LBA – F, G3: Milano va sul 2-1 con il Melli & Grant show

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milano virtus melli
Olimpia Milano flickr

Milano difende il fattore campo e mantiene l’imbattibilità casalinga anche in questa gara 3 di finale LBA. La squadra di Messina ha giocato una splendida pallacanestro per quasi tutto il primo quarto, ma poi la Virtus ha preso le misure e la gara si è fatta equilibrata. Con la lotta a rimbalzo decisiva nelle prime due gare, ma qui in sostanziale parità (33-30), ed entrambi gli attacchi in difficoltà dal punto di vista tattico (nonostante l’alto punteggio), bisognava affidarsi all’estro dei giocatori in campo, e Milano ha avuto da Melli e da Grant ciò che Bologna non ha avuto da nessuno dei suoi. Certo, Hackett ha giocato una gran partita e, a turno, Belinelli, Shengelia e Teodosic hanno fatto cose importanti, ma non abbastanza per rispondere al duo milanese, davvero scatenato soprattutto negli ultimi 15 minuti.

Adesso è davvero impossibile prevedere cosa succederà nelle prossime partite, perché siamo, forse, arrivati al punto in cui la tattica e la tecnica c’entrano relativamente, ma contano molto di più l’ispirazione e la capacità di esprimere il proprio talento. Melli e Grant hanno vinto così gara 3, chi farà lo stesso in gara 4?

Quintetto Milano: Rodriguez, Shields, Hines, Bentil, Datome
Quintetto Bologna: Pajola, Jaiteh, Shengelia, Weems, Teodosic

Nessuna sorpresa nei roster per questa terza gara di finale che si svolge in un forum completamente pieno e rumoroso come non accadeva da molto tempo. Milano dà la sensazione di voler muovere la palla molto più rapidamente rispetto alle partite precedenti, e in effetti è una buona idea e produce 4 canestri nei primi 5 posessi, con un maestoso 3/3 di Shields da dietro l’arco. Bologna prova a giocare più che può vicino a canestro, ma Teodosic non disdegna la conclusione da fuori quando vede spazio. Milano imperversa in attacco, ma due triple proprio di Teodosic e Weems tengono la V in linea di galleggiamento (15-10 dopo 3’ e mezzo di gioco). I padroni di casa sono molto svelti sia a muovere la palla che a dare linee di passaggio al portatore della stessa palla, così segnano 17 punti in 4 minuti, e stranamente Scariolo non chiama time out. Arrivano anche due tonanti stoppate sotto canestro e, insomma, Bologna può solo sperare di segnare da fuori e/o di catturare i rimbalzi offensivi lunghi conseguenti agli errori dall’arco. Sul 19-10 dopo 4’ e mezzo di gioco, Scariolo deve chiamare time out per forza, con il Forum impazzito di gioia e davvero caldissimo nel supportare i propri beniamini. Anche in uscita dal time out, Bologna appare lenta e prevedibile nelle proprie manovre offensive, mentre l’Olimpia ha molta più reattività nel leggere la difesa avversaria. Jaiteh riesce comunque a prendere bene posizione in un paio di occasioni e a segnare, così il vantaggio interno non è ancora di quelli importanti. Iniziano le rotazioni dalle panchine e gli attacchi si bloccano per alcuni possessi, poi Melli mette a segno un bellissimo 2+1 per il primo vantaggio interno in doppia cifra sul 25-14. Le riserve di Bologna appaiono ancora più in imbarazzo nella gestione della palla, ma trovano una tripla estemporanea di Cordinier e rimangono ancora in vita. A questo punto, emerge il talento dei giocatori della Virtus, i quali, anche senza un piano di gioco efficace, fanno canestro o comunque producono cose buone proprio perché sono bravi a giocare a basket. Bologna segna così 13 punti in pochissimi minuti, grazie a numeri di classe dei vari Shengelia, Belinelli e Hackett. Milano riesce a rianimarsi nel finale e il quarto si chiude sul 31-27, un punteggio di ben altro tenore rispetto a quanto si è visto nelle due partite a Bologna.

La difesa bolognese, all’inizio del secondo quarto, riesce a rimanere meglio sull’uomo, così Milano deve forzare malamente e la Virtus passa comodamente in vantaggio sul 31-32 grazie a un Hackett in striscia. Messina dà minuti a Grant e Biligha, che, fisiologicamente, non portano con sé troppa pericolosità offensiva, così è facile per gli ospiti mettere in difficoltà l’attacco milanese. A questo punto, ovviamente, rientrano quasi ttuti i titolari, ma l’inerzia è sempre a favore della Virtus, anche perché la difesa di Milano è certamente meno aggressiva. Melli non ci sta e piazza 5 punti di orgoglio, ma la sensazione è che Bologna abbia preso le misure alla difesa milanese e sappia sempre leggere le situazioni e fare le scelte giuste. Inoltre, in questa fase, l’arbitraggio appare un po’ a favore dei bolognesi, con un paio di falli chiari ma non fischiati su penetrazioni milanesi e un altro paio di falli chiamati in modo un po’ troppo fiscale ai padroni di casa. Come spesso succede in occasioni come queste, l’effetto è quello di dare una sveglia al tifo di casa e anche all’orgoglio dei giocatori in campo. Tatticamente, come detto, la Virtus ha ora in mano la partita, ma l’orgoglio biancorosso fa invece sì che in vantaggio ci vada l’Olimpia, fino ad arrivare al 44-38 a 3’ dall’intervallo lungo. La Milano che giocava con fluidità nei primi 7 minuti è ormai già un lontano ricordo, ma il bello del basket è che la componente emotiva può davvero giocare un ruolo decisivo. Il time out di Scariolo fa sì che, almeno in difesa, la Virtus tenga e non faccia nuovamente scappare Milano, e così si torna a segnare poco come succedeva nelle partite precedenti. Ormai non sembrano più esserci troppi ragionamenti tattici, ma si gioca un po’ ognuno come se la sente. Si va all’intervallo lungo sul 48-45, con la tanto discussa lotta a rimbalzo come fattore decisivo che è in parità (18-18). Saranno, quindi, probabilmente altri aspetti a decidere la gara, probabilmente più sul versante dell’emotività che su quello tecnico-tattico.

