LBAFINALS G2 – La Virtus regge all’orgoglio di Milano e con lucidità strappa il 2-0

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Legabasket Ciamillo-Castoria

Bologna raddoppia il vantaggio nella serie, in virtù di una prestazione che, per troppi minuti, si è lasciata condizionare dal puro orgoglio dell’Olimpia, ma che ha comunque permesso ai virtussini di reggere il confronto anche su questo terreno, per poi allungare con le triple di Markovic, Pajola e Teodosic nel finale.

La superiorità tattica della Virtus in questa serie è ormai innegabile, e l’unica possibilità che aveva Milano, in mancanza di una strategia offensiva efficace, era quella di metterla sull’agonismo e sul clima da battaglia. La Virtus, colpevolmente, ci è cascata, e la gara è rimasta in equilibrio, ma poi l’atteggiamento milanese si è ritorto contro gli stessi biancorossi, dato che nell’ultimo quarto hanno segnato su azione solo negli ultimi due minuti.

Onestamente, siamo increduli di fronte all’impossibilità da parte di Messina di chiedere ai suoi di fare qualcosa di diverso dal punto di vista della strategia offensiva, eppure è così, e il coch stesso magari sarà ancora convinto che la colpa è solo quella di aver giocato male, e che non serva parlare di pick n roll o aiuti. Invece, gli servirebbe proprio, perché se non lo fa, la possibilità di uno sweep diventa seria.

Djordjevic, da parte sua, deve solo far capire ai suoi che davvero non hanno convenienza nello smettere di ragionare, OK che spesso nei playoff il basket è più basato sull’agonismo, ma la virtus non può non sfruttare una così chiara superiorità dal punto di vista tattico e di strategia.

Quintetto Milano: LeDay, Delaney, Shields, Hines, Datome
Quintetto Bologna: Markovic, Ricci, Weems, Gamble, Abass

Milano inizia con spaziature particolarmente ampie per sfruttare al meglio gli 1 vs 1 senza subire gli aiuti e i raddoppi difensivi, mentre la Virtus, come all’inizio di gara 1, cavalca la vena di Ricci. La difesa ospite, come l’altro ieri, fatica per i primi possessi ma prende ben presto le misure, ma i padroni di casa hanno ancora un Datome positivo, e si sa che il Gigione nazionale ha i minuti limitati, ma finché li ha, giustamente la sua squadra li sfrutta. L’attacco di Djordjevic gestisce al meglio il movimento del pallone, anche se ogni tanto non concretizza per via di errori al tiro. In definitiva, sembra di rivedere molte cose che avevano caratterizzato la partita precedente, e anche se nel punteggio c’è ancora equilibrio a metà quarto (6-7), è molto più probabile aspettarsi un allungo ospite. Bologna ha la colpa di non affondare il colpo quando ne avrebbe tutte le possibilità, ma alla lunga non può proprio farne a meno, perché Milano è in totale imbarazzo. Dopo 7’ il punteggio dice 6-12, poi Shields prova a dare la scossa con una tripla da lontanissimo, anche se sembra più un episodio estemporaneo, ed è francamente incomprensibile come Messina stia chiedendo ai suoi di attaccare praticamente nello stesso modo dell’altro ieri, anche se la difesa di Djordjevic aveva avuto il sopravvento. Forse il coach milanese era davvero convinto che fossero più le colpe dei suoi rispetto ai meriti avversari, ma forse, al quinto quarto di gioco, dovrebbe capire che deve cambiare qualcosa sul serio. Milano rientra e passa in vantaggio 16-12, ma è, qui sì, solo colpa dell’attacco virtussino, che non solo commette errori evitabili, ma rientra anche male lasciando transizioni invitanti ai padroni di casa. Belinelli mete una pezza con un bel 3+1, ma gli ospiti davvero sembrano non essere in grado id stare concentrati per un tempo accettabile, così Milano chiude il quarto sul 21-16.

