Milano passeggia all’Allianz Dome, infliggendo la prima sconfitta ai ragazzi di Dalmasson

Al palasport di Valmaura è stato netto il divario in campo tra le due squadre, con il risultato finale 65-87 che ha premiato i giocatori di coach Messina. Tra i non pochi errori in campo è brillata la stella Datome. Dall’altro lato Doyle si è svegliato solo nell’ultimo quarto, a partita ormai chiusa.

di Mitja Stefancic

La Pallacanestro Trieste ha dovuto ammettere la superiorità dell’Olimpia Milano, che nella città dell’alabarda ha letteralmente passeggiato, andando a vincere agevolmente per 65-87 e rimanendo così imbattuta alla terza giornata.

ALLIANZ PALLACANESTRO TRIESTE – ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 65-87

Parziali: 12-26, 36-45, 45-69, 65-87.

SINTESI DELLA PARTITA
Il primo quarto è iniziato all’insegna dell’equilibrio, con il primo canestro degli ospiti di Tarczewski, al quale ha subito replicato Doyle per la compagine triestina. Poi sono andati a segno Shields da un lato e, dall’altro, Graziulis. La schiacciata di Upson (6-4 per Trieste) ha portato coach Messina a chiedere prontamente il primo time-out della gara. I ragazzi di Milano sono tornati in campo concentrati e grintosi e, grazie ad una difesa pressante, sono riusciti a prendere tiri apparentemente facili in attacco. Così è arrivato il primo break milanese con canestri di Moraschini, Hines ed una tripla di Leday. Stavolta è stato coach Dalmasson a decidere di correre ai ripari richiamando i suoi giocatori in panchina per impartire loro gli ordini e gli schemi da eseguire, ma di grossi risultati in campo non se ne sono visti. Anzi, è stato Gigi Datome a mostrare al pubblico presente del perché è uno dei giocatori più forti attualmente in Italia ed in Europa, con una tripla che ha portato il risultato sull’ 8-22 a favore degli ospiti. Il primo quarto si è concluso sul 12-26, con Trieste costretta a inseguire.

Il secondo quarto è iniziato con una palla persa dal playmaker di Trieste, Laquintana, che non ha fatto presagire nulla di buono per i ragazzi allenati da Dalmasson nè per il pubblico all’Allianz Dome. Alviti ce l’ha messa tutta per ricucire lo strappo con una tripla che ha tenuto i suoi in gara (15-26), ma ci ha pensato nuovamente Datome, rispondendo dall’arco, a far risultare il tutto apparentemente facile per l’Armani (15-29). Al 13° minuto i meneghini hanno preso il largo con un bel canestro (con libero aggiuntivo) di Shields su passaggio spettacolare di Rodriguez. Infine, una tripla dello stesso Rodriguez ha sancito i 21 punti di divario tra le due compagini sul risultato di 18-39. Partita già conclusa? Non proprio. Da quel momento in poi i ragazzi dell’Armani hanno per un po’ praticamente smesso di giocare, commettendo molti (troppi) errori, mentre i padroni di casa hanno avuto una reazione d’orgoglio che gli ha portati a rosicare i punti di vantaggio degli avversari. Culmine della rimonta è stata l’entrata coraggiosa di Laquintana, che ha portato i suoi a -8 (33-41). Il primo tempo si è concluso con la terza tripla (su altrettanti tentativi) di Datome, a cui ha prontamente risposto Doyle per il risultato di 36-45.

Il terzo quarto è iniziato all’insegna degli sbagli al tiro dei cestisti dell’Armani Milano, dei quali però i ragazzi di casa non sono riusciti ad approfittare per accorciare la differenza nei canestri e riportarsi definitivamente in partita. Ed ecco che in un attimo Milano ha fatto un parziale di 8-0 con le triple di Brooks e Shiedls ed un semigancio da manuale di Tarczewski per un nuovo +14 milanese (36-50). Nel proseguo una tripla di Rolls e un’altra di Leday hanno di fatto messo la parola fine al match (38-58 per gli ospiti), nonostante gli sforzi di Alviti e Upson di tenere viva la partita, per quanto ancora possibile.

L’ultimo quarto è diventato così una pura formalità, con i ragazzi del club meneghino che sono riusciti a migliorare le statistiche al tiro (visti i molti errori soprattutto nel secondo quarto di gioco). Dall’altro lato Doyle, in un finale che non aveva più nulla da raccontare, ha migliorato la sua stitistica personale mettendo a referto quasi metà dei suoi 17 punti e addolcendo perlomeno un po’ la serata amara di Trieste, che nella gara successiva se la vedrà contro Brescia.

MVPs: Leday con 18 punti è stato il miglior realizzatore del match, ma il vero sinonimo di concretezza e precisione per Milano è stato Datome (13 punti in 17 minuti in campo, con percentuali molto buone). Per Trieste, nuovamente buona la prova di Alviti (13 punti), sotto canestro buono il rendimento di Upson.

Tabellino Pallacanestro Trieste: Doyle 17, Fernandez 9, Upson 11, Alviti 13, Mussini 2, Grazulis 8, Laquintana 5.
Tabellino Olimpia Milano: Moretti 5, Brooks 5, Leday 18, Cinciarini 6, Shields 13, Moraschini 8, Tarczewski 6, Datome 13, Hines 5, Roll 5, Rodriguez 3.

COMMENTO
La partita non è mai stata in dubbio, con la corazzata milanese che si è limitata a contenere i ritorni dei padroni di casa, in una serata segnata da non pochi errori sul parquet di gioco. Trieste è scesa in campo priva di tre giocatori chiave come Cavaliero, Henry e Udanoh. Eppure, nei momenti di black-out di Milano avrebbe potuto fare molto di più per riagganciare la squadra ospite. In questo Alviti e compagni non è stati abbastanza cinici. L’Armani è di un altro livello, costruita per lottare ai vertici europei, e l’ha dimostrato nel corso della partita all’Allianz Dome. Quando i ragazzi di Ettore Messina ingranano la giusta marcia non ce n’è per nessuno. Preoccupanti però sono risultati i molti errori commessi al tiro dalla squadra milanese (vedi per esempio nella seconda metà del secondo quarto). Su altri campi questi blackout potrebbero costare molto cari alla squadra meneghina.

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