A1 – Il cuore non basta alla Saces: sconfitta in casa di Ragusa 56 – 46

di Gaia Martignetti, @GaiaMartignetti

 

Sfiora il miracolo la Saces sul campo della prima in classifica Ragusa: domina i primi due quarti, per poi cedere il passo alla capolista per 56 – 46. La prima panchina ufficiale del CT della Nazionale maggiore alla guida della compagine napoletana, vede Ricchini sfidare il collega Molino, allenatore dell’Under 20. Un derby “azzurro” affidato per la Saces a Macaulay, Pastore, Fassina, Tognalini e alla portoghese Andrade e a cui la Passalacqua Ragusa, risponde con i centimetri della Pierson, Walker, Cinili, Gorini e Ivezic. È proprio la guardia croata a infiammare il PalaMinardi con una tripla che bacia la retina, chiarendo alla Saces, qualora fosse necessario, che non è casuale l’imbattibilità di Ragusa in campionato. Ma Napoli non è la stessa delle ultime partite: la cura Ricchini sembra fare effetto. Dopo tre minuti, complice un parziale di 5 punti della Fassina la Saces conduce i giochi per 4 -5. Le squadre passano la prima metà del quarto a studiarsi, con la Saces impeccabile in difesa e imprecisa sotto canestro. Al quarto minuto Pastore disegna una parabola da antologia cestistica portando la Saces sul +3. Ragusa è in evidente affanno, le partenopee sono sempre sulla traiettoria dei passaggi avversari. A 2.18 dalla fine Pastore lascia il campo per far spazio a Striulli, che entra subito in partita: ruba palla in difesa, imposta un ottimo contropiede vanificato dall’imprecisione di Macaulay, che Ricchini sostituisce con Dacic. La Saces, contro ogni pronostico, conduce la gara costringendo le siciliane a una serie fallimentare di tiri da fuori. A 1.42 dalla fine, la Ivezic replica al canestro della solita Striulli, con una pregevole finta nell’area dei 3 secondi. Napoli termina il primo quarto in vantaggio per 7 – 12, grazie a una Striulli in grande spolvero, e a una Fassina ispiratissima che sugella la prima frazione di gara con un tap-in, su assist di Striulli.

L’inizio del secondo quarto è caratterizzato da pesanti contestazioni arbitrali da parte del pubblico di casa, indirizzate alla terna arbitrale, spesso insicura sulle decisioni di gara. I primi due minuti passano con le rispettive retine inviolate e la solita Saces imprecisa sotto canestro. Bisogna aspettare un tiro libero di Walker e un canestro della portoghese Andrade perché entrambe le squadre entrino a referto. Grazie all’agilità di Striulli la Saces conduce i giochi per 8 – 16; frutto di una zone press altissima e delle continue rotazioni di coach Riccheti, che costringono le siciliane a rifugiarsi nei tiri da fuori di Gorini. Ragusa fatica ma quando, raramente, trova spazio è implacabile. Ma la Saces c’è, e sta regalando al campionato il quarto che nessuno si aspettava. Sull’ 11 – 16, Ricchini da fiducia a Striulli, vero uomo in più della squadra napoletana, e punta deciso su Bocchetti e Fassina. Nonostante la buona prestazione delle partenopee, Ragusa fa registrare un parziale di 7 -2 a 3.10 che, grazie al capitano, Mauriello, si trasforma in un -1 che fa tremare la Saces. Una serie di errori fatali riporta la Saces indietro di almeno tre partite, quando i singoli erano costretti a prestazioni maiuscole per salvare la squadra. È infatti Bocchetti a salvare il vantaggio donando un po’ di fiato alle sue, portando il punteggio sul 17 – 21 a 2 minuti dalla fine, incrementando il vantaggio con la seconda tripla consecutiva, a cui risponde Gorini con una canestro che mantiene le siciliane sul -4. Macaulay, complice la solita imprecisione, vanifica gli sforzi delle compagne di uscire da un possibile harakiri. A 30 secondi dalla fine, sembra tornare in auge lo psicodramma di Orvieto: Mauriello non sbaglia dalla lunetta e porta Ragusa sul -2. A 15 secondi dalla fine Ricchini chiama time out, ma è tutto inutile. Dacic si fa chiamare fallo di sfondamento, regalando il tiro del possibile pareggio, che le siciliane non sfruttano a pieno.

