A1 UFFICIALE – Martina Sandri si ritira dal basket giocato

A1 UFFICIALE – Martina Sandri si ritira dal basket giocato

Avrà comunque un ruolo in società, partendo dal minibasket.

di La Redazione

L’A.S. San Martino deve rinunciare a una delle sue protagoniste sul campo, ma si prepara ad acquisire una nuova risorsa nella squadra del Minibasket. A 32 anni, compiuti appena un paio di settimane fa, Martina Sandri ha deciso infatti di lasciare il basket giocato, pur rimanendo a San Martino di Lupari con un altro ruolo. Per continuare la tradizione che, dalla promozione in A1 del 2013 fino alla prima storica semifinale Scudetto del 2019, ha visto Sandri e la famiglia giallonera condividere tante bellissime pagine di pallacanestro.

Cresciuta a Schio, Martina ha giocato poi a Reggio Emilia, Lucca e Venezia oltre che a San Martino di Lupari, conquistando due promozioni in A1 (con Lucca nel 2010 e col Fila nel 2013) e un titolo di MVP di A2 con Lucca, disputando una finale di Eurocup con Venezia e vestendo inoltre la maglia della Nazionale. Nell’ultima stagione è scesa in campo per la prima volta a metà dicembre, quando è rientrata dall’infortunio al ginocchio accusato nei playoff del 2019. E purtroppo ha potuto giocare solo per due mesi prima della sospensione del campionato, riuscendo comunque a timbrare la sua migliore performance (doppia doppia sfiorata con 13 punti e 8 rimbalzi) in quella che a questo punto rimarrà l’ultima partita ufficiale di una grande carriera.

Martina, quando e come è maturata questa scelta?
«Erano ormai due anni che ci pensavo, che frullava nella mia testa la possibilità di smettere, ma non è stata una decisione semplice. Il fisico, la testa, la ragione mi portavano da una parte, il cuore e la passione da quella opposta. Quando si inizia a crescere bisogna prendersi le proprie responsabilità. Nella vita di tutti ci sono delle priorità, bisogna riconoscerle e rispettarle. Ognuno ha le proprie».

Visto come è finita la stagione, hai mai avuto la tentazione di posticipare l’addio?
«Non mi sarei assolutamente mai immaginata di finire con una pandemia mondiale, questo è certo. La scorsa stagione l’infortunio al ginocchio, questa il Covid-19… Sembra quasi che ci sia qualcuno che le prova tutte per non farmi smettere! Comunque preferisco definirlo “arrivederci” più che addio, perché la pallacanestro è stata vita per un bel pezzo del mio cammino, e sono certa che in un modo o nell’altro lo sarà ancora e per sempre. Però no, non ho mai pensato di posticiparlo, anche perché non mi piacciono le cose eclatanti. Non sono nessuno e non vorrei nemmeno sponsorizzare a grande voce questo momento già per me molto intenso, va benissimo così. Gli addetti ai lavori che l’hanno saputo e che tengono a me si sono fatti sentire, questo è già un regalo meraviglioso».

Guardandoti indietro, qual è stata la soddisfazione più bella? E dall’altro lato, hai qualche rimpianto?
«La soddisfazione più bella non la saprei descrivere, perché rivivo tantissimi momenti carichi di emozioni che dovrebbero essere nominati. Potrei citare la finale di Eurocup giocata con Venezia a Istanbul, in un palazzetto che faceva venire i brividi, ma altrettanto le due promozioni vissute da protagonista, e chi se le dimentica più. Però ci sarebbero altri mille momenti da ricordare, perché la pallacanestro mi ha regalato veramente tanto dal punto di vista emotivo ed esperienziale. Rimpianti non ne ho, perché fortunatamente ho sempre scelto di fare quello che ritenevo più giusto per me. L’unica cosa alla quale ogni tanto penso è che, se tornassi indietro, magari mi sarebbe piaciuta un’esperienza all’estero. Ma assolutamente nessun rimpianto!».

E il ricordo più bello di queste ultime due stagioni a San Martino di Lupari?
«Tutta la stagione 2018/2019. Per me è stata carica di adrenalina. C’era il mio ritorno a San Martino, una scelta per niente facile, ma che si è rivelata la più giusta che potessi fare. Non vorrei esagerare, ma il gruppo che abbiamo costruito potrebbe essere al pari di quello che avevo qui a San Martino quando siamo state promosse nel 2013. Abbiamo superato un mare di difficoltà, ci siamo unite più che mai, abbiamo costruito il concetto di squadra. Ci siamo sostenute sempre, ci capivamo solo con lo sguardo, in campo eravamo sempre in dodici e non solo in cinque. Uno spettacolo. E poi la semifinale playoff giocata contro Schio… Che stagione!».

Cosa ti ha dato il basket in questi anni? Quanto è strano sapere che quest’anno non ci saranno raduno, allenamenti, partite…?
«Potrei stare ore a parlare di cos’è stato e cosa mi ha dato il basket. È stato la mia casa, la mia famiglia, la mia vita. Gli ho dato tutto il mio tempo, tutta me stessa, ma quello che mi ha restituito è indescrivibile. La vita da atleta è un privilegio, ti permette di concentrarti sulla tua passione e di farla diventare un lavoro. Il basket ti insegna il sacrificio, il lavoro costante e quotidiano per avere dei risultati magari a distanza di anni, la pazienza di condividere e convivere con persone che per un periodo diventano la tua famiglia. Ti insegna la capacità di credere in un sogno comune, di metterti a disposizione del gruppo per arrivare il più lontano possibile. Ti insegna la diversità delle persone, ti insegna ad apprezzarne difetti e pregi, ad ascoltare e a parlare. Ti insegna a comunicare, il rispetto del lavoro, la perseveranza, a non mollare mai. Mi ha lasciato persone importanti, ricordi indelebili. È pazzesco provare ad immaginare un agosto senza preparazione atletica… L’unico modo per renderlo reale sarà viverlo, e non sarà per nulla semplice».

