SUPERCOPPA LBA gir. A: Brescia ci mette ordine e orgoglio, ma Milano è troppo superiore

SUPERCOPPA LBA gir. A: Brescia ci mette ordine e orgoglio, ma Milano è troppo superiore

Gli uomini di Esposito mettono in difficoltà in più di un’occasione la corazzata di Messina, ma Milano ha troppe armi e, alla lunga, prevale

di Stefano Bartolotta

Anche se Brescia aveva vinto solo allo scadere sia con Cantù che contro Varese, entrambe spazzate via da Milano, era d’uopo aspettarsi una partita più equilibrata tra queste due squadre. Effettivamente, il punteggio parla di una vittoria con buon margine di Milano, ma la partita non è sempre stata nelle mani dei milanesi. Brescia, infatti, dopo un primo quarto difficile, ha piazzato uno splendido parziale di 2-14 nel secondo quarto, per avvicinarsi a soli 3 punti dagli avversari (37-34), e, anche nella ripresa, ha dato un paio di spallate che sembravano poterla rimettere in partita. 40 minuti, però, si sono rivelati troppo lunghi per le energie fisiche e mentali di una squadra che ancora non riesce a schierare due giocatori importanti come Cline e Ristic, e così Milano può portarsi una dote di 14 punti nella partita di ritorno, che deciderà chi si qualificherà alle Final Four in questo girone.

Gli uomini di Messina hanno messo in mostra una difesa ingiocabile in diversi momenti della partita, ma in altri frangenti hanno, invece, lasciato troppa libertà ai tiratori bresciani. In attacco, Delaney è stato l’assoluto protagonista assieme a Hines, e noi come MVP premiamo quest’ultimo per la meravigliosa versatilità su entrambi i lati del campo. Hines sa segnare dal post o in penetrazione, ha una buona mano ai liberi e sa anche creare gioco spalle a canestro, con smistamenti di palla efficacissimi; inoltre, in difesa, può letteralmente stare con qualunque avversario: lungo, piccolo, che attacca dal palleggio o dal post, per Hines non fa differenza e la vita non è facile per nessuno se marcato da lui.

Un’altra cosa importante per Messina è che il gruppo sembra già rodato anche a livello di come sta insieme. Non si notano personalismi, occhiatacce o cose così, ma tutti sembrano uniti e vogliosi di giocare di squadra. È un aspetto fondamentale in una stagione lunga come questa.

Quintetto Milano: Roll, Delaney, Shields, Brooks, Hines
Quintetto Brescia: Chery, Crawford, Kalinoski, Sacchetti, Ancellotti

Punter, LeDay e Micov sono gli uomini scelti da Messina per il turno di riposo, nella sfida al vertice di questo girone A. Hines si fa subito sentire a rimbalzo offensivo, nonché con le sue movenze in post basso, mentre Brescia inizia facendo girare palla sul perimetro e poi tirando da fuori oppure, più raramente, andando sotto a seconda delle circostanze. Anche Milano tira spesso da 3 quando la palla non ce l’ha Hines, e Shields e Delaney scavano subito un solco (11-3) nel punteggio colpendo da dietro l’arco. Brescia non ci sta, ma la palla circola in modo prevedibile e gli esterni di Milano hanno sempre modo di piazzarsi per impedire le penetrazioni e costringere i pari ruolo avversari a tirare da 3 o a cercare di servire i lunghi, ed entrambe le soluzioni appaiono spesso forzate ed estemporanee, non portando a grandi risultati. Milano non allunga a causa di qualche sbavatura qua e là in attacco, compresi un paio di errori ai liberi, e a metà frazione, il punteggio è sul 13-6. Milano sembra divertirsi molto più a difendere che ad attaccare, e mette subito in campo tutta il proprio ampio ventaglio di soluzioni difensive, compresa la ormai proverbiale capacità di Hines di tenere anche sui piccoli. Ci vuole la visione di gioco di Vitali per togliere dalle sabbie mobili l’attacco ospite, in un quintetto che, curiosamente, è tutto di ex milanesi o ancora sotto contratto con i biancorossi (con lui ci sono Crawford, Moss, Bortolani e Burns). La gara si trascina senza particolari sussulti, perché Brescia non trova la continuità offensiva e Milano, come detto, si accontenta della propria efficacia difensiva e spinge poco sull’acceleratore nella metacampo avversaria. Con 6 perse nei primi 8’, gli ospiti non possono avere alcuna possibilità, e ci vorrebbe anche qualche rimbalzo offensivo in più rispetto all’unico catturato, perché quando fai così fatica a trovare un tiro, e quando lo sbagli non ti torna mai indietro il pallone, ogni volta che alzi il braccio per concludere sai che non ti puoi permettere errori, e non è la situazione ideale dal punto di vista psicologico. Il quarto finisce sul 24-12, punteggio che parla da solo.

