QF G3 – Avellino vince la guerra di nervi con Milano e si porta sul 2-1

QF G3 – Avellino vince la guerra di nervi con Milano e si porta sul 2-1

Una partita altalenante viene vinta dalla squadra più lucida nel momento decisivo

di Stefano Bartolotta

Una partita dal basso punteggio e caratterizzata da due tentativi di fuga di Avellino rintuzzati da Milano, si è chiusa quando i padroni di casa sono scappati per la terza volta e gli ospiti hanno perso completamente la testa. L’Olimpia, trovatasi sul 51-55 all’inizio dell’ultimo quarto, ha segnato solo 7 punti da lì alla fine, dei quali 4 già in garbage time, e il problema ancora peggiore è che gli uomini di Pianigiani hanno sbagliato così tanto perché presi da una fretta e da una mancanza totale di lucidità difficili da spiegare. Avellino ha spezzato definitivamente l’equilibrio con un 5-0 a opera di Harper, che per questo si merita la palma di MVP, e non si è più voltata indietro proprio perché Milano ha affrettato qualunque cosa, oltre l’immaginabile.

Non inganni il punteggio basso, perché i pochi canestri segnati sono molto più dovuti ai demeriti degli attacchi che non ai meriti delle difese, però, nel tero quarto, Milano aveva difeso, una volta tanto, bene, e il vantaggio iniziale dell’ultimo quarto, con successivo antisportivo di Filloy su Cinciarini, sembrava poter rappresentare il momento decisivo per gli ospiti. Invece, dall’antisportivo è uscito solo un punto, e Filloy e Harper hanno rianimato un attacco di casa che sembrava spento. Game over.

È evidente, a questo punto, che questa è una serie basata quasi esclusivamente sull’aspetto mentale, ed è quindi difficile immaginare cosa debbano fare i due allenatori per prevalere in gara 4. Appurato che un sistema di gioco non esiste per nessuna delle due squadre, e che entrambe sono piuttosto umorali, e non certo da oggi, vincerà chi manterrà la calma. Dal punto di vista difensivo, Milano ha dimostrato che, se vuole, la differenza la può fare, ma finora la miglior difesa biancorossa si è vista, in tutta la serie, solo per quella manciata di minuti che hanno permesso la seconda rimonta di stasera, e di fronte a una prestazione offensiva così sconfortante come quella mesa in campo negli ultimi 8’ di questa partita, non c’è difesa che tenga e la sconfitta è assicurata.

Quintetto Avellino: Udanoh, Young, Silins, Harper, Sykes
Quintetto Milano: Micov, Tarczewski, Nunnally, Brooks, Jerrells

Pianigiani inserisce a sorpresa Nedovic nei 12, su espressa richiesta del giocatore e tenuto conto anche dell’assenza di Ndiaye per infortunio. Avellino recupera Nichols, e il Pala Del Mauro è gremito e caldissimo. Entrambe le squadre partono facendo girare molto la palla sul perimetro e decidendo in base alla situazione se penetrare o tirare da fuori. Partono meglio i padroni di casa, abili anche nel correre in transizione quando ce n’è la possibilità, ma la possibile inerzia del 6-0 viene smorzata da una tripla di Jerrells. Avellino, però, è più brava nel costruirsi tiri ad alta percentuale, mentre Milano punta troppo sull’abilità balistica dei propri esterni, che, però, nei primi 4’ non si nota quasi per niente con un 1/6 complessivo dal campo. Dopo l’obbligato time out, Nunnally prova a sfruttare il proprio post basso contro Harper, ma le mani di tutti i giocatori in biancorosso sono sempre freddissime, comprese quelle di Tarczewski che sbaglia da zero metri. Nedovic deve entrare subito in campo, ma Milano è sempre più creativa nei modi in cui spreca possessi offensivi, e nella prima metà del quarto sono solo 3 i punti segnati dai campioni in carica. I biancoverdi sono decisamente più energici sotto entrambi i tabelloni e sfruttano bene questa situazione, anche obbligando i lunghi avversari a non aiutare sugli esterni per non lasciare troppo liberi Udanoh o Young. Si arriva a un clamoroso 21-7, poi Avellino battezza Cinciarini che la punisce con due triple, e un successivo possesso gestito con pazienza e intelligenza completa uno 0-9 di parziale che rimette Milano in partita. Udanoh e Filloy sbagliano canestri non difficili, così il quarto, da quel 21-7, si chiude sul 21-18.

