F G7 – Delirio Venezia! Vince lo scudetto e vola in paradiso

F G7 – Delirio Venezia! Vince lo scudetto e vola in paradiso

De Raffaele bissa il successo i due anni fa, centrando il quarto scudetto della storia ai lagunari.

di Fabio Rusconi

Serate in cui si scrive la storia. Nel basket non vi sono parole più belle di “gara 7”. La sfida decisiva per assegnare lo scudetto è il giusto epilogo di una stagione divertente e di una serie spettacolare ed equilibrata, quella tra Venezia e Sassari. Equilibrio che però, nella serata decisiva, non si è visto. E’ Venezia ad alzare il tricolore, il quarto della sua storia, il secondo dalla propria rifondazione. E’ il titolo che premia una squadra capace di incassare colpi in maniera egregia e di sferrare ganci e montanti all’avversario grazie alla propria difesa e alla propria profondità. E’ il titolo di Walter De Raffaele, che in laguna vince il suo secondo scudetto in tre anni da capo allenatore, rendendo la sua una dinastia oro-granata senza precedenti. Domina questa gara 7 la Reyer, vincendo tutti i parziali dei vari quarti e piazzando il break decisivo nel terzo: è qui che Bramos prende per mano Venezia, aiutandola ad assestare il colpo del ko a una Sassari che trova una serata pessima al tiro (di poco sopra al 30%). Davvero troppo poco per la Dinamo per riportare il tricolore in Sardegna. Il titolo iridato va invece in laguna, ma comunque onore delle armi alla compagine sarda, capace con la sua cavalcata nella seconda metà della stagione, di far sognare un’isola intera. Ma il delirio che si scatena al Taliercio non è per i viaggianti, bensì per i padroni di casa, che già dagli ultimi 10′ possono festeggiare il titolo con i propri tifosi, al termine di una stagione infinita in campionato, fatta da 47 partite disputate in campionato e da tre vittorie nella “win or go home” (in gara 5 con Trento e Cremona, prima di questa gara 7). Questo testimonia non solo il talento di Venezia, ma anche la forza d’animo, di spirito e nervosa della banda di coach De Raffaele: questo basta per dare tutti i meriti della vittoria alla Umana Reyer.

Quintetto Venezia: Haynes, Stone, Bramos, Mazzola, Vidmar

Quintetto Sassari: Smith, McGee, Pierre, Thomas, Cooley

Pronti via e Vidmar segna i primi due canestri del match per i padroni di casa. Sassari abbozza una reazione ma Haynes è scatenato e con due triple porta i propri compagni a +6 (10-4 al 3’). Il vantaggio per la Reyer sale anche a +7 a metà primo quarto con un altro canestro dell’ex Milano e Siena (8 per lui nel primo periodo), ma Sassari non ci sta e reagisce: Cooley si mette al lavoro e proprizia un break 5-0 con cui la Dinamo si rimette sui giusti binari, a un possesso di svantaggio. Si gioca in una vera bolgia e le difese, di certo, non si risparmiano: passano così diversi minuti in cui nessuna delle compagini trova la via del canestro, fino ai due punti in reverse di De Nicolao poco prima della sirena del 10’, che giunge sul punteggio di 16-12. Venezia apre il secondo periodo con una tripla di Daye: gli oro-granata giocano meglio, più sciolti in attacco e in transizione, quest’ultima favorita da una difesa arcigna soprattutto nel pitturato. Sassari prova a rimanere aggrappata alla sfida con i punti di Thomas e Polonara, ma scivola ulteriormente sotto i colpi dalla lunga distanza di un Bramos che si sblocca e, da oltre l’arco, dà ai suoi il massimo vantaggio (25-17 al 14’). Ancora sull’orlo di una caduta importante, Sassari trova stavolta Smith: l’ex play canturino si iscrive alla partita con due bersagli dalla lunga distanza, e la seconda ridona ai suoi un possesso pieno da recuperare (27-24 al 16′). La tensione è altissima e i contatti non mancano, mentre Daye appoggia al ferro il nuovo +5 Reyer e spinge coach Pozzecco al timeout sul parziale di 29-24. La Dinamo avrebbe la possibilità di ricucire il gap dalla lunetta, ma i tentativi di Thomas, Pierre e Cooley producono solamente un 2/6. Sassari si ritrova dunque a -3 con molti rimpianti, i quali emergono nei possessi successivi, in cui Bramos e Daye tornano a far correre il tassametro dei veneti, che in un attimo si ritrovano nuovamente a +8 (34-26 al 19′). Banco in difficoltà e con il solo Thomas a tenere a galla i biancoblù, mentre dall’altra parte il rientro di Haynes fa tornare a far girare al meglio gli ingranaggi offensivi veneziani: tripla di Stone, schiacciata di Watt e massimo vantaggio servito (39-30 al 20′). Sassari rientra dìnegli spogliatoi ancora in partita ma con due quarti persi su due, in cui ha dimostrato poche idee nella metà campo offensiva.

Primi minuti della ripresa che proseguono, purtroppo per i sardi, lo spartito del primo tempo: mancano le idee in attacco alla Dinamo, che fatica a trovare la luce anche grazie al gran lavoro di Venezia nella propria metà campo, con Mazzola che si spende in maniera egregia per fermare Thomas. In attacco la Reyer è rivitalizzata da un Bramos che segna tutti gli otto punti con cui Venezia apre il terzo periodo: è un parziale 8-2 (per Sassari canestro di Cooley), che fa volare i locali sul vantaggio in doppia cifra (47-32 al 34′). Timeout Pozzecco ma l’ex Panathinaikos è scatenato e infila un’altra bomba (4/5 dall’arco fin qui), lanciando ulteriormente i suoi a +18. E’ un colpo pesantissimo per Sassari, che perpetra la brutta serata al tiro (abbondantemente sotto il 40% fin qui). Smith cerca una reazione ma Haynes e soci continuano a picchiare il ferro finchè è caldo, portando il divario ad ampliarsi fino a +22 in un paio di situazioni, l’ultima delle quali recita 60-38 al 28′. La Dinamo è sostanzialmente fuori dal match, anche se prova a risalire la china d’orgolgio: minibreak 4-0 per tornare a -18 grazie alla tripla presa con coraggio e messa da Carter. Venezia non si scompone e trova nuovamente i punti di un Bramos irreale (17 punti per lui nel terzo quarto) 22 lunghezze di margine al 30′. Watt apre l’ultimo quarto con due punti, ma sono minuti in cui si respire già aria di festa al Taliercio. Sassari ci crede ma Haynes da oltre l’arco spara la tripla del +24 a 5′ dalla fine e fa scorrere in anticipo i titolo di coda (78-54 al 35′). Massimo vantaggio che arriva anche a +26 in varie situazioni di garbage time del quarto periodo e a +28 (87-59 al 39′). L’ultima sirena arriva sul 87-61, e a Venezia può partire la festa. Lo scudetto è oro-granata.

UMANA REYER VENEZIA vs BANCO DI SARDEGNA SASSARI 87-61 (16-12; 39-30; 69-47)

VENEZIA: Haynes 21, Stone 3, Bramos 22, Mazzola 0, Vidmar 6 (Daye 13, Watt 10, De Nicolao 10, Tonut 0, Cerella 2, Giuri 0, Biligha 0). All: De Raffaele

SASSARI: Smith 9, McGee 9, Pierre 3, Thomas 16, Cooley 9 (Carter 4, Polonara 3, Spissu 8, Gentile 0, Magro 0, Diop 0, Devecchi 0). All: Pozzecco

MVP BASKETINSIDE: Michael Bramos

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