Brescia prova a non disunirsi e a giocare con ordine, ma appena riduce lo svantaggio, Milano restituisce il colpo e non lascia avvicinare gli avversari. Hines mette in mostra tutta la propria versatilità, segnando anche in penetrazione dal palleggio fronte a canestro, come se fosse un piccolo, e creando gioco anche dal post basso. Per chi ama il basket, è una vera delizia vedere all’opera questo immenso campione. Milano veleggia placida sulla doppia cifra di vantaggio, e, come detto, non appena Brescia prova ad avvicinarsi, non glielo permette, chiudendo sempre a segno il possesso offensivo giusto. Brescia migliora, non tanto nel gioco ma nella mano dei propri tiratori, e sulle ali di questa precisione al tiro arriva finalmente al -7 (37-30) e poi al -5 (37-32, 2-12 di parziale). Milano costruisce sempre bene gli attacchi, ma litiga col canestro in questa fase, così Brescia è sempre più in partita, e anche quando i padroni di casa ritrovano la via del canestro con Delaney e Shields, Brescia appare ormai in fiducia e pronta a lottare fino alla fine. Rodriguez, però, piazza una tripla che porta le squadre all’intervallo lungo sul 44-35, e questo canestro allo scadere potrebbe rappresentare un brutto colpo psicologico per la speranze ospiti.

Brescia non può permettersi errori all’inizio della ripresa, invece Milano parte 4-0, ancora sulle ali di Hines, ed estende fil parziale fino al 10-2, con la leadership, e i punti, di Delaney. Sul 54-37, sembra proprio che ci sia poco spazio per ulteriori tentativi bresciani, soprattutto perché gli ospiti hanno segnato 2 punti in quasi metà quarto. Le squadre sembrano talmente consapevoli della situazione che non segnano più per alcuni minuti, e anche quando Brescia prova un’altra spallata con le triple di Crawford e Chery, Milano non si scompone e si mantiene a distanza con la mano morbida dei propri tiratori, da Datome, a Rodriguez, a Roll. Si comincia a difendere meno e il quarto si chiude sul 66-53.

Datome prova a mettersi in ritmo da dietro l’arco, ma fa cilecca due volte, senza che comunque Brescia ne approfitti. Al terzo tentativo, l’azzurro imbuca la tripla e le maglie difensive biancorosse tornano a essere troppo strette per l’attacco bresciano. Arriva il +20 sul 75-55, ma Milano sa che non può rilassarsi, perché ha bisogno di un ampio scarto per essere più sicura della vittoria del girone con conseguente qualificazione alle Final Four. Brescia non si arrende, piazza uno 0-7 per convincersi di essere ancora viva, o quantomeno per presentarsi tra le mura amiche con la concreta possibilità di ribaltare il punteggio e prendere la testa del girone. Milano si blocca, commette errori impensabili come un passi di Rodriguez, ma le bastano un paio di canestri ben assestati per mantenere un buon vantaggio. La partita finisce 81-67.

A|X ARMANI EXCHENGE OLIMPIA MILANO – GERMANI BRESCIA 81-67

TABELLINO MILANO: Moretti, Moraschini 2, Roll 6, Rodriguez 8, Tarczewski 7, Biligha ne, Cinciarini ne, Delaney 25, Shields 5, Brooks 5, Hines 12, Datome 11

TABELLINO BRESCIA: Vitali 2, Parrillo, Chery 18, Bortolani 4, Magro 2, Crawford 12, Burns 5, Kalinoski 12, Moss, Sacchetti 8, Ancellotti 4

PARZIALI: 24-12, 20-23, 22-18, 15-14

PROGRESSIVI: 24-12, 44-35, 66-53, 81-67

BASKETINSIDE MVP: Kyle Hines

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