Milano è Rodriguez dipendente, ma le basta per battere Trento

Milano è Rodriguez dipendente, ma le basta per battere Trento

Una prova superba del Chacho e una difesa attenta consentono a una Milano non brillante di vincere comunque l’ultima gara casalinga del 2019

di Stefano Bartolotta

Milano si ritrova in una di quelle partite in cui la presenza in campo di Rodriguez fa tutta la differenza del mondo, e riesce comunque a sfruttare tutte le incredibili qualità del suo fuoriclasse per superare una Trento spesso confusionaria e che ha dato l’impressione di aver finito la benzina già nella seconda metà del terzo quarto. La difesa deglu uonini di Messina è stata brava a prendere le misure dell’attacco avversario dopo un buon primo quarto, e sono emersi tutti i limiti, soprattutto di QI cestistico, dell’attacco ospite. Trento ha preso fiducia solo nel finale del secondo quarto, con Rodriguez in panca, ma el Chacho ci ha messo poco a ristabilire le distanze, e, come detto, Trento non ne aveva più già a 13-14 minuti dalla fine.

Quintetto Milano: Micov, Gudaitis, Roll, Cinciarini, Brooks
Quintetto Trento: Kelly, Blackmon, Craft, Gentile, Pascolo

Gli esclusi dal roster dell’Olimpia per questa gara sono Mack e Scola, e c’è ovviamente una certa attesa per il ritorno dell’ex capitano Gentile, in una periodo di ottima forma, e di Pascolo, che è sempre stato piuttosto amato da queste parti. Le squadre iniziano con manovre prevalentemente interne, giocando il meno possibile sul perimetro, e Tento parte meglio per via di un paio di perse banali di Milano. Si segna comunque spesso, e la partita è veloce, intensa e godibile. I padroni di casa sfruttano bene la stazza di Gudaitis per pareggiare a quota 10 e la buona mano da 3 di White (2/2) per portarsi in vantaggio. Trento, comunque, non molla e buca costantemente la difesa di casa con efficaci penetrazioni, e c’è un modo antico ma efficace di porre rimedio a questo problema, che è difendere a zona, cosa che Messina in effetti chiede e che porta a buoni risultati. Nell’altra metacampo, anche Brienza chiede la zona, ma contro un tiratore come Rodriguez non è una buona idea, e il vantaggio interno sale sul 20-14 a 3’ dal termine del quarto. Sono ancora le palle perse (saranno 6 al termine del quarto) che creano problemi ai padroni di casa, e che permettono a Trento di piazzare un parziale di 0-5, poi però Rodriguez è celestiale nell’innescare White (10 punti nel solo primo periodo) e Della Valle, e in un amen Milano allunga nuovamente, anche perché l’attacco trentino è completamente privo di idee in questa fase. Il quarto si chiude sul 28-21.

L’attacco di Trento alla zona è macchinoso e si basa solo su tiri da lontano, e così davvero gli ospiti non possono andare da nessuna parte, anche perché, dall’altra parte, Rodriguez sembra in una di quelle serata in cui dispensa scienza e bellezza cestistiche a piene mani. Il problema potrebbe verificarsi quando el Chacho non è in campo, ma finché Trento mette in scena attacchi cervellotici e letture sballate, Milano ha tutto sotto controllo. Certo che, tra quando Rodriguez c’è e quando non c’è, la differenza è enorme, così Trento pian piano può avvicinarsi fino al 33-28 di metà secondo quarto, quando il fuoriclasse spagnolo rientra. Il parziale trentino, però, non si ferma e arriva a 0-8, e a interromperlo ci pensa ovviamente lui, Sergio Rodriguez, con una tripla delle sue. Trento, comunque, ora è concreta e trova soluzioni molto più logiche, che producono quei punti necessari per mantenere la partita in equilibrio. Alla lunga, però, Milano ha più talento, più profondità di roster e più giocatori che si chiamano Sergio Rodriguez, così chiude avanti all’intervallo lungo per 43-38.

Le squadre sono rimaste con la testa negli spogliatoi a inizio ripresa, e lo spettacolo in campo è piuttosto sconfortante, se non fosse per, indovinate un po’, un Rodriguez che prima mette una tripla e poi serve ottimamente Brooks in post per un facile 1 vs 1 e canestro. Ogni singola volta in cui el Chacho ha la palla, capisce sempre qual è il compagno meglio piazzato, e grazie a queste sue letture illuminate e illuminanti, arriva la prima doppia cifra di vantaggio per Milano (51-41). Gentile prova a non arrendersi, ma a metà terzo quarto il punteggio è sul 56-43, sempre grazie alla qualità fuori categoria del Chacho, che anche solo quando deve fare un passaggio di un metro, lo fa con un timing e un ball placement accuratissimi, permettendo al tiratore di effettuare il proprio movimento in perfetto ritmo. Il problema è che non può giocare per 40’, e quando esce, come in questa fase, lo si percepisce subito. Tento, però, a differenza che nel primo tempo, non riesce ad approfittarne con un parziale, anche perché le rotazioni sono molto limitate e evidentemente la stanchezza inizia a farsi sentire. Il quarto si chiude sul 62-47 e gli uomini di Brienza sembrano aver finito la benzina, dal punto di vista sia fisico che psicologico.

Gli ospiti provano ad appoggiarsi ai post bassi di Gentile, che può scegliere se concludere o ribaltare, ma non arriva quella continuità offensiva che sarebbe necessaria per la rimonta. Gentile, allora, prova a partire dal palleggio fronte a canestro, ma anche qui arrivano pochi risultati. Trento segna 2 punti in 3’ e non può assolutamente bastare per sperare di riaprire la partita. Gli ultimi 7’ sono puro garbage time. Finisce 81-69.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 81-69

TABELLINO MILANO: Della Valle 9, Micov 10, Biligha 4, Gudaitis 9, Moraschini 7, Roll 5, Rodriguez 10, Tarczewski 9, Cinciarini, Burns 2, White 10, Brooks 4

TABELLINO TRENTO: Kelly 11, Blackmon 16, Craft 8, Gentile 15, Pascolo 6, Mian 2, Forray 3, Knox 2, Mezzanotte 2, King 4, Lechtaler ne

PARZIALI: 28-21, 15-17, 19-9,

PROGRESSIVI: 28-21, 43-38, 62-47

BASKETINSIDE MVP: Sergio Rodriguez

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