LBA F – G6: Milano è Campione d’Italia! La Virtus deve arrendersi

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milano virtus shields
Olimpia Milano flickr

Finisce qui un’intensissima stagione di LBA. Lo scatto d’orgoglio della Virtus in gara 5 è servito solo a permettere a Milano di festeggiare il titolo tra la propria gente in delirio. Bologna ha fatto ciò che la scadente forma fisica di questo momento le ha permesso. mentre Milano è arrivata all’appuntamento molto più pronta. Del resto, anche l’anno scorso era andata così a parti invertite, e anche stavolta, le competizioni europee hanno condizionato questo aspetto della finale. Milano non ha fatto le Final Four di EuroLega, mentre la Virtus ha vinto l’euroCup, obiettivo, evidentemente, più importante del campionato, visto quanto conta poter giocare l’EuroLega.

In questa partita, Bologna ha un po’ lottato nel secondo quarto, poi si è inabissata. Certamente la squadra di Scariolo va aplaudita per l’ottima stagione e, come detto, soprattutto per aver conquistato l’accesso all’euroLega, ma ora certamente non sarà un’estate facile a Bologna, perché andranno fatte delle scelte radicali sulla permanenza di grandi campioni che, però, sono un po’ avanti con gli anni, e sulle gerarchie. Anche Milano dovrà prendere decisioni importanti, però ha alle spalle due stagioni da playoff in euroLega, esperienza che certamente aiuterà nel capire cosa fare.

Quintetto Milano: Rodriguez, Shields, Hines, Bentil, Datome
Quintetto Bologna: Belinelli, Jaiteh, Shengelia, Hackett, Weems

Secondo match point per Milano, l’unico dei potenziali tre tra le mura amiche, che tanto avevano aiutato in gara 3 e 4. Messina rimette Datome in quintetto, mentre Scariolo ricorre subito a Shengelia nonostante le notizie secondo cui lo stato influenzale del georgiano non è migliorato. Il ritmo è subito alto e il numero di errori anche, la virtus si fa sentire a rimbalzo offensivo ma vanifica uesta superiorità con tiri sbagliati, stoppate subite e palle perse. Anche Milano è tutt’altro che perfetta ma, almeno in questo inizio, sbaglia di meno e si porta sul 6-3. La Virtus segna solo una tripla con Shengelia nei primi 3’, e commette anche l’errore di farsi sempre trovare sbilanciata sui propri errori offensivi, consentendo a Milano facili transizioni. L’Olimpia arriva fino al 10-3, e, come già in gara 4, la Virtus è solo Shengelia. Il massimo vantaggio arriva sul 13-5, poi Bologna potrebbe riavvicinarsi con una tripla di Belinelli in transizione, ma prima che parta il tiro Shengelia commette un fallo evidente. La Virtus riesce quantomeno a non farsi infilzare in transizione, ma in realtà poco cambia, perché Rodriguez e Datome sono caldi dall’arco e arriva il nuovo massimo vantaggio sul 16-7. Inoltre, Melli è subito bravo a prendere posizione a rimbalzo offensivo per subire falli o causare rimesse per la propria squadra. Bologna arriva a 5 perse in 6 minuti, impensabile a questi livelli; la doppia cifra di vantaggio interno è inevitabile sul 18-7, e con la sesta persa arriva il 20-7. I due coach pescano subito a piene mani dalla panchina, ma la musica cambia poco, se non che Sampson riesce quantomeno a subire dei falli e andare in lunetta grazie all’abilità nel prendere posizione, e anche Teodosic lucra un fallo. Dall’altra parte, però, Grant è nuovamente un fattore, con 5 punti e un assist, così il quarto si chiude sul 29-16, e Bologna è anche fortunata perché trova una tripla molto estemporanea di Shengelia. Le perse bolognesi sono ben 7 e la valutazione statistica è addirittura di 40-13.

