Milano scappa nell’ultimo quarto e regola Treviso

Milano scappa nell’ultimo quarto e regola Treviso

Senza Rodriguez e Micov, gli uomini di Messina lottano ad armi pari per tre quarti, poi spingono sull’acceleratore e vincono senza problemi

di Stefano Bartolotta

Milano sbriga la pratica Treviso con un allungo importante iniziato nell’ultimo minuto del terzo quarto e proseguito nella prima metà dell’ultimo. Prima di esso, c’era stata una partita equilibrata, ma soprattutto molto brutta e prova di alcun contenuto tecnico tattico interessante. Treviso ha commesso l’errore di farsi caricare di falli, specie nel reparto lunghi, e le prime uscite per cinque falli già nel terzo quarto hanno tolto animo alla banda di Menetti, che non aveva più energie fisiche e mentali per contrastare i più blasonati avversari.

Milano ha avuto ottime prove da entrambi i propri pivot, Gudaitis e Tarczewski, e, nel momento dell’allungo, sono stati importanti anche Biligha in difesa, Moraschini come play e Sykes come terminale assieme a Guda. Si tratta, comunque, di una prova interlocutoria, che non può dare nessuna indicazione in vista del ciclo di trasferte in Italia e in Europa che aspetta i biancorossi. Lo stesso vale per Treviso, che non poteva chiedere nulla a questa trasferta.

Quintetto Milano: Moraschini, Roll, Tarczewski, Sykes, Scola
Quintetto Treviso: Logan, Alviti, Nikolic, Parks, Fotu

Messina esclude dal roster sia Rodriguez che Micov, evidentemente in vista della doppia impegnativa trasferta di EuroLega a Istanbul e Tel Aviv, e dà subito fiducia a Sykes e Moraschini dopo le ottime prove di tre giorni prima contro il Panathinaikos. L’attacco dei padroni di casa si appoggia molto su Scola nei primi possessi, mentre quello di Treviso prova a essere più versatile, ma finisce per tirare spesso da fuori. Gli ospiti prendono qualche punto di vantaggio inizialmente, ma Milano torna ben presto a contatto, con Moraschini subito attivo ed efficace, mentre Roll e Sykes giocano per i compagni e non si prendono nemmeno un tiro. Scola è sempre il faro dell’attacco di casa, ma gli ospiti segnano con più continuità e trovano due possessi pieni di vantaggio sull’8-14, grazie soprattutto a una serie di bei canestri da fuori. Quando Messina vede che la sua difesa ha preso 19 punti in 6’, chiama time out e prova a dare più dinamismo al proprio quintetto inserendo Biligha e il rientrante Nedovic. In realtà, Milano rientra principalmente perché Treviso inizia a cercare soluzioni sotto canestro, dove però non ha la stazza e l’esplosività per competere, mentre dall’altra parte Gudaitis e Cinciarini capitalizzano buone situazioni dettate anche dal fatto che il roster trevigiano è più corto e non ha una panchina all’altezza dei titolari. Dall’11-19, quindi, si arriva a chiudere il primo quarto sul 19-22.

Nessuna delle due squadre riesce a rompere l’equilibrio all’inizio del secondo quarto, e la partita si trascina con discreta intensità ma povera di contenuti tecnico-tattici rilevanti. Treviso, saggiamente, torna a muovere la palla maggiormente sul perimetro, invece di avventurarsi nel pitturato, mentre per Milano, Gudaitis emerge come il riferimento principale, e quando il lungo lituano esce a riposare, l’attacco di casa si blocca, e Treviso la la grave colpa di non approfittarne. Per diversi minuti, entrambi i canestri rimangono inviolati, e lo spettacolo in campo è di una certa tristezza. Sicuramente la voglia non manca da entrambe le parti, ma c’è troppa confusione e si vede che a Milano mancano i due consueti cervelli del gioco, mentre Treviso non è già di suo una squadra che punta particolarmente sull’intelligenza cestistica. Col passare dei minuto, qualche canestro arriva, ma l’aspetto tattico è sempre più trascurato e i giocatori prendono sempre di più iniziative individuali e non creano mai un gioco di squadra. In questa fase emerge Parks, a inizio partita intimidito al cospetto di Scola, ma ora bravo a far valere la propria atipicità in attacco. Milano, comunque, segna quanto basta con i propri lunghi, bravi soprattutto a caricare di falli gli avversari, e arriva in parità all’intervallo lungo, sul punteggio di 41-41.