Come in gara 2, Avellino continua a sbagliare tiri più per colpe proprie che per meriti difensivi degli avversari. Nichols interrompe il digiuno dei suoi, ma Cinciarini ha la mano morbida stasera e tiene in suoi a contatto. La partita continua nel segno di attacchi che si costruiscono buoni tiri, ma spesso e volentieri li sbagliano, e da un momento all’altro una squadra o l’altra può prendere il sopravvento in virtù della mera precisione al tiro, senza che si possa parlare di superiorità nella costruzione del gioco. I canestri li segna Avellino, che arriva fino al 33-23, e, come si è visto già nelle partite precedenti, i biancoverdi sono una squadra la cui fiducia in se stessa è direttamente proporzionale alle percentuali al tiro. I padroni di casa, quindi, riescono a essere sempre più aggressivi in difesa e a mettere in difficoltà Milano, che trova giusto un paio di triple per non affondare, ma deve andare all’intervallo lungo sotto 39-29.

La ripresa ha il solito copione: le squadre muovono bene la palla e costruiscono buoni tiri, che non sempre entrano, così il divario tra le due squadre può cambiare da un momento all’altro. Milano riduce lo svantaggio a 6 punti (43-37), e, dopo qualche minuto, riesce finalmente a difendere meglio e a rendere più difficili i tiri ad Avellino. I padroni di casa vanno in totale confusione, stavolta sì per merito della difesa avversaria, così Milano non può che pareggiare a quota 45, con un ottimo contributo anche di Nedovic. Avellino le prova tutte: gioco perimetrale, coinvolgimento dei lunghi in post, penetrazioni degli esterni, ma nulla sortisce effetto al cospetto di una difesa milanese che non si era ancora vista su questi livelli in tutta la serie. Lo stato confusionale dei padroni di casa è testimoniato da un antisportivo di Sykes, e la colpa di Milano, in questa fase, è di non capitalizzare in attacco questo gran lavoro difensivo, sbagliando anche diversi liberi. Nedovic, dopo un paio di canestri importanti per annullare il vantaggio avversario, sbaglia diversi tiri e Milano non trova mai il vantaggio nel punteggio. Solo a 28” dalla fine del quarto gli ospiti vanno sopra 49-50, e la frazione si chiude proprio su questo punteggio.

Nunnally e Jerrells provano a indirizzare la partita a favore di Milano, ma Avellino sfrutta bene un paio di disattenzioni milanesi sotto canestro per rimanere in partita. Nemmeno un antisportivo di Filloy su Cinciarini è abbastanza per Milano per scappare via in modo significativo, e a 5’ dalla conclusione il punteggio è ancora in parità, sul 58-58. Avellino è viva ancora grazie a una difesa milanese poco presente sotto canestro e a un attacco avversario che, fin da quando era stato conquistato il primo pareggio a quota 45, è poco lucido nelle letture e impreciso al tiro. Harper piazza da solo il 5-0 che si rivelerà decisivo, e, sul 63-58, Pianigiani prova il quintetto piccolo, ma, a 3’, il punteggio è di 64-58, con gli ospiti che affrettano triple che, ovviamente, non entrano. Nedovic, dopo essersi preso troppi tiri scelti male (2/8 complessivo dal campo), si fa comminare un tecnico capitalizzato con 5 punti, e il 68-58 a poco più di 2’ e mezzo dalla fine sa di sentenza. Milano, infatti, non ne ha più, e nonostante Avellino segni un solo punto da qui alla fine, la sua vittoria non è mai in discussione. Finisce 69-62.

SIDIGAS AVELLINO – AX ARMANI EXCHANGE MILANO 69-62

TABELLINO AVELLINO: Udanoh 14, Young 6, Guariglia ne, Nichols 3, Filloy 16, Campani ne, Silins, Campogrnde 3, Harper 14, D’Ercole, Sykes 13, Spizzichini ne

TABELLINO MILANO: Della Valle, Micov 9, Ferrari ne, Fontecchio, Tarczewski 10, Nedovic 5, Kuzminskas, Cinciarini 12, Nunnally 7, Burns 2, Brooks 7, Jerrells 10

PARZIALI: 21-18, 18-11, 10-21, 20-12

PROGRESSIVI: 21-18, 39-29, 49-50, 69-62

BASKETINSIDE MVP: Demonte Harper

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