Milano allunga nel terzo quarto e regola Venezia

La Reyer lotta orgogliosamente per 25′ ma poi deve arrendersi allo strapotere dell’Olimpia

di Stefano Bartolotta
lba milano treviso

Con il minimo sforzo, Milano continua il proprio percorso netto in LBA. La vittima di turno è Venezia, decimata dalle assenze per COVID e incapace di resistere, dopo 25′ di equilibrio, all’ampiezza dell’arsenale difensivo e offensivo dei biancorossi. L chiave di volta, in questo caso, è stata rappresentata dall’utilizo di LeDay da 5 e dai problemi di falli di Fotu: lì è nato il parziale che ha deciso la gara.

Nessuno dei due coach, quindi, può trarre indicazioni utili da questa gara. L’unico tema di discussione è relativo all’ormai evidente involuzione di Tarczewski, oggi designato come principale riferimento sotto canestro, vista l’assenza di Hines dal roster, e che invece ha commesso diversi errori e, per vincere, Messina lo ha dovuto togliere dal campo, dando il suo ruolo, come detto, a LeDay. Se il centro statunitense non invertirà la rotta al più presto, Milano sarà costretta a sondare il mercato per sostituirlo.

Quintetto Milano: Micov, Roll, Tarczewski, Delaney, Brooks
Quintetto Venezia: Stone, Bramos, Daye, Chappell, Fotu

Venezia arriva al Forum con numerose assenze, mentre Messina fa riposare Punter, Rodriguez e Hines. Visto che, tra gli altri, a Venezia mancano Watt e Vidmar, Milano inizia subito servendo Tarczewski e in effetti ne ricava 2 punti. Dall’altra parte, però, lo stesso Tarczewski è costretto a marcare Daye, che può portarlo lontano da canestro e batterlo facilmente, e anche qui la teoria si tramuta in pratica con una tripla del figlio di Darren con metri di spazio. In generale, l’inizio è equilibrato e pieno di errori, i tiratori di Milano sfruttano lo spazio dato da una difesa veneziana che collassa vicino al canestro tirando dalla media ma sbagliando spesso, così Venezia può andare sul 4-8. Gli ospiti sono molto precisi da 3, e in difesa provano la zona per evitare che gli avversari servano comodamente Tarczewski, ma Milano attacca bene contro questo tipo di difesa e così il punteggio rimane in equilibrio. A metà quarto siamo sul 13-13, dopo il massimo vantaggio esterno sull’8-13, ma poi Venezia sfrutta benissimo un’incredibile vena dall’arco (5/5) e aggiorna la voce del messimo vantaggio sui 6 punti (13-19). I padroni di casa attaccano con sufficienza, hanno l’atteggiamento di chi tanto sa che prima o poi la partita andrà dalla propria parte, mentre in difesa se la cavano abbastanza bene ma Venezia prende fiducia dal riuscire a non far segnare gli avversari e attacca con grande convinzione e intensità. Messina cerca di sfruttare al meglio la maggior ampiezza nelle rotazioni, e in effetti iniziano a arrivare le giocate positive per Milano, in realtà sotto forma di falli avversari, sia in difesa che in attacco. Moraschini e Cinciarini, in particolare, danno l’esempio su come si deve affrontare questa partita, e anche Moretti prova a metterci la grinta che servirebbe, anche se commette alcune ingenuità come un fallo su Casarin mentre palleggia a metà campo. Venezia inizia a sbagliare tiri e passaggi e a commettere più falli di quanto si potrebbe permettere, così, dal 13-21, il quarto si chiude sul 21-25.

L’inizio del secondo quarto vede Milano giocare al gatto col topo, segnando quel tanto che basta per mantenersi a contatto ma non sbattendosi più di tanto per prendere in mano le redini della partita. De Raffaele deve ricorrere a giocatori meno esperti come Biancotto e Possamai, ma iniziano i problemi di falli per Venezia, con il terzo di Stone. A metà quarto il punteggio è sul 32-34, e nei minuti successivi la partita si trascina stancamente, con Venezia che fa quello che può e Milano che sta lì tranquilla senza sforzo. A 2’30” dall’intervallo lungo, i padroni di casa hanno per la prima volta più di un possesso di vantaggio sul 39-34, ma è evidente che agli uomini di Messina non interessa nulla di piazzare un parziale importante, così si va all’intervallo lungo sul 44-39.

Messina evidentemente ci tiene un po’ di più rispetto ai suoi, infatti protesta al primo canestro ospite della ripresa e si prende un tecnico. Forse lo fa anche per scuotere i suoi, visto che, anche dopo la pausa, stanno lì a fare il minimo indispensabile e non ammazzano la partita. Dall’altra parte, Fotu gioca molto bene vicino a canestro, così dopo 2’ c’è ancora equilibrio sul 46-43. Messina prova a mettere stabilmente LeDay in posizione da 5 usandolo anche per difendere sul perimetro un po’ come viene usato Hines. Fotu, però, è sempre molto presente a rimbalzo offensivo, e Venezia continua a rimanere a contatto (51-48 a metà quarto). È solo a 3’ dal termine del quarto che arriva la prima doppia cifra di vantaggio sul 60-50, non per meriti particolari di Milano ma perché fisiologicamente prima o poi doveva succedere. Fotu commette il quarto fallo e questo può essere un grosso problema per Venezia, infatti i lagunari non hanno più alcun riferimento in area, devono tirare da fuori e sanno che, in caso di errore, non ci saranno rimbalzi offensivi, e anche in difesa, non c’è nessuno in grado di limitare LeDay da pivot. Venezia è in caduta libera, commette falli ingenui in difesa e in attacco, Milano serve in continuazione LeDay che non sbaglia mai e il quarto si chiude sul 71-55 solo perché Bramos trova una canestrissimo da metà campo.

De Raffaele deve rimettere Fotu, che colpisce subito da 3 per ben due volte ma deve stare attento a non commettere il quinto fallo. Milano inizia a segnare anche lei da 3, così il suo vantaggio rimane molto ampio. Venezia fa sempre più fatica a stare dentro la partita a livello mentale, e ne fa la spese Chappell con un antisportivo su Biligha. Milano non ha più interesse ad accelerare, rimane in campo tranquilla a far passare i minuti contro un’avversaria che non ne ha più. De Raffaele nel finale dà spazio ai giovani e a un certo punto i 4/5 del quintetto veneziano solo rappresentati da giocatori nati dopo il 2000, con i primi punti in Serie A di Biancotto e Bellato. Finisce 86-72

A|X ARMANI EXCHANGE MILANO – UMANA REYER VENEZIA 86-72

TABELLINO MILANO: LeDay 20, Moretti 4, Micov 2, Moraschini 5, Roll 8, Tarczewski 6, Biligha 2, Cinciarini 4, Delaney 16, Shields 14, Brooks 5, Datome ne

TABELLINO VENEZIA: Casarin 7, Stone 8, Bramos 9, Daye 10, Chappell 9, Possamai, Biancotto 2, Fotu 25, Bellato 2

PARZIALI: 21-25, 23-14, 27-16, 15-17

PROGRESSIVI: 21-25, 44-39, 71-55, 86-72

BASKETINSIDE MVP: Zach LeDay

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