La società avrebbe voluto affidarti il ruolo di Responsabile Tecnico del Minibasket, anche se poi l’ipotesi non si è potuta concretizzare per i tuoi impegni di lavoro…
«Sono davvero molto dispiaciuta di aver dovuto rinunciare a questo progetto, che trovavo entusiasmante. Voglio comunque restare all’interno della società e aiutare per come mi è possibile, perciò quando avrò più chiari gli impegni lavorativi farò in modo di supportare anche il minibasket in base al tempo che avrò. Ritengo comunque una grande fortuna avere un lavoro che mi piace, all’Asilo Nido Aziendale dell’Ulss a Vicenza. Abbiamo riaperto a metà giugno, con regole ferree e meno bambini, ma aver avuto la possibilità di tornare da loro mi ha riempita di gioia. I bimbi piccoli sono fantastici, cambiano di giorno in giorno e la loro spontaneità a volte è disarmante, ma ti tengono sempre ancorata alla speranza. Mi fa bene stare con loro».

Hai già ricoperto il ruolo di istruttrice a San Martino qualche anno fa, e proprio così hai conosciuto il tuo futuro marito Daniele. Tornare nel mondo minibasket era nel destino?
«È vero, il minibasket a San Martino mi ha fatto un regalo grande, mio marito. Adoro i bambini, e saranno sempre parte della mia pallacanestro. Sicuramente la possibilità di tornare dove tutto è iniziato non potrebbe che farmi piacere. Mio marito è stato un altro regalo che la pallacanestro ha deciso di farmi».

Un messaggio per chiudere?
«Voglio dire un grande grazie a tutte quelle persone che non nominerò per non rischiare di dimenticare nessuno, ma che ho nel mio cuore. Per tutto quello che hanno fatto per me, per tutto quello che abbiamo condiviso, per tutto quello che abbiamo vissuto. Voglio ringraziare la mia famiglia e mio marito per avermi sempre supportata e sostenuta, soprattutto nei momenti meno felici. Ringrazio tutte le società che mi hanno dato l’onore di vestire la loro maglia, e di contribuire a creare un pezzo di storia. Voglio inoltre ringraziare tutti gli staff medico/sanitari che in questi anni mi hanno curata e fatta tornare in campo anche dopo gli infortuni più gravi. Grazie anche a quelle persone che nelle società lavorano dietro le quinte, e con le quali non è mai mancata occasione di scambiarsi un sorriso. Ringrazio gli allenatori che hanno investito del tempo su di me, per farmi migliorare e farmi crescere. Grazie a chi ha creduto in me. Ringrazio le compagne di squadra che ho avuto, grazie per avermi sopportata in questi anni. Ringrazio i tifosi per il sostegno che mi hanno sempre dimostrato, e per essere stati il sesto uomo in campo. Spero di aver portato gioia e allegria, di essere riuscita nel mio piccolo a lottare sempre, di essere stata una buona compagna di squadra. Lascio una parte di me, della mia vita, mi scendono le lacrime perché mi mancherà come l’aria. Mi mancheranno le sere in palestra fino a tardi, le sgridate dei miei allenatori, le risate con gli addetti ai lavori, le chiacchiere con i tifosi, le trasferte in pullman e quelle in aereo, mi mancherà il pranzo prepartita, mi mancherà l’adrenalina prepartita, mi mancheranno le mie compagne, mi mancherà la mia quotidianità. Mi manca già ora. Ma sono felice, molto felice. Perché dopo questi anni ho molti ricordi da rivivere, ho alcune persone che hanno deciso di fermarsi nella mia vita per renderla unica e piena di colori. Ringrazio la pallacanestro per essere stata un’ottima compagna di vita. Viaggerò sempre, d’ora in poi, con la consapevolezza che sarà per sempre. GRAZIE».

Anche se sarebbe stato un piacere continuare ad ammirare Martina sul terreno di gioco, sapere che in un modo o nell’altro continuerà a far parte della famiglia Lupebasket è una bella soddisfazione, come spiega il presidente Vittorio Giuriati«In questi due anni Martina è stata una dolce riscoperta. Nel 2014, dopo un anno da matricola in A1 che fu difficile per tutti, decidemmo di puntare ancora su Abignente come coach e a quel punto diverse ragazze, tra cui anche lei, fecero scelte diverse. Non ne faccio una colpa a nessuna, sia chiaro: nessuno di noi aveva la verità in mano. Quando quattro anni dopo Martina si è riproposta, l’ho considerata una grande opportunità. Il tempo mitiga le cose, i rapporti si ricostruiscono. Lei aveva una grande voglia di riscatto, si è messa a disposizione e noi abbiamo fatto lo stesso. Il risultato è stata una stagione super. Senza tutti quegli incidenti, compreso il suo durante la semifinale con Schio, resto convinto che avremmo potuto giocarci le nostre chance per il titolo. E anche nell’ultimo campionato ci ha dato una mano importante, rientrando proprio da quel pesante infortunio. Ormai la considero una sanmartinara “doc”, e anche per questo abbiamo voluto offrirle un ruolo importante come quello di Responsabile Tecnico. Ci dispiace che l’ipotesi non si sia potuta concretizzare, ma sono sicuro che Martina sarà comunque una risorsa importante per il nostro settore Minibasket».

 

 

Uff stampa Lupebasket

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy