SUPERCOPPA LBA Gir. A – La miglior Cantù dura solo 10 minuti: tutto facile per Milano

SUPERCOPPA LBA Gir. A – La miglior Cantù dura solo 10 minuti: tutto facile per Milano

I padroni di casa fanno vedere buone cose a cavallo tra primo e secondo quarto, ma Milano li intimidisce all’inizio e, al primo momento di calo canturino, piazza un perentorio 4-25 che chiude la gara

di Stefano Bartolotta

Milano porta a casa un’altra vittoria schiacciante in questo inizio di stagione, ai danni di una Cantù intimidita all’inizio e che è riuscita a esprimere il proprio miglior basket per soli 10 minuti, dalla metà del primo quarto a quella del secondo. In quel frangente, si è vista una squadra molto piacevole, che sa mettere in campo una buona dose di atletismo e faccia tosta, e in grado di mettere in difficoltà anche una corazzata come la squadra di Messina. Appena c’è stato un calo, però, gli ospiti ne hanno subito approfittato, e la sensazione è che gli uomini di Pancotto siano ancora molto indietro di condizione fisica. È stato, così, troppo facile per l’Olimpia dilagare con un parziale di 4-25 e rendere il secondo tempo buono solo per le statistiche.

La Milano che piace a Messina, e che ha tutte le carte in regola per farsi valere anche in EuroLega, non solo il Serie A, si è vista solo nei primi minuti, con un parziale di 3-14 frutto del giusto mix di energia e intelligenza nelle letture e nelle spaziature. La sensazione, però, è che tutto ciò sia troppo legato alla presenza di un lungo di peso, perché quando è uscito Tarczewski, e con Hines oggi a riposo, la manovra è risultata molto più prevedibile e ha permesso a Cantù di rimontare momentaneamente. Certo, la stagione si prospetta lunga e intensa, ed è normale non essere al meglio ora, ma davvero l’attacco di Messina deve trovare il modo di rendere molto meglio di così quando in campo c’è una batteria di lunghi leggera, anche perché, per come è stato costruito il roster, ciò avverrà piuttosto spesso.

Non è facile scegliere un MVP in una partita come questa: noi premiamo Brooks, perché, con Cantù vicina nel punteggio (27-29), delle tre triple che hanno dato il là al parziale ammazza partita, due sono state sue (in mezzo c’è stata quella di Rodriguez).

Quintetto Cantù: Thomas, Smith, La Torre, Bayehe, Johnson
Quintetto Milano: Punter, Rodriguez, Tarczewski, Shields, Brooks

Milano si reca a Desio per confermare il dominio imposto nelle precedenti due partite di questo girone A di Supercoppa. Lo fa continuando a ruotare i propri uomini a roster e dando un turno di riposo a Moraschini, Roll, Delaney e Hines. La squadra di Messina impone subito il proprio marchio alla partita attaccando con decisione e intelligenza e difendendo forte lontano da canestro, per rendere difficoltosa la manovra agli avversari. Viene subito sfruttata la fisicità dei lunghi, che poi non necessariamente concludono, ma sanno anche aprire spazi per gli esterni, che colpiscono da 3 senza pietà. Cantù ha l’atteggiamento giusto e non appare affatto arrendevole, ma in questo inizio produce solo una tripla di La Torre mentre Milano conclude i primi 5 possessi offensivi a segno per un totale di 12 punti. Il divario si dilata impietosamente perché i padroni di casa fanno una fatica bestiale a far girare palla per merito della difesa ospite, e così ogni soluzione, sia il tiro da fuori che il tentativo di avvicinarsi a canestro, risulta difficoltosa. Sul 3-14, Milano non allunga ulteriormente per colpa di due falli in attacco di Tarczewski, che stimolano Messina a sperimentare una batteria di lunghi leggera, formata da LeDay e Brooks. In generale, Milano appare un po’ più svagata in attacco rispetto all’inizio, con 3 perse consecutive, ma in difesa è sempre attentissima e Cantù non si sblocca da quei 3 punti sul tabellone. Woodard non ci sta e realizza 5 punti in due possessi mentre Milano continua con la discontinuità offensiva, così il divario rimane costante ma la partita è godibile perché nessuno dei giocatori in campo si tira indietro e il gioco va avanti ad alto ritmo. Smith avvicina i suoi sul 12-18, ed è emblematico il fatto che Cantù si sia 10 triple su 13 tiri totali. La manovra milanese, però, diventa sempre più prevedibile, così il vantaggio esterno rimane contenuto e il primo quarto si chiude sul 18-24. I padroni di casa si sono presi ben 14 triple in questi primi 10 minuti, mentre gli ospiti hanno solo 4 assist, lontani dalla media di quasi 24 a gara delle due precedenti uscite.