L’intervallo non giova alle partenopee , che rispondono al quintetto di partenza delle siciliane con Bocchetti, Andrade, Pastore, Fassina e Macaulay che concedono subito il pareggio alle avversarie. La Pierson sembra essere tornata la 2 volte vincitrice del WNBA, rispondendo punto a punto ad Andrade e Macaulay. Il ritmo della gara è serratissimo, con continui cambi di fronte, con Ivezic sugli scudi che porta in vantaggio Ragusa con una tripla pesantissima. La Saces, grazie a Macaulay, riesce a tenere il passo, ma fatica vistosamente. Le siciliane costringono la Saces a chiudersi in difesa con la Gorini che a 4.15 dalla fine lascia Striulli sul posto con una finta e va indisturbata a tirare. A 3.44 Ricchetti fa entrare Pastore per Andrade, cercando di arginare Ragusa con l’aiuto di due play in campo. Ma l’ennesima palla persa di Macaulay consente alla Piersol di portare il punteggio sul 37 – 32. Ragusa è finalmente entrata in partita, e soltanto la tenacia della Striulli permette a Napoli di mantenersi a una distanza di 3 punti. Tocca stavolta a Gorini punire la zone press avversaria con la tripla del 40 – 35. La Saces lotta per non far scappare le avversarie, ma il gap tecnico è tutto schierato in campo, esplicato nell’imprecisione di Pastore dalla lunetta, che a 2.14 fotografa il momento delle napoletane. A 2 minuti dalla fine, le squadre si allungano, mostrando i limiti difensivi della Saces che riesce comunque a fare miracoli. Il colmo lo si registra alla sirena: la Saces consegna a Ivezic la tripla del + 10, vanificando il lavoro di Striulli che non basta alle napoletane per evitare il 47 – 37 finale.

La storia dell’ultimo quarto sembra già scritta, con Andrade, Striulli, Dacic, Pastore e Macaulay che non riescono a entra subito in clima remuntada. Ragusa si porta sul +12 grazie a due liberi della Nadalin a cui risponde Pastore con un 3/3 dalla lunetta. La Saces a – 9 torna a sperare, prendendo coraggio. È la Walker a distruggere i sogni di rimonta della Saces, che non issa bandiera bianca nonostante la costante e deleterea imprecisione sotto canestro. Ricchini schiera le sue in una zone press 2-3 che mette in difficoltà Ragusa che, complice un’Andrade ritrovata, vede diminuire il proprio vantaggio a 7 punti a 7.04. Ragusa è vicina al disastro: pasticcia sotto canestro e dopo quattro rimbalzi persi consegna alla Saces la palla per il -5, che Andrade, a metà quarto, sbaglia. Inizia una storia a parte al PalaMinardi, fatta di imprecisioni da ambo le parti, che trasformano, a 4.55 minuti, la partita in un incubo. La palla diventa incandescente, ogni azione potrebbe condannare alla sconfitta una delle due squadre. Dopo quattro minuti di silenzio a referto, è la Walker a rompere l’incantesimo, con la tripla del +10, a cui risponde Macaulay, tenendo le sue aggrappate al -8. Ragusa sbaglia una serie di tiri liberi in movimento, compensando con un numero impressionante di rimbalzi. La storia della partita è tutta qui, nell’evoluzione del rimbalzo offensivo: 10 della Saces, contro i 15 delle siciliane. A 1.20 dalla fine, sul 54 – 46, Ricchini chiama il time –out, schierando una difesa altissima pronta al tutto per tutto. Ragusa, chiamata alla sola gestione del risultato, rischia in più di un’occasione la riapertura della partita, complici Bocchetti e Pastore imprecise nel momento cruciale. La Pierson segna il definitivo +10, lasciando che Walker, a fil di sirena, tenti il tiro dalla metà campo. La Saces esce a testa alta dal campo della prima in classifica, Ragusa, a pari punti con Schio vincente sul campo di Battipaglia. Le napoletane, seppur ultime in classifica, si presentano in piena ripresa alla difficile sfida casalinga con Umana Venezia. Ragusa farà invece visita all’Umbertide, vittoriosa sul campo del C.U.S. Cagliari.

Passalacqua Ragusa – Saces Mapei Dike Napoli: 56 – 46 (7 – 12; 22 -24; 47 -37)

Passalacqua Ragusa: Ivezic 12, Gorini 12, Cinili 4, Mauriello 4, Galbiati 4, Walker 12, Gonzales 0, Nadalin 4, Saggese n.e., Sorrentino n.e., Valerio n.e., Pierson 8

Saces Mapei Dike Napoli: Fassina 7, Tognalini 2, Mitongu 0, Andrade 8, Bocchetti 6, Dacic 0, Pastore 7, Visone n.e., Macaulay 8, Striulli 8

MVP: Ivezic

Arbitri: Salustri, Buttinelli, Bellamio

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