Micov prende per mano Milano e condanna Cremona sul filo di lana

Micov prende per mano Milano e condanna Cremona sul filo di lana

Una tripla del Professore a 2″ dalla fine risolve una partita equilibrata tra due squadre discontinue e fuori condizione

di Stefano Bartolotta

Il primo dei due round ravvicinati tra Milano e Cremona va agli uomini di Ettore Messina, che si impongono con un canestro di Micov dall’angolo a 2” dal termine. La partita è stata equilibrate e ricca i cambi di scenario, ma soprattutto, a parte la seconda metà del terzo quarto, piuttosto brutta tecnicamente, tra due squadre discontinue ed evidentemente lontane dalla miglior condizione psico-fisica. Si sono visti tantissimi errori, di esecuzione e di pensiero, ed è difficile immaginare che chi vincerà il quarto di giovedì possa essere pronta per prevalere sabato, presumibilmente contro una Virtus Bologna molto più continua, solida e anche bella da vedere rispetto a queste due squadre.

Milano aveva più talento, e un sistema difensivo migliore, ma Cremona ha trovato in Diener e Ruzzier gli elementi giusti per darsi una concreta possibilità di vincere. Purtroppo per gli uomini di Sacchetti, proprio Ruzzier e Happ hanno gettato alle ortiche la possibilità di passare in vantaggio a una decina di secondi dal termine, e sbagliando due volte da zero metri, hanno anche consentito a Milano di giocare quegli ultimi dieci secondi in transizione, trovando così facilmente Micov solissimo nell’angolo. Il Professore non avrebbe certo avuto un tiro così semplice a difesa schierata, ma i se e i ma contano fino a un certo punto, conta solo che il tiro è partito e il pallone è entrato. Questo canestro, comunque, non è stato un gesto isolato, ma ha rappresentato la ciliegina sulla torta di una grande prestazione, che ha trascinato Milano alla vittoria con molte altre cose oltre all’eroismo finale.

Quintetto Milano: Micov, Tarczewski, Nedovic, Cinciarini, Scola
Quintetto Cremona: Saunders, Ruzzier, Happ, Stojanovic, Akele

Milano prova a dare continuità al proprio buon momento in campionato presentandosi a questa anticipazione della Coppa Italia senza Rodriguez, per via di un risentimento muscolare, e Gudaitis. Cremona cerca subito di basare il gioco sui propri elementi di maggior pericolosità offensiva, ovvero Saunders e Happ, e di giocare il più possibile vicino a canestro, mentre Milano è molto più perimetrale, anche perché la difesa di Sacchetti sembra sfidare gli avversari a tirare da fuori. I padroni di casa trovano die triple di Micov e Nedovic ma per il resto Cremona piace di più perché le scelte in entrambe le metacampo appaiono molto più corrette e c’è una migliore esecuzione. Ben presto, però, la difesa di casa prende bene le misure dell’attacco avversario, e piazza sempre l’opposizione giusta nel momento giusto, così, anche se l’attacco è confuso e discontinuo, segna i punti che servono per mantenere un minimo vantaggio (12-9 dopo 5’). Milano è anche fortunata su un paio di tiri che saltano sul ferro 3-4 volte prima di entrare, poi Messina prova il front court agile con Brooks e Biligha ma la mossa non ha gli effetti sperati, perché Milano non riesce a giocare in velocità e in difesa subisce più del dovuto sotto canestro. La pallacanestro, però, non è una scienza esatta, e bastano un paio di palle vaganti o di rubate furbe in aiuto per cambiare, almeno momentaneamente, il corso di una partita, così, senza che sia davvero possibile spiegare il perché, Milano si trova sul 20-13 a 1’30” dal termine del quarto. L’attacco di Sacchetti cerca di sfruttare i mismatch dovuti alla presenza in campo di Sykes, che paga in difesa, ma è efficacissimo in penetrazione in attacco. La frazione si chiude sul 23-16.

Milano sfrutta un momento di ispirazione di Roll, che piazza due triple per il primo vantaggio in doppia cifra della partita (29-18). Continua a essere razionalmente difficile spiegare perché Milano sia così in vantaggio, se non dicendo che i giocatori di casa fanno canestro e quelli in trasferta lo fanno molte meno volte. Non è che la difesa ospite conceda chissà quali spazi, ma ci sta anche che un roster di talento come quello milanese abbia uno di quei momenti in cui tutti vedono il canestro come una vasca da bagno, e dall’altra parte i tiri vengono spesso presi bene, però non entrano. Poi, com’è altrettanto ovvio, queste sono situazioni contingenti e spesso non durano per 40’, così, anche in questo caso, dal 34-21 parte un sonante 0-9 che riapre la partita. L’Olimpia interrompe l’emorragia con un paio di giocate di esperienza di Nedovic e Scola, con l’argentino furbissimo nel lucrare falli. Torna la doppia cifra di vantaggio sul 42-32, e cremona dimostra di non avere le necessarie forze fisiche e mentali per un rendimento offensivo continuo, che è quello che ci vorrebbe per sperare in una vittoria qui. Negli ultimi due giri di orologio, gli ospiti riducono nuovamente lo svantaggio, e si va all’intervallo lungo sul 42-39, ma se continuano gli sbalzi di rendimento, Cremona non ha possibilità.

