Olimpia Milano di misura, Belinelli e la Virtus Bologna s’inchinano al supplementare

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milano virtus hall
Olimpia Milano flickr

Partita piacevolissima e molto intensa, nonostante le molte assenza, tra Milano e Virtus Bologna, risoltasi solo dopo un supplementare. I padroni di casa avrebbero potuto ammazzare la gara molto prima, ma hanno sprecato un’infinità di occasioni e un infinito Belinelli ha prolungato la partita. Nell’overtime si è segnato poco e Milano ha avuto la lucidità necessaria per portarla a casa.

Milano ha avuto più continuità e un maggior numero di giocatori che hanno contribuito alla causa, mentre la Virtus è andata a sprazzi e non ha avuto nulla al di fuori del trio Teodosic-Belinelli-Jaiteh. C’erano tutte le condizioni per cui i padroni di casa potessero ammazzare la partita già nel terzo quarto, ma non l’hanno fatto, poi potevano chiuderla anche nell’ultima frazione, ma anche qui niente, e poi nell’ultimo minuto hanno avuto anche 9 punti di vantaggio, ma non sono bastati nemmeno quelli. Belineli, in particolare, è stato a dir poco pirotecnico, e così la Virtus si è trovata al supplementare con tutto il vantaggio psicologico de mondo. Qui, però, le due squadre hanno messo in mostra chiari segni di stanchezza, e alla fine i punti decisivi li ha segnati Devon Hall, proprio colui che ha sbagliato un libero negli ultimi 20” e l’ultimo tiro dei regolamentari.

Scegliamo lui come MVP, proprio per quei punti che hanno determinato la vittoria, ma non si può non menzionare la grande prova di grant, fin qui molto criticato  oggi fantastico, tranne che per l’imperdonabile 0/2 dalla lunetta negli ultimi 10” che ha permesso a belinelli di tirare da 3 per il supplementare. Il fatto, però, che proprio nei minuti conclusivi in cui si è segnato poco, Grant sia tornato in lunetta e stavolta abbia segnato è indice di un’ottima forza mentale. Vedremo se sarà l’inizio della rinascita per lui.

Altre buone prove per Milano sono arrivate da Rodriguez, Melli, Bentile e Hines.

Quintetto Milano: Melli, Grant, Rodriguez, Hines, Bentil
Quintetto Bologna: Pajola, Alibegovic, Sampson, Weems, Teodosic

In un contesto del quale si è già parlato ampiamente prima della gara (orario infelice e roster ridotti per via del COVID), Messina si trova costretto a schierare in quintetto Melli, Bentil e Hines insieme e nelle prime battute fa valere il pregio di questo schieramento, ovvero la fisicità, su entrambi i lati del campo. In effetti, Scariolo ha il problema opposto, ovvero è costretto a partire “piccolo” e, in teoria, potrebbe sfruttare anche lui alcuni vantaggi, ma nella pratica è solo l’Olimpia che riesce a costruire sui propri punti di forza, mentre la Virtus sembra timida e spaurita. L’8-0 dopo meno di 3’ è specchio fedele di ciò che si vede in campo, ma dopo l’inevitabile time out, gli ospiti reagiscono e danno la sensazione di poter provare a rientrare. Dura poco, però, perché Rodriguez e Bentil aprono il fuoco da dietro l’arco e si arriva sul 14-4, ma bologna riesce ancora a rimanere in linea di galleggiamento con una tripla di Teodosic. Non sembrano esserci grandi piani partita per nessuna delle due squadre e i giocatori seguono fondamentalmente le proprie sensazioni nell’impostare gli attacchi e nel difendere. Anche perché, con le rotazioni così ridotte, i coach fanno cambi in modo forsennato, cercando di far giocare tutti per non stancare eccessivamente nessuno. Così, al terzo tentativo, la Virtus si avvicina davvero sul 17-15 negli ultimi 3’ del quarto, grazie a un Belinelli in palla, poi Weems pareggia a quota 17 e il quarto si chiude sul 24-21. I padroni di casa si prendono tiri mediamente di qualità migliore, ma sbagliano troppo e per questo gli ospiti sono vicini nel punteggio.

