SUPERCOPPA LBA gir. A – Varese dura un tempo, Milano scappa nella ripresa

SUPERCOPPA LBA gir. A – Varese dura un tempo, Milano scappa nella ripresa

Partita poco indicativa tra due squadre che l’hanno presa come se fosse un’amichevole, vista l’inutilità ai fini della classifica del girone

di Stefano Bartolotta

Una partita assolutamente inutile ai fini della classifica del girone viene presa dai giocatori per una vera e propria amichevole, dove si parte con grande calma, ci si mette un po’ di intensità nei quarti centrali e poi si torna a vivacchiare nell’ultima frazione. Milano ha vinto perché nel terzo quarto Varese si è bloccata in attacco e, di conseguenza, si è fatta prendere dalla sfiducia anche in fase difensiva. Milano non ha fatto nulla di trascendentale e ha semplicemente distribuito minuti e tiri tra tutti, rimanendo il più possibile lontana dai contatti sotto canestro per evitare infortuni e logoramenti fisici di ogni tipo.

Difficile, in un contesto del genere, giudicare i singoli. Diamo il titolo di MVP a uno Shields abbastanza continuo in tutto l’arco della partita, e rileviamo tra i padroni di casa buone prove di Moraschini, LeDay, Punter e Tarczewski, mentre tra gli ospiti sono piaciuti Douglas, Scola e Anderson. Hanno, invece, giocato male Delaney da una parte e Strautins dall’altra.

Quintetto Milano: Punter, Tarczwski, Delaney, Shields, Brooks
Quintetto Varese: Scola, Ruzzier, Anderson, Strautins, Douglas

Come prevedibile, la partita inizia con ritmi e intensità molto bassi. Le difese sono piuttosto passive, ma anche gli attacchi non ci mettono troppo impegno. Chi ha il possesso non fa altro che provare un qualche gioco che è stato spiegato loro in allenamento, senza farlo troppo velocemente per interiorizzare meglio i movimenti. Varese va sul 2-7 e poi sull’8-15, con Douglas e Scola protagonisti, ma Milano ha un Punter che riesce sempre a mettere i punti che servono per non far sfuggire gli avversari. Si tira tantissimo da 3 da entrambe le parti (ovviamente andare sotto canestro prevede una maggior dose di contatto fisico e i giocatori in campo non sembrano averne troppa voglia) e, dopo meno di sei minuti e mezzo, sono già 13 le triple tentate dalle due squadre. Messina non sopporta più il clima da pigiama party e chiede ai suoi di fare un po’ di pressing a tutto campo; ne esce un parziale per chiudere il quarto di 8-2 che porta il punteggio sul 19-20.

Il secondo quarto inizia con le squadre che si sono anche loro stufate del tiro a segno da dietro l’arco e iniziano a esplorare le zone vicino al canestro. Milano ne esce meglio con un 4-0 che costringe la panchina varesina al time out. I giocatori ospiti rispondono bene e tengono testa ai padroni di casa, e da qui in poi si va avanti tra errori e buone cose da entrambe le parti, comunque a un ritmo buono che rende godibile questa fase della gara. A metà frazione il punteggio è sul 30-32, poi gli ospiti provano a scappare ancora sul 30-37, e Milano non reagisce nella maniera giusta, giocando in modo troppo individualista con gli esterni. Messina prova a chiamare time out per mettere ordine nelle idee dei suoi, e in effetti le manovre milanesi sono molto meglio orchestrate ma i punti segnati non sono molti, segno che non c’è proprio l’atteggiamento mentale giusto. Varese ha il torto di non approfittarne, così, a furia di manovrare bene, Milano trova la concentrazione e va all’intervallo lungo in vantaggio per 42-41, che significa un parziale di 10-1.

Scola e Shields monopolizzano l’inizio di ripresa, gli arbitri lascino correre alcuni contatti che non sarebbe scandaloso fischiare, e Milano per la prima volta prende più di un possesso di vantaggio (51-45). La difesa di Strautins è paragonabile alla sbarra che si alza all’avvicinarsi del telepass, e la panchina ospite deve per forza toglierlo dal campo. Il problema è che Varese si blocca in attacco e la sfiducia psicologica data dal edere i propri tiri finire sempre sul ferro si trasferisce anche in difesa e i giocatori in magia bianca guardano sbuffando i propri avversari segnare e fare un po’ quello che hanno voglia. Non c’è nemmeno un time out a cercare di interrompere l’ondata milanese, così Messina ne approfitta per dare minuti anche a Cinciarini e Biligha, senza pagare più di tanto nel punteggio. Il massimo vantaggio milanese è sul 56-47, sull’onda dei punti di Moraschini, Tarczewski e Shields, e anche in seguito Milano tiene agevolmente un vantaggio che si attesta attorno ai 7 punti. Varese, che aveva realizzato 20 e 21 punti nei due quarti precedenti, è ferma a 9 in 8’ (59-50), così si arriva al termine del quarto con Milano in controllo sul 67-59, con un nuovo festival delle triple (doppio Roll da una parte, Ferrero e De Vico dall’altra) nell’ultimo minuto e mezzo.

L’ultimo quarto inizia all’insegna delle palle perse e dei tiri sbagliati per entrambe le squadre, poi si ricomincia a segnare, Milano ancora da 3, Varese invece sfruttando i tagli in verticale verso il canestro. Il punteggio non subisce scossoni eccessivi, fino a quando le triple casalinghe iniziano a essere un po’ troppe e il vantaggio interno si dilata fino al 79-65. Gli ospiti sembrano non averne più e il quinto fallo di Scola con quasi 5’ da giocare assomiglia al segnale di resa. Negli ultimi minuti si vedono cose che in una partita tra squadre di serie A non dovrebbero mai esistere, e si conclude sul 91-77.

A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – OPENJOBMETIS VARESE 91-77

TABELLINO MIANO: Punter 11, LeDay 14, Moretti 9, Moraschini 9, Roll 11, Tarczewski 4, Biligha, Cinciarini 2, Delaney 2, Shields 18, Brooks 7, Datome 4

TABELLINO VARESE: Morse 8, Scola 4, De Nicolao 2, Jakovics 3, Ruzzier 3, Anderson 8, Strautins 10, De Vico 8, Ferrero 9, Douglas 16, Van Velsen ne, Virginio ne

PARZIALI: 19-20, 23-21, 25-18, 24-18

PROGRESSIVI: 19-20, 42-41, 67-59, 91-77

BASKETINSIDE MVP: Shavon Shields

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