Gli ospiti iniziano male il secondo quarto, cercando passaggi un po’ troppo forzati, facilmente preda della difesa di casa, ma è ormai evidente che siamo di fronte a due squadre non al meglio della condizione generale e per questo discontinue. In questi casi, vince chi ha più talento e un sistema difensivo migliore, e in questo caso sarebbe Milano, però tutto può succedere visto che il rendimento di entrambe le squadre ha un tracciato che ricorda quelle montagne russe pericolose da Guinness dei primati. Un altro aspetto da considerare è che, essendoci evidentemente problemi di stanchezza fisica in casi come questi, il livello di gioco scende sempre più nel corso dei minuti e ciò comporta che, ancora di più, ognuna delle due squadre può mettere le mani sulla partita con un parziale fatto un po’ bene e che duri almeno 7-8 minuti. Intanto, Cremona si riprende dal brutto avvio di ripresa piazzando un 0-8 dopo il canestro iniziale di Nedovic per portarsi in vantaggio sul 44-47, Sykes pareggia su una tripla ben costruita ma la partita è sempre più inguardabile ed è tutti casuale e estemporaneo. Messina prova a usare Scola per far commettere più falli del dovuto a Happ e obbligare Sacchetti a toglierlo, e l’uscita del proprio lungo di riferimento toglie convinzione a Cremona, che subisce a ripetizione le iniziative dello stesso Scola. Micov capisce che forse è questo il momento per mettere fieno in cascina, e contribuisce con una bella tripla e poi con un altrettanto bello 2+1. Akele non ci sta, però, e le sue sortite offensive permettono a Cremona di tenere botta, in un momento della partita in cui si vede finalmente un po’ di buona pallacanestro. Un altro canestro incredibile per Professore viene vanificato da un inspiegabile antisportivo della stessa ala serba, una giocata non degna della sua intelligenza cestistica. Il quarto si chiude sul 59-61 e con Ruzzier protagonista nel finale di frazione.

Diener prova subito a dare la propria impronta alla gara con una super tripla all’inizio dell’ultimo quarto, e gli ospiti sembrano più reattivi dei padroni di casa. Ancora Diener e ancora Ruzzier segnano e soprattutto rendono il gioco di Cremona difficile da arrestare per le gambe stanche dei difensori milanesi. Sul più bello, però, la difesa milanese stringe le maglie, e due triple di puro talento di Nedovic e Micov ridanno il vantaggio a Milano. Nei minuti successivi, tornano gli errori di esecuzione che appaiono dovuto a stanchezza, e si arriva agli ultimi 5’ sul 70-70. Cremona esaurisce il bonus in questo momento, e potrebbe essere un aspetto importante, e Messina abbassa il quintetto con Brooks da 5 e Micov da 4. Cremona è in confusione, in entrambe le metacampo, e Sacchetti è costretto al time out per non far allungare Milano. Ruzzier non ci sta, e prende per mano i suoi, non solo coi punti, ma anche con le letture offensive. Siamo negli ultimi due minuti sul 74-72, e ormai più che una partita è una lotta armata, con tantissimi errori ovviamente. Si segna col contagocce, Milano entra nell’ultimo minuto sullo stesso punteggio di cui sopra, Cremona è brava a far commettere a Milano i falli necessari per esaurire il bonus, e a 47” dalla fine siamo in perfetta parità sul 74-74. Micov butta via un pallone, Ruzzier e Happ sbagliano due rigori da sotto, e nel delirio generale, Micov piazza dall’angolo la tripla della vittoria a 2” dal termine. Finisce 77-74.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – VANOLI CREMONA 77-74

TABELLINO MILANO: Della Valle, Micov 22, Biligha, Roll 8, Tarczewski 6, Nedovic 12, Gravaghi ne, Cinciarini 4, Burns ne, Sykes 10, Brooks 7, Scola 8

TABELLINO CREMONA: Saunders 2, Mathews 8, Zanotti ne, Sanguinetti ne, Diener 10, Ruzzier 15, Sobin 6, De Vico, Happ 16, Stojanovic 4, Palmi ne, Akele 13

PARZIALI: 23-16, 19-23, 17-22, 18-13

PROGRESSIVI: 23-16, 42-39, 59-61, 77-74

BASKETINSIDE MVP: Vlado Micov

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