L’attacco bolognese continua a incaponirsi troppo col tiro da 3, e a rientrare con pigrizia dopo gli errori. In questa fase è Milano a non cogliere delle buone opportunità per allungare, e in 12’ le squadre combinano per un 6/21 da 3 e 9 palle perse, uno spettacolo poco edificante. A un certo punto Bologna non può certo sbagliare sempre, e, visto che, come detto, Milano continua ad attaccare nel solito modo, arriva uno 0-7 in apertura di quarto per il 21-23. Messina continua a non cambiare niente nella strategia offensiva e la sua squadra sbaglia anche uscendo dal time out. Ancora Shields con una tripla tiene Milano a galla, ma le sensazioni di prima forse erano giuste, forse Milano può sperare solo che Bologna giochi male, perché se gioca bene, i biancorossi non hanno chiaramente modo di rispondere. Poi certo, c’è anche l’orgoglio di una squadra che ha fatto un’ottima stagione e non può arrendersi così, e quindi prima Delaney e poi LeDay fanno giocate importanti per dare alla loro squadra il vantaggio sul 35-33. Il punto è capire se sono episodi isolati come le triple di Shields, o possono essere l’indice di una reazione vera. I padroni di casa lottano con le unghie e con i denti su ogni pallone, ma gli ospiti tengono botta e vanno negli spogliatoi con il minimo scarto sul 41-40.

olimpiamilano.com

L’inizio della ripresa è caratterizzato dall’emotività, tanto che Weems si becca un tecnico per proteste su non si capisce bene cosa. Bologna è chiaramente migliore di Milano dal punto di vista tattico e della lucidità, e non deve farsi trascinare in questo terreno, dove gli uomini di Messina hanno chiaramente più esperienza. Ricci si mantiene tranquillo e fa canestri importanti, ma dall’altra parte Punter prova a entrare in partita con una tripla. L’equilibrio nel punteggio non si spezza, si va avanti tra errori e buone giocate e Teodosic si distingue particolarmente in questa fase. A metà quarto il punteggio è sul 49-50, e per diversi minuti nessuno segna, e in seguito qualche canestro arriva ma la situazione generale rimane la stessa. Rodriguez si scatena nel finale di quarto e si chiude sul 59-58.

C’è sempre più lotta e sempre meno intelligenza tattica all’inizio dell’ultimo quarto, e la sensazione è che ci sarà un finale in volata. Bologna va avanti di due possessi (60-64) proprio grazie a una manovra un po’ più lucida, e anche in difesa gli ospiti sembrano essere in grado di usare di più il cervello. Milano f quello che basta per rimanere a contatto, e a 5’ dal termine il punteggio è sul 62-64. Infuria sempre di più la battaglia, e certamente l’andamento della gara è comunque emozionante, anche se davvero di pallacanestro ce n’è pochissima. Markoic piazza un’altra tripla che può pesare quasi come quella di gara 1 per il 63-67 a 3’ dal termine, e quando Pajola lo imita, la partita sembra indirizzata. Delaney ottiene 3 liberi e lascia un filo di speranza ai suoi, ma ne segna solo due, Teodosic ristabilisce il +7 dalla lunetta, Rodriguez sbaglia da 3, mentre ancora Teodosic segna ed è praticamente finita qui. Gli ospiti amministrano il finale senza problemi e vincono 72-83

A|X ARMANI EXCHANGE MILANO – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 72-83

TABELLINO MILANO: Punter 12, LeDay 11, Moraschini, Rodriguez 13, Biligha, Cinciarini ne, Delaney 10, Shields 16, Brooks, Hines 4, Datome 6, wojciechowski ne

TABELLINO BOLOGNA: Belinelli 13, Pajola 5, Alibegovic 7, Markovic 3, Ricci 15, Adams ne, Hunter 4, Weems 11, Nikolic ne, Teodisci 21, Gamble 4, Abass

PARZIALI: 21-16, 20-24, 18-18, 13-25

PROGRESSIVI: 21-16, 41-40, 59-58, 72-83

BASKETINSIDE MVP: Milos Teodosic

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