Petteway trascina Pistoia, Pesaro ancora sconfitta

Petteway trascina Pistoia, Pesaro ancora sconfitta

Partita dall’apparenza facile per la OriOra visti i anche precedenti risultati negativi ottenuti da Pesaro, d’altro canto molto importante per quest’ultimi in chiave lotta salvezza.

di Barbara Palmieri

In questo anticipo delle 12,00 della 14sima giornata al PalaCarrara, il primo dato sensibile degno di nota è la carenza di pubblico, solo 1500 sistemati.

Partita dall’inizio equilibrato, con la OriOra sempre in vantaggio con giocate lucide ed attente nel pitturato.

Il primo quarto si conclude con grandi giocate all’ultimo respiro,  spesso però inconcludenti per i padroni di casa con un punteggio quasi in parità di 27-26.

Un secondo quarto tacca tacca con un non tanto velato nervosismo soprattutto per la squadra allenata da coach Sacco, visibile principalmente nella fasi di attacco, si conclude 41-46.

Il neo acquisto Williams fa la differenza in questo terzo quarto per la Carpegna Pesaro, ma un Petteway esplosivo con Salumu a fargli da spalla fa tornare la OriOra in parità. Nessuna delle due squadre, comunque, riesce ad imporsi con un netto distacco sull’avversaria: 68-66.

Minuti caratterizzati da falli consecutivi importanti, spesso non segnalati, fanno sembrare questo ultimo quarto più un incontro di lotta greco-romana invece di una partita di basket.  La lucidità e freddezza dei giocatori allenati da Carrea nel rimanere sempre in partita e nel non cedere al nervosismo, fanno sì che a 5 minuti dalla fine i biancorossi riescono a mettere la freccia con un parziale di 82-71.

MVP: Petteway 32 punti.

OriOra Pistoia – Carpegna Prosciutto Basket Pesaro: 91-79; 27-26; 41-46; 68-66.

Pistoia: Della Rosa 7; Petteway 32; D’Ercole 3; Quarisa n.e.; Brandt 11; Salumu 5; Landi 9; Dowdell 17; Johnson 3; Wheatle 4. Coach Michele Carrea.

Pesaro: Barford 14; Drell 0; Mussini 0; Williams 17; Pusica 21; Miaschi 0; Eboua 10; Chapman 5; Tote 10; Zanotti 2. Coach Giancarlo Sacco.

Arbitri: Roberto Begnis, Fabrizio Paglialunga, Matteo Boninsegna.

Note: 27-26; 14-20; 27-20; 23-13.

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