Trieste abbatte Cantù con un Wright formato NBA

0

Gara intensa quella svoltasi all’Allianz Dome nell’insolito orario di pranzo, in cui Trieste si è dimostrata nettamente più affamata e pragmatica di una Cantù tormentata, inutile ed impossibile nasconderlo, dalle note vicissitudini societarie, che giocoforza non mettono i giocatori in una situazione di tranquillità tale da poter esprimere la propria miglior pallacanestro. Ne è nata quindi una gara molto vivace, con una prima parte equilibrata ed una seconda in cui Trieste ha cambiato marcia e si è impossessata della gara facendo la voce decisamente grossa.

La prima parte del match è vissuta sostanzialmente su molti cambiamenti di fronte, con buone percentuali da ambo le parti e con i tentativi di fuga di Trieste puntualmente rintuzzati da Cantù, che è rimasta in partita fino all’intervallo, rispondendo colpo su colpo con Gaines e Blakes ai contropiede di Trieste orchestrati da Wright e Fernandez. La seconda parte ha visto subito un importante break per Trieste, con Wright e Peric a guidare l’Alma con una pallacanestro decisamente spumeggiante che ha prodotto ben 39 punti nella terza frazione. L’ultimo quarto è stato un mero controllo della gara da parte dei padroni di casa, che confermano il proprio eccellente gioco tra le mura amiche e che, se giocano così, possono davvero far paura anche ad avversari più titolati.

Starting five Trieste: Fernandez, Cavaliero, Strautins, Peric, Knox
Starting five Cantù: Tassone, Gaines, Jefferson, Udanoh, Tavernari

Palla a due conquistata da Cantù con primo errore al tiro di Tavernari, più sostanzioso invece l’apporto di Knox che infila il primo canestro di giornata, proteggendo bene poi il pitturato sul successivo attacco di Jefferson e riportando l’Alma sul fronte offensivo per il canestro di Cavaliero molto vicino all’arco. Gaines toglie lo zero dal tabellino canturino, ma è ancora Cavaliero a insaccare, stavolta da dietro l’arco e Trieste si porta sul +5. Cantù gioca un po’ contratta e la manovra appare alquanto farraginosa, più sciolta invece la formazione di casa, sospinta dal consueto, incessante tifo di un palazzetto gremitissimo. Cantù impatta con un gioco da tre in contropiede di Tavernari, imitato poi da Gaines, massimizzando due palle perse da Trieste in due successive azioni dove la terna arbitrale pare essersi disiniteressata di alcuni discutibili movimenti dei difensori in maglia bianca. Trieste inizia a sparacchiare da tre punti, senza successo, con Knox, Peric e Strautins, l’inerzia sembra essersi bloccata e Cantù riacquista fiducia nei propri mezzi, portandosi per la prima volta in vantaggio. La reazione dell’Alma è immediata con Fernandez e Peric che suonano la carica, ma Cantù c’è e non molla, la gara vive di continui capovolgimenti di fronte e cambia padrone ad ogni azione. Dalmasson alza il quintetto inserendo Mosley e mettendo le chiavi della regia nella mani di Wright, la mossa è valida e la dinamica del gioco di Trieste riprende vigore, ma soprattutto arriva il primo canestro di Da Ros, un’ottima notizia per staff, squadra e tifosi. Con un parziale di 10-4 l’Alma chiude la prima frazione avanti di tre lunghezze sul 24-21. Il secondo quarto si apre con l’alley-oop di Wright per Mosley e l’Allianz Dome diventa una vera bolgia, Wright – pur non in perfette condizioni – mette il suo sprint a servizio della squadra e la manovra biancorossa ne assorbe tutto il succo. In fase offensiva pochissimo Udanoh e molto Gaines per Cantù, che però in difesa soffre parecchio: le folate di Wright sono una vera spina nel fianco per il quintetto della Red October, che subisce il primo break degno di questo nome e vede Trieste allungare a +8. La formazione di casa ha molte frecce nel proprio arco, le rotazioni di coach Dalmasson sono ampie e possono quindi far rifiatare tutti. Gaines e Blakes si caricano sulle spalle l’attacco canturino e cercano di contrastare Trieste, che ha invece soluzioni offensive molto più diversificate e riesce a raggiungere la doppia cifra di vantaggio con tre tiri liberi siglati da Fernandez per fallo di Gaines. Trieste sfrutta il contropiede e preme sull’acceleratore sfruttando al meglio il proprio buon momento e il finale di tempo è a forte trazione biancorossa, con Cantù che prova a cambiare marcia con il “solito” Gaines per contrastare le percentuali realizzative dell’Alma che continuano ad alzarsi, riuscendo a ricucire lo strappo fino all’intervallo lungo, con Trieste avanti sul 50-45.