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All’inizio della rioresa, c’è un’atmosfera tipo duello nei film western con colonna sonora morriconiana: le due suadre tengono la palla piuttosto ferma e poi si affidano alle proprie bocche da fuoco più pericolose. I vari Shields, Datome, Shengelia e Teodosic si prendono, giustamente, le loro responsabilità e la partita rimane in equilibrio tra prodezze ed errori. Messina chiama, giustamente, time out, perché se si va a finire al confronto tra talento offensivo, la Virtus ne ha di più. Il coach milanese ha bisogno che i suoi giochino più di squadra e con più rapidità e movimenti senza palla, oppure che ci mettano più voglia degli avversari. Una gran stoppata di Hines su Shengelia e la successiva tripla di Melli fanno capire che l’Olimpia non è certo disposta ad arrendersi, e questo spirito combattivo è incarnato, in questa fase, soprattutto da Melli, autore di un altro stupendo 2+1 per il 59-54 a metà quarto. Shields segue l’esempio del suo capitano e Milano torna a condurre di tre possessi sul 61-54, ma la Virtus ne ha ancora, eccome, soprattutto con Hackett. La gara è sempre più fisica, entrambe le squadre vanno in bonus con quasi 4’ da giocare, e così conta molto anche la freddezza ai liberi. Ovviamente, in questo contesto, Messina può mettere Biligha con un po’ più di fiducia, e può anche provare un front court Baldasso-Grant. Anche Scariolo fa giustamente riposare Hackett, però Milano ha un Melli sempre ispiratissimo mentre Bologna, senza la sua guida di quel momento, va in difficoltà, e una tripla di Baldasso rimanda Milano a tre possessi di vantaggio sul 71-63. Sul finale del quarto, poi, arrivano canestri dall’uomo che non ti aspetti, ovvero Jerian Grant, che piazza 7 punti per portare i suoi a chiudere il quarto sul 78-68.

Nell’ultimo quarto, Bologna inizia senza segnare per i primi possessi, ma Milano ne approfitta poco segnando solo una volta per l’80-68 e subendo anche un tecnico a Messina. Dal canto suo, Shengelia commette un evitabile antisportivo in attacco, però anche qui Milano non capitalizza ed è vero che è avanti di 12 a meno di 8’ dalla fine, ma la gara sembra tutt’altro che indirizzata. Scariolo rimette un Hackett riposato, ma ancora Grant fa un altro gran canestro in transizione e la doppia cifra di Milano tiene. Hackett, però, carica di falli Baldasso, e Scariolo ora ha in campo anche Teodosic e Belinelli, quindi ha una squadra dall’alto potenziale offensivo. Grant continua a macinare punti con canestri fantastici, ma Milano è già in bonus con quasi 6’ da giocare. Deve essere il momento delle superstar anche per Milano, e Rodriguez risponde presente con una gran tripla. Milano entra negli ultimi 5’ sull’89-78, ma Teodosic e Hackett riavvicinano la Virtus sul 90-82. Milano torna a balbettare in attacco, tenendo la palla troppo ferma e sperando nelle prodezze di qualcuno. Ma tra questi qualcuno c’è Melli, che prima piazza un buzzer beater, poi strappa un rimbalzo e fa commettere il quarto fallo a Shengelia. A 2’ e 20” dal termine, Milano è sul 94-82, e ora il tempo stringe per la Virtus. Grant si fa sentire anche in difesa, e Scariolo, nell’ultimo minuto e mezzo, mette in campo tutte le seconde linee, per far capire che, stavolta, accetta la sconfitta. Finisce proprio 94-82.

A!X ARMANI EXCHANGE OLIMPI MILANO – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 94-82

TABELLINO MILANO: Melli 22, Grant 14, Rodriguez 8, Ricci, Biligha 2, Hall, Baldasso 3, Shields 19, Alviti, Hines 6, Bentil 8, Datome 12

TABELLINO BOLOGNA: Tessitori ne, Cordinier 3, Mannion ne, Belinelli 14, Pajola, Alibegovic 3, Jaiteh 8, Shengelia 10, Hackett 18, Sampson 5, Weems 7, Teodosic 13

PARZIALI: 31-27, 17-18, 30-23, 16-14

PROGRESSIVI: 31-27, 48-45, 78-68, 94-82

BASKETINSIDE MVP: Nicolò Melli