A1 – Cinili in diretta Instagram LBF: “Schio si deve ancora formare appieno, ma ha grandi potenzialità”

Le parole di Cinili.

di La Redazione

Nella rubrica “1VS1” Lega Basket Femminile alla scoperta delle protagoniste del campionato. Dopo la trecentesima presenza in Serie A1 di domenica scorsa, Sabrina Cinili si racconta ai microfoni di Mary Sbrissa. Abbiamo conversato con il capitano Azzurro in diretta Instagram, ecco le sue parole.

Complimenti per le 300 presenze in Serie A1! Come ti fanno sentire?
Sicuramente un po’ più vecchia! (ride, ndr) Però è un bel traguardo, anche inaspettato perchè onestamente non le stavo contando: poi un giorno ho saputo e la cosa mi ha un po’ sorpreso.

Per te è una stagione importante, questa seconda a Schio, in cui però stai tirando con il tuo massimo in carriera da due, il 55%.
Non sapevo di questo dato, posso ipotizzare che sia tale perchè prendo un numero di tiri inferiore ad altre stagioni, però è una bella soddisfazione. Una considerazione positiva che si può fare è anche che con l’età impari a selezionare meglio i tiri, a prendere conclusioni più ad alta percentuale.

In nazionale sei stata la giocatrice più utilizzata durante la bolla di Riga, che è andata molto bene. Te l’aspettavi?
No, anzi il minutaggio che avrei avuto è stato l’ultimo dei miei pensieri, più che altro pensavo al cambiamento nel gruppo, un po’ c’era il timore che non funzionasse. Però devo dire che è stato bellissimo vedere la coesione e la chimica che si è creata tra noi in quei giorni, sembrava giocassimo insieme da anni. La nazionale mi regala sempre alcune tra le sensazioni più belle in assoluto.

A proposito, abbiamo anche visto le vostre reazioni al video con le bambine del minibasket protagoniste, tu lì ti sei commossa…
Non ero l’unica, però nel video hanno preso me! A parte gli scherzi, è stato emozionante vedere la gioia negli occhi di quelle bambine, forse vedere qualcosa del genere è persino servito più a noi che a loro. Ci ha ricordato quanto le giovani ci seguono e che punto di riferimento siamo per loro, spesso ce lo dimentichiamo…invece sono loro che ci danno una spinta enorme, importante. Le ringrazio tutte, perchè un po’ di spinta per vincere queste partite ce l’hanno data anche loro.

Domani uno scontro generazionale, contro Costa Masnaga. Come lo affrontate?
La differenza di età tra le due squadre non vuole dire necessariamente che prenderemo la partita sottogamba. Ci stiamo preparando dal giorno successivo alla sconfitta contro Ragusa, quest’anno abbiamo più tempo per preparare le partite di campionato, dato che l’Eurolega ha impegni meno pressanti, quindi abbiamo la possibilità di prepararci meglio a ogni appuntamento. Affronteremo questa sfida con la massima serietà e concentrazione.

La “bolla” di Euroleague Women forse vi ha dato un po’ consapevolezza nei vostri mezzi.
La squadra forse si deve ancora completamente formare, da poco abbiamo ritrovato Francesca (Dotto, ndr) e anche per quanto riguarda l’inserimento di Achonwa abbiamo dovuto lavorare in corsa sul nostro gioco, quindi è stato tutto più macchinoso. Nella “bolla” di Girona non abbiamo giocato male, ma avremmo potuto evitare alcuni errori: credo che la squadra non stia ancora esprimendo al 100% tutte le sue grandi potenzialità, a Schio sicuramente ci rifaremo, potendo contare anche sulla possibilità di giocare in casa.

Sei una giocatrice che può giocare in tutti i ruoli dal 2 al 4, ce n’è uno che preferisci?
Dipende dalle squadre…A me piace molto esser coinvolta nel gioco, in nazionale sono più coinvolta giocando da 3 e da 4, a Schio forse siè più “dentro il gioco” da 4, dipende. Complessivamente mi piace correre, giocare per le mie compagne ed esser d’aiuto. Qualunque ruolo in cui posso esser d’aiuto è il mio preferito.

Da giovane, considerata anche la tua altezza, ti hanno subito fatto giocare in post o sei cresciuta sempre come esterna?
Molto spesso facevo il 4, ma spalle a canestro non sono mai andata molto. Ho avuto la possibilità di avere alcuni allenatori come Gabriele Diotallevi o Lorenzo Serventi che appena arrivata in Serie A mi hanno subito utilizzato anche da guardia. Gli allenamenti li facevo sempre e solo da guardia, ed è lì dove impari di più e affini il tuo bagaglio tecnico.

C’è qualche partita della tua carriera che ricordi con maggiore emozione?
D’istinto mi viene da pensare alla partita persa proprio contro Schio in Finale Scudetto, quando giocavo a Ragusa. Un incontro che mi ha fatto pensare tanto anche sullo sport in generale, avevo anche pensato di smettere di giocare per la delusione. Poi però non l’ho fatto e quella gara mi ha spinto a fare di più per provare a vincere qualcosa, magari proprio qui a Schio.

Come vedi il reparto lunghe della nazionale con prospetti come Andrè, Keys o Cubaj?
Cubaj è un’ottima aggiunta, Keys e Andrè sono già da qualche anno con noi, lei potrebbe aiutare la chiusura di quel ruolo. Con tutte e tre abbiamo un ottimo bagaglio, bisogna vedere se verranno utilizzate al meglio delle proprie potenzialità, le capacità ci sono e loro sono ragazze molto intelligenti, con un fisico pazzesco e che conoscono il gioco.

Quali sono i tuoi traguardi personali per questa stagione e dove pensi di poter ancora migliorare da un punto di vista tecnico?
Con coach Vincent e il suo staff stiamo lavorando sull’esser un po’ più presente e attiva, lavorando sui particolari. In difesa voglio migliorarmi sulla mia presenza difensiva sul lato debole, mentre in attacco mi sto allenando principalemente sul pick and roll. In generale, dal coach sto imparando che in qualunque situazione di gioco, anche quelle in cui sei meno coinvolta, c’è sempre qualcosa da fare per aiutare la squadra.

Parlaci un po’ dell’iniziativa in collaborazione con “Make-a-Wish” che in questi giorni mette all’asta la tua canotta della nazionale.
Quest’iniziativa delle maglie all’asta per “Make-a-Wish” nasce dall’agenzia dei miei procuratori “More”, poi si è deciso di espanderla anche alle giocatrici non appartenenti all’agenzia. Abbiamo instaurato questa collaborazione perchè volevamo sfruttare il nostro seguito per contribuire nel sociale, avverando i desideri di ragazzi che soffrono di patologie gravi. I tifosi ci sono sempre accanto, ci danno supporto da sempre, noi volevamo restituirlo facendo del bene per chi ha più bisogno di noi.

In questo momento la mia maglietta della nazionale è all’asta, e tutto il ricavato verrà donato a un ragazzo di 19 anni che ha il sogno di andare coi suoi genitori ad Amsterdam, cosa che non è mai riuscito a fare vista la sua malattia e la situazione poco stabile in cui si trova. Questo viaggio rappresenta un nuovo inizio nella sua vita, abbiamo scelto il suo sogno proprio per questo.

Area Comunicazione LBF

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