Il terzo quarto inizia con il counter delle palle perse che gira vorticosamente, fino al canestro di Strautins, che arriva dopo 90 secondi di gioco. Udanoh fa 1/2 dalla lunetta, Peric infila la tripla e per Cantù arriva un’altra, sanguinosa palla persa, che si trasforma in una tripla nelle sapienti mani di Cavaliero, che sull’ennesima persa di Cantù si ripete poco dopo, subendo fallo e trasformando l’and-one che vale un parziale di 12-2 per i padroni di casa. Basta così? Assolutamente no! Peric dà lezioni di gioco nel pitturato, sia in difesa che in attacco ed è un vero spettacolo. Trieste è un fiume in piena, Cantù si trova allo sbando e non sa che pesci pigliare e la reazione che riesce a mettere in campo è sterile, nemmeno dalle seconde linee arrivano grossi aiuti. Nel frattempo arriva il secondo alley-oop di giornata di Wright per Mosley, un tanto per dimostrare – qualora ce ne fosse bisogno – che l’inerzia della gara è completamente colorata di biancorosso. Come Peric anche Wright dà spettacolo, le assi del parquet sembrano bruciarsi al suo passaggio e la gara ha oramai un padrone che non si impietosisce per niente e continua a macinare chilometri in campo, portando – con il proprio play del Maryland – ad oltre 20 punti  il proprio margine e controllando fino al termine della frazione che si chiude sul punteggio decisamente elevato di 89-60, grazie al buzzer beater di Sanders dall’angolo. Ultima frazione che si preannuncia un lungo garbage time, con Cantù pronta ad approfittare di quanti più tiri possibile dall’arco e con Trieste impegnata a controllare l’avversario, giocando quasi al gatto col topo, ma con la necessità di mantenere quella concentrazione venuta a mancare, in un’analoga condizione, nel match casalingo contro Pistoia. Per gli ospiti c’è una montagna da scalare, un’impresa al limite delle possibilità e, in quanto tale, affidata in tutto e per tutto a Gaines, unico in grado di fare il “Bear Grylls” in una situazione simile e in un habitat così ostile, pur corroborato dal circa centinaio di tifosi al seguito. Coach Dalmasson concede minuti importanti a Da Ros, Silins e Cittadini, concendendo il meritatissimo riposo a Wright ed una passerella a capitan Coronica, lasciando il fucile da tre punti nelle mani di Sanders. Onore a Cantù che ha fatto ciò che ha potuto e finchè ha potuto, Trieste con ben cinque giocatori in doppia cifra porta a casa una vittoria davvero entusiasmante.

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE – RED OCTOBER PALLACANESTRO CANTÙ 102 – 82

PARZIALI: 24-21 / 50-45 / 89-60 / 102-82

PROGRESSIVI: 24-21 / 26-24 / 39-15 / 13-22

TABELLINI:

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: Coronica 2, Peric 13, Fernandez 14, Wright 19, Strautins 4, Silins 4, Cavaliero 12, Da Ros 4, Sanders 16, Knox 6, Mosley 4, Cittadini 4. All.: Dalmasson

RED OCTOBER PALLACANESTRO CANTÙ: Gaines 31, Blakes 23, Udanoh 16, Baparapè n.e., Parrillo 0, Davis 0, Tassone 0, La Torre 0, Pappalardo n.e., Quaglia 0, Jefferson 6, Tavernari 3. All.: Pashutin

STATISTICHE:

TRIESTE: 66% 2PT (29/44), 41% 3PT (11/27); 79% TL (11/14), 31 RBN, 20 AST, 12 PP, 9 PR, 117 VAL

CANTÙ: 67% 2PT (26/39), 24% 3PT (4/17); 78% TL (18/23), 31 RBN, 12 AST, 18 PP, 6 PR, 81 VAL

BASKETINSIDE MVP: Chris Wright (Alma Pallacanestro Trieste)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here