Doppia_P

Ormai possiamo dirlo, questa Final 8 fiorentina potrebbe passare alla storia per essere la più imprevedibile e indecifrabile. Dopo Cremona e Torino, a volare in semifinale è un’altra squadra avversata dal pronostico. La Red October Cantù batte Milano 105-87 e avanza alla fase successiva. Senza retorica alcuna, quella canturina è stata una vera e propria vittoria di squadra (9 giocatori schierati, 7 a referto di cui 6 in doppia cifra) visto le innumerevoli assenze sopperite da una grinta belluina. Milano ha giocato una partita opaca, non risultando mai avanti nel punteggio ma venendo surclassata da Cantù in ogni ambito del gioco (difensivo, offensivo e caratteriale). Una sbandata inattese che, visto il tabellone, potrebbe sapere di rammarico per Pianigiani e soci.

PRIMO TEMPO: Al Mandela Forum è di scena uno dei derby che, da sempre, infiammano la Lombardia. Con le premesse fornite della prima giornata di gare, la posta in palio elevata, la situazione da dentro e fuori e il campo neutro, ci sono le premesse per una partita al limite del romanzesco. Pianigiani lascia a riposo Tarczewski, mentre Sodini è costretto a far fronte ad un infermeria arricchitasi nella notte di Cournooh non al 100% della condizione ma comunque presente in quintetto. Nonostante l’assenza conclamata di Culpepper, Cantù approccia la gara a ritmi elevati provando a sorprendere Milano con l’aggressività. Complice anche l’1/6 in avvio di partita dell’EA7, Cantù tenta un primo allungo portandosi avanti 5-18. Milano si mantiene in scia grazie ai liberi, aggiusta la mira e dopo una tripla di Goudelock entra definitivamente in gara (12-18). Cantù però continua ad apparire più presente sul parquet. Ad una tripla di Bertans, risponde immediatamente Smith con la stessa moneta. La Red October coglie il +10 (18-28) a fine primo quarto grazie ad una preghiera lanciata in aria da Cournooh direttamente dalla propria metà campo accolta con beneficio di fruscio di retina dai sempre pruriginosi Dei del Basket. La copertina di inizio secondo quarto è Charles Thomas che scrive un parziale personale di 5-0 portando Cantù sul massimo vantaggio di +15 (18-33). Ancora una volta è Bertans a gettare una secchiata d’acqua gelida sui bollenti spiriti canturini con una tripla. Ma l’attacco di Milano continua a trovare difficoltà ad attaccare la difesa della Red October non trovando mai soluzione semplici e, quando esse giungono, sprecandole malamente per imprecisione con Guadaitis che non trova per due volte consecutive il canestro pur essendo indisturbato sotto il ferro. Cantù ritocca il massimo vantaggio grazie a Smith e Parrillo (21-38). Milano riduce il gap grazie alla coppia Theodore-Goudelock e ad una schiacciata di Cusin (33-44) ma ancora una volta la grinta di Cantù prevale. La squadra di Sodini difende in maniera asperrima costringendo Milano a continui errori al tiro e in attacco piazza un parziale di 10-0 con due triple tricolori a firma Maspero-Parrillo e due contropiedi amministrati da Chappell e Burns (33-54). Una tripla di Goudelock interrompe la fiumana canturina (58% dal campo nei primi venti minuti, 20/34) ma ancora una volta la Red October trova un canestro sulla sirena di fine quarto con Maspero che spedisce la partita all’intervallo sul 38-57.

SECONDO TEMPO: Le alte percentuali canturine che hanno contraddistinto i primi venti minuti di gara proseguono anche in avvio di terza frazione. Nei primi cinque minuti dopo il rientro dagli spogliatoi, l’unica nota stonata nel pentagramma di Sodini la suona Thomas che commette il suo quarto fallo. Cominciano poi a grandinare triple con inaudita violenza (Chappell, Parrillo, Maspero per Cantù a cui rispondono Abass e Micov per Milano) che mettono a dura prova l’ugola dello speaker del Mandela. La gara del tiro da tre si poi interrompe con un layup di Kuzminskas (61-80); Sodini vede però i suoi leggermente spaesati e chiama prontamente time out. Cantù accusa un lieve calo fisico. La tripla di Cinciarini sulla sirena di fine quarto (63-80) gira beffanrdamente sul ferro prima di uscire dopo che Abass aveva sbagliato una schiacciata in totale solitudine. Per chi cerca segnali dal fato, una rapida consultazione degli aruspici non darebbe segnali positivi. Goudelock però non è di questo avviso e piazza subito una tripla al rientro sul parquet. Milano appare più fresca ma continua a sbagliare tiri aperti e ben costruiti. Cantù, dal canto suo, comincia a pensare di amministrare il cospicuo margine anche se, ogni tanto, pecca di eccessiva rilassatezza (Smith commette un’evitabile infrazione di 8 secondi). La Red October amministra le energie colpendo scientemente quando serve sempre tarpando sul nascere le speranze di rimonta milanesi. Chappell scrive un personale parziale di 5-0 seguito da una tripla di Smith (70-92). A 5 minuti dalla sirena finale Cantù appare stanca a causa sia dello sforzo profuso nei precedenti 35 minuti sia per le rotazioni ridotte all’osso di cui può disporre Sodini. Il coach viareggino chiama un timeout dopo un 4-0 milanese provando a centellinare in ogni modo le energie dei suoi. Cantù torna sul parquet decisa in tutti i modi a giocare il più possibile con il cronometro, cercando un tiro solo nei dintorni dei 24 secondi. Milano annusa il momento di difficoltà canturina e tenta di approfittarne. La squadra di Pianigiani stringe le maglie in difesa, recupera palloni e mette a segno parzialini che la tengono in vita. Per Cantù cominciano a piovere non più triple ma pessime notizie: Thomas si infortuna ad una caviglia e, zoppicando, lascia il campo. Adesso però è Milano ad essere più reattiva e aggressiva anche se continua a peccare di imprecisione vicino al ferro. Cantù, sulle gambe, rintuzza i tentativi di rimonta milanese grazie ai tiri liberi.  Un gioco da tre punti di Theodore e una tripla di Cinciarini riavvicinano l’Olimpia a -12 ma due schiacciate di Burns scacciano la paura dalle parti canturini. Una tripla da distanza siderale di Chappell fa partire la festa del popolo canturino giunto in massa a Firenze per sostenere la squadra. Finisce 87-105 .

 

EA7 OLIMPIA MILANO – RED OCTOBER CANTU’ 87-105

MILANO: Goudelock 23, Theodore 16, Kuzminskas 10, Cinciarini 9, Micov 7, Pascolo 6, Bertans 6, Cusin 4, Gudaitis 3. Coach: Pianigiani

CANTU’: Smith 23, Chappell 19, Thomas 16, Burns 14, Cournooh 12, Parrillo 12, Maspero 9. Coach: Sodini

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