LBA F – G4: Milano schianta Bologna nell’ultimo quarto e si porta sul 3-1

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milano virtus shields
Olimpia Milano flickr

Dopo che, alla fine del terzo quarto, il punteggio era ancora in parità e l’inerzia della gara era cambiata almeno quattro volte, l’ultimo quarto ha visto un monologo dell’Olimpia Milano, che si è portata sul 3-1. Un crollo verticale tremendo per la Virtus, che ora si trova spalle al muroe si chiede se davvero non ha più nulla di diverso da provare rispetto a ciò che ha fatto finora. Milano ha dominato e subito alternativamente, ma negli ultimi 10′ ha mostrato la giusta lucidità e uno Shields davvero scintillante.

Entrambi i coach hanno ristretto le rotazioni rispetto alla gara precedente, e alla fine la scelta si è rivelata suicida per uno Scariolo non tranquillo tanto da beccarsi un tecnico ingiustificato proprio nel momento peggiore dei suoi. La Virtus è rimasta troppo legata a un set di soluzioni offensive ristretto, e quando Milano ha preso le misure, non c’è stato più niente da fare. Stranissimo che Bologna non si sia rivolta, nel momento del bisogno, a califfi come Teodosic o Belnelli, ma abbia, invece, testardamente cercato solo e soltanto Shengelia e, in misura minore, Jaiteh. Può andare bene anche per 30′, ma le partite ne durano 40.

Milano è apparsa discontinua e stanca e Messina non può adagiarsi sugli allori ma deve comunque trovare il modo di allargare le rotazioni e coinvolgere di più alcuni elementi, soprattutto Datome. Ma intanto, i biancorossi dovrebbero perdere 3 partite di fila per non aggiudicarsi lo scudetto.

Quintetto Milano: Rodriguez, Shields, Hines, Bentil, Datome
Quintetto Virtus: Belinelli, Jaiteh, Shengelia, Hackett, Weems

I roster e il livello di tifo al Forum sono gli stessi di due giorni fa, mentre nei quintetti iniziali c’è un cambio nella Virtus, cin Hackett al posto di Teodosic. Evidentemente, Scariolo vuole più difesa sui portator idi palla milanesi, e in effetti, nei primi possessi, il gioco biancorosso fatica a svilupparsi, anche se poi i canestri arrivano lo stesso, pur con soluzioni estemporanee. Bologna in attacco punta solo su giochi in post dei lunghi in questa fase iniziale, ma essi, volendo, possono anche scaricare per gli esterni e non solo concludere. Le manovre virtussine appaiono più pulite e organiche, infatti Messina mette subito Hall per Datome, ovvero più a proprio agio nell’attaccare in palleggio fronte a canestro. Il metro arbitrale appare subito fiscale, ma quantomeno coerente per tutte e due le squadre. La gara è equilibrata, anche se la Virtus continua a lasciarsi preferire dal punto di vista della manovra offensiva. Milano deve quasi sempre forzare, mentre Bologna si prende tiri molto più puliti. Tutto ciò, comunque, non si traduce in un vantaggio significativo per gli ospiti, almeno per adesso, e non c’è mai più di un possesso di distanza tra le due squadre. Scariolo prova le “twin towers” Jaiteh e Sampson insieme, ma Messina ha ancora un Grant in spolvero, quando entra. Anche Teodosic, appena mette piede in campo, prova a salire in cattedra con due triple, e insomma, c’è da divertirsi finora. Scariolo abbandona ben presto l’idea del doppio pivot, e fa bene perché Shengelia è particolarmente agile e difficile da marcare. Alla lunga, la superiorità tattica virtussina non può non pagare, e in effetti gli ospiti allungano nell’ultimo minuto e il quarto si chiude sul 16-24 e una valutazione statistica di 13-33.

Milano sembra trovare migliori spaziature e movimenti più efficaci senza palla all’inizio del secondo quarto, con Shields protagonista. Scariolo chiama subito time out dopo due soli possessi perché è chiaro che deve dare delle indicazioni ai suoi. Ma c’è poco da fare, perché il parziale del quarto, dopo 2’ e mezzo, è di 11-2, per il motivo sopra spiegato e perché, in attacco, Bologna sembra troppo preoccupata di dover fare tutto per benino e ci mette poca intensità. Più passano i minuti, più sembra che aumenti la differenza, a favore di Milano, nella velocità di pensiero e nell’energia che viene messa nell’esecuzione. Il pubblico se ne accorge e tifa sempre più forte, ma i padroni di casa non capitalizzano come potrebbero e a metà frazione il punteggio è di 30-30. Bologna è riuscita a far passare la mareggiata e ha ritrovato un po’ di nervi saldi, e Scariolo riprova il doppio pivot, che però, giustamente, Milano attacca facendo partire i suoi lunghi da lontano e servendoli in movimento, oppure portando fuori i lunghi avversari e servendo i piccoli che tagliano. Così, dopo diverso tempo, Milano arriva a più di un possesso di vantaggio, sul 36-32 a 3’ dall’intervallo lungo. Ovviamente rientra Shengelia, e il beneficio per Bologna è evidente, visto che può coprire meglio il campo in difesa e attaccare con più pericolosità. Le squadre arrivano comunque stanche alla fine del tempo, non segnano quasi più e vanno negli spogliatoi sul 40-34, che significa un importante parziale di 24-10 nel quarto e la valutazione statistica che è passata dal 13-33 al 45-36.