Per Bologna arriva un ulteriore problema col secondo fallo di Shengelia, che, va detto, arriva su una valutazione arbitrale probabilmente errata. Sul 32-16, sembra tutto facile per Milano, invece arrivano un paio di brutti attacchi per i padroni di casa che si bloccano improvvisamente. L’Olimpia ha bisogno di regia, e infatti torna Rodriguez, anche se in realtà la Virtus approfitta relativamente di questa pausa offensiva degli avversari perché, come spesso è accaduto ai biancorossi, quando succede così, la difesa arriva in soccorso. Arriva comunque un parziale di 0-5 e Messina deve chiamare time out, e anche se poi Bologna segna ancora, Shields sblocca i suoi con una tripla. Bologna trova un paio di triple con Belinelli e Alibegovic, ma anche Milano si è sciolta e non scende mai sotto i tre possessi di vantaggio. È certamente un bel momento della partita, con gli attacchi che segnano e lo fanno per meriti propri e non per distrazioni difensive. Se Bologna avesse giocato così fin dall’inizio, sarebbe in una situazione senz’altro migliore, ma intanto, col passare dei minuti, i possessi di vantaggio interno diventano due, sul 39-34. La chiave sono le palle perse: Bologna non ne commette quasi più e così Milano deve attaccare quasi sempre a difesa schierata e fa più fatica a segnare, e dall’altra parte, se non perdi la palla puoi fare più tiri e segnare più punti. Si va all’intervallo lungo sul 43-36.

Olimpia Milano flickr

Le due squadre partono male nella ripresa: Bologna perde un’altra palla e pii sbaglia una comoda tripla in transizione con Weems, mentre Milano non è in grado di crearsi vantaggi significativi per prendere buoni tiri. Gli ospiti non segnano nemmeno un punto per i primi 3’ del quarto, ma anche Milano fa molta fatica e produce qualcosina solo grazie a Rodriguez e Hines. Poi però si risveglia Datome con una tripla per il 48-36 e le V nere sembrano sempre più esauste dal punto di vista fisico. Milano potrebbe ammazzare la partita, ma, come detto, anche lei non è troppo in forma fisicamente. Giusto una tripla miracolo di Rodriguez muove il punteggio, che arriva sul 51-36, 15 punti di vantaggio con altrettanti minuti da giocare. Arriva il massimo vantaggio sul 53-36, Bologna si sblocca solo dalla lunetta e solo dopo 6’ nel quarto, e poi Teodosic tira fuori l’orgoglio con una gran tripla. Ci vorrebbe che l’asso serbo fosse nella propria miglior forma per sperare in una rimonta, ma così non sembra essere, e i padroni di casa continuano a viaggiare comodi attorno alla quindicina di punti di vantaggio. C’è qualche screzio in campo, cosa normalissima per una partita di questa importanza, e gli arbitri provano a calmare le acque con un doppio tecnico a Shengelia e Melli, che appare onestamente esagerato, e che va a danno della Virtus visto che è il quarto di Shengelia. Scariolo prova anche a inserire Mannion, ma il quarto si chiude con l’ampio vantaggio interno sul 61-46.

La Virtus dovrebbe partire subito a spron battuto, invece sbaglia i primi tre possessi e il 65-46 a 8’ dalla fine suona già come una sentenza. Gli uomini di Scariolo alzano bandiera bianca e da qui in poi è una grandinata di canestri milanesi con la gente in continuo festeggiamento. Nel finale il vantaggio si riduce, ma ormai non conta più. Finisce 81-64, Milano è Campione d’Italia!

A|X ARMANI EXCHANGE MILANO – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 81-64

TABELLINO MILANO: Melli 8, Grant 7, Rodriguez 12, Ricci, Biligha, Hall 2, Baldasso, Shields 15, Alviti, Hines 8, Bentil 6, Datome 23

TABELLINO BOLOGNA: Tessitori, mannion 10, Belinelli 3, Pajola 2, Alibegovic 11, Jaiteh 9, Shengelia 8, Hackett 6, Sampson 6, Weems 2, Teodosic 5, Cordinier 2

PARZIALI: 29-16, 14-20, 18-10, 20-18

PROGRESSIVI: 29-16, 43-36, 61-46, 81-64

BASKETINSIDE MVP: Shavon Shields