Le difese provano a giocare in modo più aggressivo all’inizio della ripresa, ma quella milanese ci riesce meglio e tiene al palo l’attacco avversario per un paio di minuti. Dura poco, però, perché due triple di Alviti invertono la tendenza, e Treviso è nuovamente in vantaggio, anche se di soli due punti (45-47). Milano avrebbe bisogno delle iniziative di Sykes, oppure di aspettare che le rotazioni più ristrette facciano stancare i giocatori ospiti, ma, al momento, non succede niente di tutto questo e la partita continua ad andare avanti nell’equilibrio e nella mancanza di motivi di interesse. Treviso sembra iniziare a crederci di più attorno alla metà del quarto, arriva fino a 5 punti di vantaggio (50-55), ma l’ennesimo fallo degli ospiti sotto canestro permette a Scola di metterci una pezza dalla lunetta e in definitiva è come quando un ciclista prova lo strappo a 50 km dall’arrivo ma il gruppo lo osserva e poi lo riprende senza problemi. Dal 50-55 si passa al 59-56, e in realtà ciò che si vede in campo è sempre più deprimente, visto che nemmeno in questo caso chi si trova in vantaggio è in gradi di dare uno strappo più significativo. Una gran stoppata di Biligha su Tessitori e la successiva transizione di Sykes fanno sì che Milano chiuda il quarto in modo positivo, sul 61-56, e fanno sperare che gli uomini di Messina si siano dati una svegliata.

Moraschini attacca subito con decisione all’inizio dell’ultimo quarto, per dare continuità a quanto creato dai compagni, e il vantaggio interno si fa interessante sul 65-56. Logan prova a prendere in mano la situazione e a colpire coi suoi proverbiali tiri da fuori dal palleggio, ma Treviso inizia a perdere uomini per falli e la strada verso il canestro ospite si trasforma in un viale ampio e con l’asfalto nuovo, percorribile molto facilmente. Dopo poco più di 2’ arriva la prima doppia cifra di vantaggio sul 69-59, ma Milano rischia di rovinare tutto con uno sfondamento di Moraschini e tecnico alla panchina. L’intoppo ha quantomeno il merito di accendere un pubblico fin lì silente e Parks si fa trascinare dall’atmosfera un po’ più calda commettendo il quinto fallo e facendosi anche dare un tecnico, ovvero dando tre liberi a Milano. A questo punto i giocatori di casa possono muoversi sul velluto, e con Moraschini play e Skes e Gudaitis principali terminali offensivi, diventa tutto estremamente facile. A 5’ dal termine è 79-60, e poi è tutto garbage time. Finisce 91-67

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – DE’ LONGHI TREVISO 91-67

TABELLINO MILANO: Della Valle 2, Biligha 1, Gudaitis 15, Moraschini 7, Roll 6, Tarczewski 8, Nedovic 4, Cinciarini 5, Burns 3, Sykes 18, Brooks 7, Scola 15

TABELLINO TREVISO: Tessitori 2, Logan 17, Alviti 9, Nikolic 8, Parks 10, Imbrò 4, Chillo 2, Uglietti 4, Severini, Piccin, Fotu 8, Cooke III 3

PARZIALI: 19-22, 22-19, 20-15, 30-11

PROGRESSIVI: 19-22, 41-41, 61-56, 91-67

BASKETINSIDE MVP: Arturas Gudaitis

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