F8 QF – Sassari non si arrende e batte Venezia con una rimonta incredibile!

I lagunari dominano per 25′, ma i sardi non si danno per vinti, rimontano e vincono a 1″ dalla fine

di Stefano Bartolotta

Le partite di basket durano 40 minuti, e di rimonte incredibili se ne sono viste tante nella storia di questo sport, dovute proprio al fatto che chi è in grande vantaggio pensa di aver già vinto. Ogni tanto, però, la tentazione di dare già per finita una partita quando manca ancora tanto alla conclusione si riaffaccia nella mente degli spettatori e, soprattutto, dei giocatori, e in alcuni casi si vedono ancora rimonte clamorose proprio per questo motivo. Chiunque, in tutto il Mandela Forum, era convinto, all’inizio della seconda metà del terzo quarto, che Venezia avrebbe portato a casa la partita, in virtù di una prestazione dominante e che aveva messo in mostra tutto il repertorio dell’attacco di De Raffaele. Sassari, però, ha continuato a fare il proprio gioco, segnando con buona continuità in attacco e sperando che l’avversario calasse per colpirlo. Così è avvenuto, e un parziale di 16-1 tra il 28’ e il 34’ ha rimesso i sardi in partita. Negli ultimi 6’, Venezia ha quasi sempre condotto, ma proprio a 1” dalla fine, Cooley ha realizzato il canestro del successo.

È una sconfitta catastrofica per la Reyer, che ha smesso di imporre il proprio ritmo, non è stata più in grado di armare efficacemente i tiratori (a un certo punto la percentuale da 3 era di 15/22), ha tenuto tropo ferma la palla, e di conseguenza i tiri non erano più in ritmo e le situazioni in cui era facile perdere palla sono aumentate drasticamente. A quel punto, Sassari ci ha creduto, Pozzecco è stato bravo a trovare il quintetto giusto per costruire il parziale e a fare le corrette sostituzioni negli ultimi minuti sfruttando Smith e Cooley che erano riposati. La palma di MVP la merita senz’altro il match winner Cooley, ma Thomas e Pierre sono stati i protagonisti del parziale e non va dimenticata la regia tutta verve e intelligenza di Spissu.

Quintetto Venezia: Haynes, Bramos, Tonut, Mazzola, Watt
Quintetto Sassari: Smith, Carter, Pierre, Polonara, Cooley

Venezia e Sassari si avvicinano all’appuntamento di Firenze in situazioni molto diverse: i lagunari possono contare sulla stabilità di un sistema di gioco in essere da diversi anni, ma, stando alle parole della vigilia di De Raffaele, hanno Daye in non perfette condizioni e devono rinunciare a Giuri; i sardi, invece, vedono il debutto in panchina di coach Pozzecco, ma non hanno particolari problemi fisici con il roster attuale. Le divise multicolore di Sassari offrono un elemento fuori dagli schemi all’interno di questa partita giocata in un Mandela Forum pieno a metà. La Dinamo parte utilizzando Cooley come motore del proprio gioco, mentre Venezia punta su tiri dalla media o da fuori. L’altra differenza di approccio è che i sardi giocano in modo più ragionato, mentre i lagunari spingono sull’acceleratore più che possono. Venezia acquisisce un piccolo vantaggio e lo amplia la prima volta in cui coinvolge Watt (9-4 dopo 3’ di gioco). Passano i minuti ed è sempre più chiaro che gli uomini di De Raffaele riescono a rispettare in pieno la propria identità e a mettere in moto tutte le numerose armi a propria disposizione. Sassari, comunque, è in partita, perché il suo modo di giocare con raziocinio è in realtà dinamico e propositivo, con Smith e ancora Cooley sugli scudi. A metà quarto le squadre sono in parità sul 12-12, poi Venezia sfrutta la panchina più lunga nel momento in cui i titolari di entrambe le squadre devono riposare. Daye, in particolare, è il protagonista di un parziale veneziano di 9-2, alla faccia delle annunciate condizioni fisiche non perfette. Sassari, comunque, segna i punti necessari per non rimanere troppo indietro nel punteggio, ma altre due triple ancora di Daye e di Stone portano Venezia in vantaggio 29-20 alla fine del primo quarto.

Le squadre iniziano il secondo quarto in modo confusionario, con palle perse e tiri costruiti quasi sempre malissimo, poi Venezia rimette ordine nel proprio gioco e allunga ancora (34-23 dopo 2’ del quarto). Pozzecco rimette quasi tutti i suoi titolari, ma è evidente che la difesa di De Raffaele ha preso le misure all’attacco del neo coach sardo e la partita sembra già chiaramente indirizzata sul 37-23 dopo meno di 13’ di gioco. Sassari qui ha il merito di non demoralizzarsi e De Raffaele decide di chiamare time out per parlarne coi suoi e non far prendere troppa fiducia agli avversari. A metà quarto, comunque, i lagunari hanno ancora la situazione in mano (42-29), ma almeno i sardi hanno ricominciato a segnare per garantirsi quantomeno la possibilità di rimontare in caso di calo avversario. Per ora, però, non sembra un’eventualità che possa verificarsi presto, perché l’attacco di De Raffaele continua a girare a pieno regime, mettendo in mostra tutto l’ampio repertorio che ha permesso a Venezia di essere protagonista in Italia da diversi anni. Pozzecco prova a mettere più presenza possibile sotto canestro, con Cooley e Thomas insieme, e Venezia rallenta un po’, ma non abbastanza per permettere a Sassari una vera rimonta. Impressiona soprattutto la percentuale da 3 dei veneziani (11/16 a 2’ dall’intervallo), frutto non solo del talento individuale, ma anche di un sistema di gioco che, se ben eseguito come in questo caso, permette ai tiratori di uscire, ricevere e rilasciare il tiro sempre perfettamente in ritmo con timing e spaziature ideali. Si va negli spogliatori sul punteggio di 57-41 e con una percentuale da dietro l’arco per Venezia di 12/18.