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Una rubata di Rodriguez a inizio ripresa con conseguente tripla di Grant in transizione fa esplodere il Forum e porta il primo vantaggio interno in doppia cifra sul 45-34. Bologna, però, è ancora viva, anche perché i padroni di casa si caricano di falli e lasciano un paio di rimbalzi offensivi agli avversari. Shengelia, in particolare, è sempre una minaccia, e Scariolo difficilmente potrà permettersi di farlo riposare da qui in poi. Gli ospiti alzano i colpi anche in difesa, e arrivano sul 47-43, che vuol dire parziale di 2-9. Messina prova a proporre un quintetto il più possibile versatile, ma è Bologna ad avere in mano il pallino ora, sempre contando che ci sono più errori del dovuto per entrambe le squadre. Sul 49-47 a metà frazione, Messina deve chiamare time out, ma l’inerzia è tutta bianconera, e bologna non passa in vantaggio, come detto, per via della stanchezza diffusa. Probabilmente i due coach potrebbero attingere di più dalle panchine e provare un Baldasso o un Mannion, magari un Ricci o un Alibegovic che finora non sono ancora entrati. Infatti almeno Baldasso entra, mentre il punteggio si muove molto lentamente e la Virtus ha pareggiato a quota 51. Baldasso recupera subito un pallone, poi sbaglia una tripla ma il tiro ci stava, e attorno a lui la lucidità mentale manca sempre di più, così Teodisic reagisce male a un fallo subito e si becca un antisportivo. Milano non capitalizza e il quarto si chiude sul 55-55. Le squadre sono sempre più stanche ma la sensazione è che Bologna abbia qualcosa in più, per cui Messina deve o allargare le rotazioni, o sperare che qualcuno dei suoi si metta in evidenza come avevano fatto Melli e Grant in gara 3.

Le rotazioni, per ora, restano le stesse, ma ci prova Shields a emergere, prendendo in mano il gioco. Messina ha anche bisogno di Rodriguez, ma è sempre Shields il leader, mentre dall’altra parte Bologna perde due volte malamente il pallone. Sull’asse Rodriguez-Hines-Shields arriva una tripla importante per il 63-57 a 7’ì dal termine, ovviamente è ancora tutto aperto ma il Forum alza i decibel al massimo. La Virtus si incaponisce in soluzioni che ormai sono sempre le stesse, mentre Milano prova a muovere la palla e ragionare. La conseguenza è il 67-57 a 6’ dal termine e una Virtus che appare ora in bambola, incapace di leggere la difesa avversaria e poco intelligente nel commettere falli evitabili. L’occasione in cui la palla sfugge a Belinelli mentre vorrebbe tirare da 3, Hines la recupera e il Beli fa fallo è particolarmente emblematica e quando Rodriguez sottrae la palla a Pajola e lancia Shields in contropiede per il 71-57 a poco più di 4’ dal termine, la gara sembra indirizzata. Bologna continua a sbagliare l’impossibile, Milano gioca col cronometro e anche dalla lunetta la Virtus fa fatica. Non c’è più partita e si finisce sul punteggio di 77-62.

A|X ARMANI EXCHANGE MILANO – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 77-62

TABELLINO MILANO: Melli 9, Grant 11, Rodriguez 3, Ricci, Biligha 2, Hall 14, Baldasso, Shields 21, Alviti, Hines 10, Bentil 7, Datome

TABELLINO BOLOGNA: Tessitori 2, Cordinier 2, Mannion ne, Belinelli 2, Pajola, Alibegovic ne, Jaiteh 12, Shengelia 21, Hackett 3, Sampson 8, Weems 4, Teodosic 8

PARZIALI: 16-24, 24-10, 15-21, 22-7

PROGRESSIVI: 16-24, 40-34, 55-55, 77-52

BASKETINSIDE MVP: Shavon Shields