Napoli c’è quanto basta, Pesaro non pervenuta: tris facile per la Gevi

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GENERAZIONE VINCENTE NAPOLI – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO 93-75

PARZIALI: 23-22; 47-33; 69-48

NAPOLI: Pullen 15, Zubcic 11, Ennis 13, De Nicolao 7, Owens 9, Brown 17, Sokolowski 5, Lever 13, Bamba, Mabor 1, Saccoccia 2, Ebeling. All.: Milicic.

PESARO: Bluiett 14, Visconti 6, Ford 15, Maretto 5, Tambone 2, Cinciarini 9, Stazzonelli, Mazzola 9, Totè 15, Mockevicius. All.: Sacchetti.

Il primo quarto non è altro che una sfida balistica, senza alcuna vera nota di gioco o di spettacolo, eccezion fatta per l’alley oop d’apertura aull’asse De Nicolao – Owens. Basti pensare che sui 23 punti segnati dalla Gevi 21 sono frutto di un incredibile 7/13 dall’arco (quattro bombe di Brown), mentre Pesaro non trovando il miglior Toté si rifugia spesso dalla media o da fuori, specie con Ford, trovando nell’americano ottime percentuali e spunti di qualità anche in transizione.

Nel secondo quarto si fa vedere Lever, Owens colpisce dalla distanza, ma Bluiett e Cinciarini danno una mano a Ford per tenere a contatto la Vuelle (30-29). Napoli lenta a schierarsi o accoppiarsi a seconda delle situazioni, in attacco però con Ennis trova finalmente gioco interno e lo segue a ruota De Nicolao, Gevi che tenta il primo allungo agevolato anche dal nervosismo di Pesaro: il tecnico a Toté e Bluiett a tre falli complicano ulteriormente la vita a Sacchetti, già messo a dura prova da rotazioni cortissime. Ringraziano Pullen e Sokolowski dai liberi, mentre a impreziosire il break che trascina Napoli a +16 c’è il ritorno di Zubcic con bomba scalda-folla. Pesaro potrebbe sprofondare ma in difesa non si perde, si conferma pericolosa a rimbalzo offensivo chiudendo il primo tempo a -14 (47-33).

Nella ripresa il match non cresce né in qualità né in intensità, nella prima metà degne di cronaca solo la fiammata di Ennis e le bombe di Brown e Zubcic per il +22 azzurro (59-37). Pesaro senza Ford e Bluiett non sembra neanche rientrata dagli spogliatoi, a 5’02” Sacchetti non può far altro che tentare una strigliata a dir poco disperata. Rientra allora Bluiett anche se sono Mazzola e Tambone a dare qualche cenno di vita, Napoli dal canto suo rintuzza rigorosamente da 3 con Ennis prima e con Lever poi (67-48), nel frattempo Toté porta a casa qualche fallo complice Mabor ma senza incidere granché. E’ uno stupido tecnico di Sokolowski a chiudere il terzo quarto con Napoli avanti di 21 (69-48).

Per l’ultima frazione Napoli avanti con Mabor ed Ebeling, dalle parti di Pesaro si riaffacciano Ford e Mockevicius, Cinciarini prova a scuotersi dal torpore ma De Nicolao e Pullen tengono la barra dritta, e dopo l’ennesima bomba dell’ex Barca e di Lever Napoli al massimo vantaggio con 7’05” da giocare (80-57). Inizia così un lunghissimo garbage time, con la Gevi che a briglie sciolte sforna recuperate e crivella la retina, Zubcic e Pullen regalano addirittura il +28 a 5’02” (87-59) ma non basta: in campo c’è spazio anche per Bamba e Saccoccia, e proprio l’approccio dei due conferma che a quel che resta della Carpegna Napoli non concede neanche le briciole. Così arriva anche il +30 (91-61), margine che Pesaro ridurrà solo con un Toté mai visto quando contava. Milicic sfrutta anche l’ultimo minuto per disegnare schemi, dare fiducia anche a ragazzi che non sappiamo quanto spazio avranno in futuro. Il pubblico se lo augura, intonando cori fino all’ultimo secondo di un match che vede Napoli salire, Pesaro sprofondare, dal 93-75 finale quanto mai ingiusto.