La difesa di Sassari parte molto aggressiva all’inizio della ripresa, ma Venezia non si scompone e inizia infilando altre due triple. Sassari risponde colpo su colpo, sempre con il proprio gioco ragionato ed equilibrato, ma bisognerebbe anche difendere con efficacia sul perimetro, cosa che i sardi non riescono a fare, permettendo ai lagunari di continuare a colpire ripetutamente e continuare a gonfiare un percentuale sempre più irreale (15/22). A metà quarto il punteggio è un eloquente 68-52, Sassari sembra crederci sempre meno e Venezia si toglie lo sfizio di una transizione spettacolare con diversi passaggi prima dell’appoggio a canestro di Bramos. La partita si spegne sempre più col passare dei minuti e le due squadre sembrano aspettare solo la sirena finale, ma il problema è che mancano ben 13 minuti. Venezia, intanto, si siede un po’ troppo e Sassari può approfittarne per un parziale di 7-0 che costringe De Raffaele al time out. Il parziale, però, si estende fino all’11-1, con Thomas e Pierre protagonisti, e Venezia si ritrova un vantaggio di soli 9 punti a fine terzo quarto (75-66).

Venezia sembra essere poco tranquilla anche all’inizio dell’ultimo quarto e fa girare il pallone con poca fluidità e costruendo tiri più difficili da realizzare, e che infatti escono o ficcandosi in situazioni che portano a palle perse. Sassari estende ulteriormente il parziale a 16-1, ed è pienamente in partita sul 75-71 a 8’ dalla fine. È davvero incredibile e incomprensibile come sia cambiata l’inerzia in soli 6-7 minuti, ma il basket è così e non si può mai essere certi di aver vinto quando manca ancora tanto alla fine della partita. Haynes e Bramos (chi se non loro) costruiscono dopo tanto tempo una nuova azione che porta il greco a tirare in perfetto ritmo da 3 e segnare, ma Thomas ormai è indemoniato e una sua tripla porta al sorpasso sul 78-79. Pozzecco tiene in campo lo stesso quintetto, con Spissu a dettare i ritmi e a dare verve e Pierre e Thomas a prendersi la maggior parte dei tiri. De Raffaele decide di provare a colpire la scarsa fisicità dei lunghi sassaresi in campo appoggiandosi a Watt, e il suo lungo lo ripaga, ma dall’altra parte nessun veneziano è in grado di limitare Thomas, che con la sua atipicità si costruisce sempre situazioni favorevoli. Negli ultimi 3’, sul punteggio di 82-82, Pozzecco rimette Smith e Cooley, ma per Venezia spunta inaspettatamente De Nicolao con una tripla cruciale. Sassari continua a chiedere a Thomas di segnare, ma ormai il n. 25 sembra troppo stanco e Venezia entra nell’ultimo minuto con 3 punti di vantaggio (87-84). Ci prova Smith a ricucire, ma il punteggio non si smuove e negli ultimi 20” iniziano i falli sistematici. Carter arriva vicinissimo a uno scippo che darebbe ai suoi la palla della vittoria, poi Haynes sbaglia un libero e Sassari può impattare o vincere con la palla in mano a 16” dal termine. Pierre subisce fallo a 7”, segna il primo e sbaglia il secondo, ma sulla lotta convulsa a rimbalzo la rimessa è per Sassari a 3”. Cooley riceve sotto canestro e segna a 1” dalla fine, decretando la vittoria di Sassari per 88-89.

UMANA REYER VENEZIA – BANCO DI SARDEGNA SASSARI 88-89

TABELLINO VENEZIA: Haynes 11, Stone 5, Bramos 14, Tonut 20, Daye 9, De Nicolao 3, Washington 4, Biligha, Giuri ne, Mazzola 6, Cerella, Watt 16

TABELLINO SASSARI: Spissu 3, Smith 15, McGee 2, Carter 4, Devecchi 2, Magro ne, Pierre 24, Gentile 2, Thomas 14, Polonara 10, Diop ne, Cooley 13

PARZIALI: 29-20, 28-21, 18-25, 13-23

PROGRESSIVI: 29-20, 57-41, 75-66, 88-89

BASKETINSIDE MVP: Jack Cooley

La Fotogallery del match

Sassari

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