Old Star Game Cantù-Milano-Varese: i nostri premi

Dal miglior cammeo all’MVP, i nostri premi dell’Old Star Game di Desio.

di Marco Morandi

Ieri sera al PalaDesio è andato in scena l’Old Star Game, rimpatriata  in braghette e canottiera per le vecchie glorie di Cantù, Milano e Varese in beneficenza verso Operation Smile, la ONLUS di Santo Versace.
Il triangolare è stato vinto da Varese, che prima ha battuto prima Cantù (44-31) e poi l’Olimpia (31-21), ma la gioiosa invasione di campo finale ha impedito qualunque velleità di premiazione per i varesini; ci pensiamo quindi noi, ad assegnare i nostri personalissimi premi della serata.

Miglior cammeo – Belen Rodriguez
La starlette argentina, madrina ufficiale della manifestazione, si manifesta (appunto) per il ringraziamento di rito e la presentazione delle squadre, tempo di prestarsi alle foto di gruppo ed è già in auto verso la cenetta che l’aspetta in quel di Milano.

Miglior provolone – Dimitri Lauwers
Su una 30ina tra giocatori e allenatori presentati nella cerimonia inaugurale, l’unico che ne ha approfittato per baciare la suddetta Belen è stato il belga. Visti i suoi trascorsi con Varese (arrivato in prestito da Bologna, ha giocato solo 16 gare nell’anno della promozione in Serie A), ci punge vaghezza che sia venuto più per quello che per l’amore per la maglia.

Più applaudito – Antonello Riva

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Sarà la vicinanza tra Desio e Cantù, ma al nome di Nembo Kid l’applausometro ha fatto registrare picchi che nemmeno Meneghin, Fucka, Galanda o Premier hanno raggiunto. Al suo primo canestro, arrivato dopo una serie di ferri scrostati (non da lui), il pubblico ha concesso il bis.
Ma a pensarci meglio, siamo sicuri che Riva riceverebbe ovazioni in qualunque palazzetto d’Italia, e non solo.

Più sacrilego – Massimo Bulleri
Il Bullo pare aver perso un po’ di tono muscolare, ma sicuramente l’abitudine al moccolo è rimasta quella dei tempi d’oro: durante il riscaldamento, per un’innocente tripla infilata da un suo compagno di squadra, ha fatto partire un *INSERIRE GIACULATORIA* degno dei peggiori bar di Cecina.

Miglior Jimmy Butler – Vittorio Gallinari
Per evidenti limiti di età sopraggiunti, vari ex si sono presentati in borghese (uno su tutti, Dinone Meneghin); il vecchio Gallo invece ha sorpreso la platea vestendo la divisa da gioco, salvo poi non schiodarsi dalla panca mentre i suoi compagni se la sudavano in campo. Scherzi a parte, onore a lui e anche a tutti gli altri che erano presenti ma che non hanno potuto giocare.

Miglior climatizzazione – PalaDesio
Per paura che gli ex atleti venissero incontro a problemi muscolari, la temperatura interna del palazzetto è stata fissata su una media di 46/48°C.
Buon per loro, peggio per chi non sapeva dove appoggiare cappotto e maglione.

Miglior intrattenitore – Hugo Sconochini

sconochini
La sua seconda vita sportiva dietro a un microfono gli sta prolungando la fama nel Bel Paese, ma sicuramente il personaggio è un guascone, fatto e finito per stare sotto ai riflettori: il Condor sa cosa piace alla gente in situazioni come questa e rende partecipi tutti delle sue gag, dal pubblico agli arbitri, oltre ovviamente a compagni e avversari. Emblematico il suo duello con Riva, con Antonello che prima si sdraia per terra e quindi viene scherzosamente calpestato e coperto da Hugo.

Miglior assist – Andrea Michelori
Ufficialmente ci risulta l’unico della cricca ancora attivo in Serie A, e forse per far valere questo suo vanto si è espresso in un missile no-look dietro alla schiena, che è finito preciso nelle mani di un suo compagno di squadra… seduto in panchina, a circa 5 metri dal bersaglio. Anche questo è Old Star Game.

Miglior atteggiamento – Sani Becirovic
Le risate si sono sprecate più o meno da parte di ogni protagonista per tutta la sera, ma in assoluto il più sorridente e serafico è stato Sani Boy: un sorriso stampato in faccia dal primo all’ultimo minuto, la vera gioia di calcare un parquet con amici ed ex compagni di squadra fatta persona. Per non parlare della solita classe…

Miglior ricordo di sé – Davide Cantarello
Gli anni passano per tutti, una sera come questa ci aiuta a ricordarlo ancora di più. Ma alla prima occasione buona, già dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo, Davide Cantarello s’è piazzato in mezzo all’area per chiudere una penetrazione, cercando lo sfondamento. Il fallo in attacco non c’era e il fischio contro Cantarello era sacrosanto, ma per noi resta comunque lesa mestà.

Miglior rapporto qualità/mantenimento del fisico atletico – Roberto Premier
Premier non è mai stato un longilineo, e a 60 anni suonati gli si può ampiamente perdonare di aver spostato i buchi della cintura più in là di tanti altri presenti sul parquet a Desio; ma la mano è sempre dolce come il miele, il suo tiro è stato uno dei più affidabili tra tutti. E poi i suoi rientri in difesa a testa bassa dopo una bomba segnata hanno ricordato tutta la grinta che l’Ariete di Spresiano ci metteva oltre 30 anni fa.

MVP – Diego Fajardo

fajardo
Uno dei più freschi atleticamente grazie anche alle 42 primavere, lo spagnolo naturalizzato italiano ha letteralmente dominato sotto le plance e non, con giocate che potrebbero anche far rimpiangere il suo ritiro avvenuto 4 stagioni or sono.
Al termine dell’ultima partita il pubblico lo acclamava e coach Recalcati lo ha sostituito per l’applauso; essendo l’unico ad aver indossato tutte e tre le maglie delle squadre lombarde, è giusto che vada a lui il premio di miglior giocatore.

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