Una Milano diesel passa a Napoli senza strafare, la GeVi perde con onore

0

GENERAZIONE VINCENTE NAPOLI – A/X ARMANI EXCHANGE MILANO 63-73

PARZIALI: 18-21; 31-42; 44-62

NAPOLI: Zerini 1, McDuffie 9 Matera ne, Velicka 12, Cannavina ne, Parks 15, Marini 10, Mayo 10, Elegar 2, Uglietti 4, Lombardi, Rich .All.Sacripanti

MILANO: Melli 10, Grant 3, Tarczewski 6, Ricci 3, Biligha, Moraschini , Hall 7, Delaney 8, Mitoglou 10, Shields 13, Alviti, Datome 13. All.: Messina.

Fuori Rodriguez, Daniels e Hines dalle rotazioni di Messina, Milano scende in campo con Delaney, Shields, Datome, Melli e Mitoglou. Napoli invece risponde con Mayo, Marini, Parks, McDuffie ed Elegar.

La partenza di Milano e furiosa, cinque filati di Melli e la bomba di Datome le regalano pronti via l’8-0, ma Napoli sbaglia soluzioni costruite e nelle proprie corde. Lo schiaccione di Elegar a 7’28” dalla prima pausa buca la zona ospite e scatena Fuorigrotta, l’Olimpia insiste oltre l’arco con Shiels e Mitogliu ma anche Mayo crivella sullo scarico di Marini. Ed è proprio il n.13 azzurro il fattore della GeVi, che mette fuori gioco Datome e trascina i suoi, Parks in testa (10-14). Al giro di boa del parziale percentuali spaziali da tre, percentuali che sempre Marini fa crescere in risposta al contropiede di Shields, non è da meno da tre Pippo Ricci, sempre in situazioni di mezza transizioni che vedono la GeVi disorganizzata. Ma un Marini on fire rimette le cose nel giusto ordine, -4 Napoli a 2’15” con l’ingresso di Jason Rich. Il giocatore più chiacchierato in maglia azzurra sbaglia tre tiri in 40” ma Milano cala vistosamente al tiro, anche se sotto qualche rimbalzo offensivo arrivo e Tarczewski ringrazia. Marini però resta il porto sicuro a cui Napoli può aggrapparsi, l’ex Forlì si fa beffe di Ricci da tre e potrebbe anche impattare da metà campo, ma il tiro è lungo sul 18-21 del primo quarto.

Per il pareggio tuttavia è questione di tempo: Parks piazza la bomba su scarico di Velicka, anche se il lituano fatica a far giostrare i suoi. La difesa a baricentro basso, attenta sui cambi e reattiva compensa l’attacco in calo, Messina allora mette Shields e Delaney per Grant e Hall, e il primo al rientro offre subito un un numero in virata. Prima di uscire, Velicka va di schiacciato millimetrico per Uglietti chiudendo la transizione, Milano invece si accontenta del tiro da tre, merito anche dei migliori rientri difensivi azzurri in mezza transizione, anche se l’unico a far pesare il fisico è Mitoglou per il +4 Olimpia (23-27) a 4’08” alla pausa lunga. Napoli paga l’impegno difensivo con il bonus, azzurri in boccheggio anche con Elegar che al rientro abbassa l’impatto rispetto a Zerini. Intanto Delaney sguscia, prima disattenzione di Marini che regala due liberi a Hall, Shields chiudendosi a riccio sgancia la bomba del +10. McDuffie e Velicka si danno da fare ma non c’è coralità, Delaney sfrutta il bonus e Shields sfreccia in coast-to-coast (27-39), la transizione di Parks sulla recuperata cerca di scuotere i suoi e il pubblico a 47” dalla fine del tempo. Sacripanti va di time-out, cerca di registrare i meccanismi soprattutto a rimbalzo ma Milano domina, sull’extra po-ssesso Delaney timbra il massimo vantaggio (29-42), seconda frazine che si chiude sul -11 firmato da McDuffie su assist di Velicka.

La prima metà del terzo quarto scivola via come l’olio: zero falli spesi, difese allegre su entrambi i lati, a rimbalzo offensivo si fa sentire Mitoglou mentre Parks regala spettacolo schiacciando in contropiede. Anche Datome prova a mettersi in ritmo con il mix jumper e contropiede sulla rubata, Melli palleggia con Delaney che poi pesta la linea rispondendo alla bomba di Mayo, ancora Mayo in tear-drop e Marini in formato sprint sul recupero. Risultato rapporti sostanzialmente invariati a 4’06” dall’ultima pausa, con McDuffie che spende il primo fallo del parziale e Hall che sugli sviluppi firma da tre il +15 Armani (40-55). Le percentuali di Milano dai 6.75 risalgono col vento in poppa, al pari della performance di Gigi Datome che piazza il settimo punto del quarto, dall’altra parte il doppio pivot non offre alternative da sotto e ossigeno nel tagliafuori, Parks sale a tre falli ma consola il pubblico con uno stoppone che anche Hall si ricorderà. Per gli ultimi 60” Messina dà spazio ad Alviti, Napoli continua a litigare col canestro dalla lunetta (2/8 pesante), non lo fa invece Tarczweski col percorso netto, ancora il polacco protagonista a rimbalzo ma il suo canestro va oltre la sirena, 60-44 Milano al 30′.

Per l’ultimo quarto resta in campo Jason Rich, entrato a 2’19” dalla fine del terzo, ma la mano dell’ex Scandone si conferma quadrata. La comprensibile frustrazione causa anche l’antisportivo del n.25, Olimpia che così ringrazia volando al massimo vantaggio (44-63). Non mancano i tiri comodi dall’arco per chiudere la pratica ma la zona napoletana funziona, non funziona davvero Rich rilevato da Lorenzo Uglietti con 7’29” sul cronometro, Velicka invece regala un guizzo dall’arco mentre Parks l’ennesima stoppata, stavolta la vittima è Shields. Proprio per il n.11 azzurro arriva il 4° fallo a 6’20”, ma la monoposto di casa GeVi non molla e appoggia per il -14 al giro di boa del parziale (49-63). Con lui però non molla neanche Uglietti, faccia tosta in difesa e concretezza in attacco, si accoda al break Velicka per la tripla del -10 che riscalda il PalaBarbuto. A 2’54” dalla fine, complice anche un quintetto Milano con tante seconde linee, Alviti e Biligha in testa, Napoli è ancora lì ma con un altro rimbalzo offensivo e un’altra tripla comoda Datome gela gli entusiasmi. I piedi GeVi affondano poi nel parquet con la sortita di Melli e la transizione di Mitoglou che riporta Milano a +17. Si apre così il garbage-time a Fuorigrotta, si rivede McDuffie mentre Parks offre un’altra schiacciata voltante, altra delizia per il pubblico che comunque festeggia, applaude, sorride. E’ infatti una sconfitta più che onorevole quella di Napoli, senza mai demordere, aprendo bene una stagione a orizzonte salvezza. Non c’era storia contro questa Milano, ancor meno senza tre americani come Rich, ma soprattutto Mayo ed Elegar, ma quando Velicka appoggia il -10 e il tandem Parks-McDuffie sigla il -8, perdere così è come vincere. Il finale dice 73-63 Olimpia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here