La Virtus passa meritatamente in vantaggio sul 24-25 perché finalmente gioca più convinta e mette in campo la velocità e la fluidità di gioco che ci si aspettava fin dall’inizio. C’è una sola squadra in campo ora, Messina deve subito chiamare time out sul 26-30, Rodriguez prova a invertire la tendenza con una tripla, i compagni seguono la guida del loro leader, ma ancora Belinelli è bollente come un ferro da stiro e Jaiteh è un bel riferimento nel pitturato. Dietro a loro due, però, c’è poca sostanza, così basta che debbano uscire a riposare o comunque non siano i terminali offensivi e Milano ritrova un buon vantaggio (37-32), sempre grazie a un Rodriguez indemoniato. È comunque ormai chiaro che la gara non è destinata ad avere un padrone, perché nessuna delle due squadre riesce ad avere la necessaria continuità, così è tutto un susseguirsi di piccoli parziali e contro parziali, con Milano che torna a cercare spazio vicino a canestro e Bologna che, invece, libera bene i tiratori da dietro l’arco. Quando, però, la difesa ospite si chiude, l’attacco di casa trova a sua volta triple importanti, e si va all’intervallo lungo sul 54-45.

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Le difese iniziano la ripresa in modo un po’ svagato, così si segna che è un piacere, con Bologna che si tiene in partita grazie a Teodosic, mentre Milano gioca in modo un po’ più corale. Il serbo è al proprio meglio in questa fase, mentre dall’altra parte c’è il trio Rodriguez-Grant-Melli a tirare la carretta. Tre dovrebbe essere meglio di uno, e quando Messina mette in campo un quintetto un poì’ più canonico, con Rodriguez, Grant, Hall, Melli e Hines, prova a dare uno strappo importante. Il piano, però, non riesce, ancora grazie all’ottima presenza sotto canestro di Jaiteh, e il vantaggio non va oltre i 10-11 punti. Col passare dei minuti, la sensazione che l’olimpia possa davvero allungare pesantemente è sempre più forte, e le occasioni fioccano, ma vengono puntualmente sprecate. Il massimo vantaggio è di 71-58, poi torna in evidenza Belinelli e il quarto si chiude sul 75-65. Non è un brutto vantaggio per Milano, ma avrebbe potuto essere molto più ampio, e il fatto che i biancorossi abbiano prodotto il massimo sforzo senza ammazzare la partita può essere motivo di preoccupazione per Messina.

Belinelli continua la striscia con un’altra tripla, entil risponde e poi propizia un altro canestro con un recupero, ma è tutto inutile perché Belinelli è on fire. Milano prova a rallentare il ritmo, e la scelta paga, anche perché appena Bologna non coinvolge Belinelli non segna, così torna il massimo vantaggio milanese sull’84-71, e di minuti ne mancano solo 7 ora. Jaiteh e Teodosic provano nuovamente a contribuire, e si entra negli ultimi 5’ sull’86-77. Milano ancora una volta ha avuto mille occasioni per ammazzare la partita e le ha sprecate puntualmente tutte, e ora è la Virtus a poter produrre il massimo sforzo nel momento giusto. Hall, però, ha altre idee e mette una tripla fondamentale, e anche se Belinelli risponde subito, il tempo è ormai poco per gli ospiti. Si entra nell’ultimo minuto sul 91-85, e una nuova tripla frontale di Bentil potrebbe mettere la parola fine alla contesa. Belinelli non si arrende, ma Bologna è costretta al fallo sistematico negli ultimi 20”. Grant e hall sbagliano troppo in lunetta mentre Teodosic ce Belinelli non perdonano, così a 4” dal termine arriva l’incredibile pareggio a quota 95. Hall sbaglia l’ultimo tiro e si va al supplementare.

Bologna ha tutto il vantaggio psicologico del mondo, infatti segna subito da 3 con Weems, però Milano reagisce, difende bene e ritrova il vantaggio proprio con chi aveva sbagliato i liberi decisivi, ovvero Grant e Hall (100-98). Successivamente, si smette quasi del tutto di segnare e si entra nell’ultimo minuto sul 100-99. Hall segna un altro canestro chiave, Bologna non riesce più a reagire, tenta una preghiera con Weems negli ultimi secondi, ma stavolta gli dei del basket non l’ascoltano. Finisce 102-99.

A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 102-99 OT

TABELLINO MILANO: Invernizzi ne, Trovarelli ne, Melli 11, Grant 20, Rodriguez 16, Leoni ne, Tarczewski 2, Biligha 4, Hall 18, Alviti 4, Hines 14, Bentil 13

TABELLINO BOLOGNA: Belinelli 34, Pajola, Alibegovic 7, Ruzzier 5, Jaiteh 10, Alexander, Ceron ne, Barbieri ne, Sampson 4, Weems 13, Teodosic 10

PARZIALI: 24-21, 30-24, 21-20, 20-30, 7-4

PROGRESSIVI: 24-21, 54-45, 75-65, 95-95, 102-99

BASKETINSIDE MVP: Devon Hall

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