Leunen inaugura il secondo quarto con un gioco da 4 punti e a questo punto Milano deve ritrovare l’atteggiamento mentale dell’inizio. Cantù ci crede e la sensazione è che a Milano, in questo momento, servirebbe il tonnellaggio sotto canestro assicurato da Tarczewski, mentre il front court leggero non è adatto a questa partita. I padroni di casa, infatti, iniziano anche a prendere rimbalzi in attacco, e Milano si mantiene a galla solo grazie alla classe dei propri solisti, con in particolare due triple importanti di Brooks e Rodriguez. Cantù, però, per poter davvero impensierire gli avversari, avrebbe bisogno di giocare con energia e intensità per tutto il resto della partita, ma arriva, invece, un calo fisiologico che porta a un parziale di 0-10, propiziato anche dal rientro di Tarczewski. L’impressione, comunque, è che Milano abbia deciso sempre di più di sfruttare il proprio talento diffuso invece delle ottime manovre di squadra dell’inizio, perché comunque Cantù non riesce più a metterla in difficoltà e, in pratica, la versione migliore della squadra di Pancotto è durata 10 minuti, poi è sopraggiunta la stanchezza. Dal 27-29, si arriva al 31-49 per un perentorio parziale di 4-20, e quando mancano ancora 22 minuti al termine, sembra già che si possa parlare di garbage time. Si va all’intervallo lungo su un eloquente 31-54. Milano è arrivata ora a 11 assist, tornando alle proprie medie di questo inizio di stagione, ed è micidiale da 3 con uno scintillante 8/11. Cantù, come detto, appare indietro nella condizione atletica, ma in quei 10 minuti in cui ha giocato sul serio è piaciuta, grazie soprattutto ad atletismo e faccia tosta.

Nel terzo quarto non succede niente di rilevante. Milano prova a giocare un po’ più di squadra e di esplorare tutte le soluzioni concesse dall’ampio numero di quintetti potenzialmente schierabili, mentre Cantù prova a rimanere fedele all’identità che vuole avere quest’anno, quella di una squadra da corsa nella quale tutti gli esterni si cercano per trovare la situazione giusta e non hanno paura di concludere appena se ne presenta l’opportunità e i lunghi ci mettono tanto dinamismo come ideale complemento di un gioco che, a difesa schierata, è perimetrale, ma che punta a svilupparsi in campo aperto il più possibile. Milano, da parte sua, si diverte anche a mescolare le difese e a provare quanto i lunghi possano tenere in 1 vs 1 anche i piccoli avversari. Il risultato non è mai in discussione, con Milano che arriva presto al +30 e non lo molla. Il quarto si chiude sul 46-81.

L’ultimo quarto è ancora più irrilevante di quello precedente. Gli ospiti superano anche il +40 (46-88), Cantù ne ha sempre di meno dal punto di vista fisico, così i biancorossi provano anche alcune giocate in velocità a tutto campo, giusto per rimanere in confidenza con un playbook che appare piuttosto ampio. Gravaghi si gode oltre 4’ di campo, ma sono minuti di marca canturina, tanto che Messina chiama time out nonostante l’amplissimo vantaggio. La partita si chiude sul 62-102.

ACQUA S. BERNARDO CANTÙ – A|X ARMANI EXCHANGE MILANO 62-102

TABELLINO CANTÙ: Thomas 6, Smith 7, Kennedy 8, Woodard 5, Procida, Leunen 10, La Torre 3, Lanzi, Bayehe 2, Johnson 16, Caglio

TABELLINO MILANO: Punter 17, LeDay 16, Moretti 12, Micov 11, Gravaghi, Rodriguez 5, Tarczewski 14, Biligha 2, Cinciarini 6, Shields 10, Brooks 9, Datome

PARZIALI: 18-24, 13-30, 15-27, 16-21

PROGRESSIVI: 18-24, 31-53, 46-81, 62-102

BASKETINSIDE MVP: Jeff Brooks

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