A2- Geas contro Progresso analizzata da coach Pirola e Mario Castelli

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Manca davvero poco. Sabato 3 giugno parleranno solo loro, in campo: le giocatrici e i rispettivi staff tecnici. Ma dobbiamo far trascorrere le ultime ore di attesa prima di Geas-Progresso Bologna, spareggio d’andata per la promozione in A1. Così abbiamo pensato di dare la parola a due esperti, per aiutarci a conoscere meglio le prospettive e le possibili chiavi di questa sfida.Il primo è Gabriele Pirola, coach di Costamasnaga, che ha una particolarità: è l’unico allenatore dell’A2 di quest’anno ad aver totalizzato più vittorie che sconfitte contro le due finaliste. Ha infatti battuto Bologna nella finale di Coppa Italia e ha impattato 1-1 col Geas nelle due sfide di campionato. Il secondo è Mario Castelli, telecronista sportivo, presenza frequente sulle tribune del PalaNat. L’abbiamo sentito perché sabato scorso si è recato a Bologna ad assistere a gara-3 della serie di semifinale che ha qualificato la Matteiplast ai danni di Vicenza. Quindi ha potuto valutare da vicino la condizione attuale dell’avversaria del Geas, ma anche l’ambiente in cui si giocherà la partita di ritorno, il palazzetto bolognese.
 
– COACH PIROLA, se dovesse presentare al Geas le caratteristiche di Bologna, che cosa direbbe?
«Bologna è una squadra molto emotiva e al contempo forte caratterialmente. Da una parte non devi lasciarle accendere, dall’altra non puoi aspettarti che molleranno mai. L’hanno dimostrato durante l’arco dell’anno superando vari esami importanti e non scontati, ultimo esempio la difficile serie con Vicenza. Sono 10 giocatrici capaci ed esperte. Difensivamente aspettano il momento buono per strangolarti, invitandoti a soluzioni che poi sfruttano a proprio favore. Se in quel momento ti fai prendere dalla fretta e dal nervosismo, non hai scampo.»
 
– Come dicevamo nell’introduzione, voi di Costa avete battuto sia Geas sia Bologna. Qual è il segreto per sconfiggere queste due grandi squadre, o almeno come ci siete riusciti voi?
«Sono state due partite molto diverse. Col Geas all’andata è stata una partita disordinata e nervosa da ambo le parti. Noi giocavamo senza il play titolare Baldelli. Abbiamo prevalso in virtù di alcune scelte: non volevamo far eseguire alle sestesi i loro giochi come squadra. Ma anche e soprattutto grazie alla verve, voglia, necessità, che nel finale ci ha aiutato a fare più canestro di loro.
Con Bologna è stata una finale. Giocata in casa. Per noi senza straniera e guardia titolare. Ma c’era una convinzione di poterlo fare che ha portato la squadra a salire di livello, varcando quella soglia che ti permette di fare qualsiasi cosa con successo, anche nei momenti difficili (eravamo a -9 all’inizio e poteva finire subito la partita). Ci hanno aiutato molto alcune scelte tattiche, come quella di prendere l’inerzia a rimbalzo offensivo e non attaccare verso il fondo ma cercando il centro. Gestendo la palla in questo modo abbiamo aperto bene la ‘scatola’, preso tiri aperti, perso pochi palloni e limitato il loro contropiede da palla rubata».
 
– Quali caratteristiche del Geas possono mettere in difficoltà Bologna e viceversa?
«Credo che difensivamente il Geas si accoppi a Bologna meglio che nel caso opposto. Se riescono a tenerle 1 contro 1 un po’ più di quanto loro sono abituate a fare, le rossonere hanno buone possibilità di far perdere fluidità alle avversarie. E poi Sesto ha giocatrici in grado di capire come attaccare. Facendolo con equilibrio eviterebbe di mandare in gas le avversarie, e questo aspetto vale metà partita.»
 
– Quanto incideranno elementi extra-tecnici come la stanchezza, il caldo, il fattore campo?
«Il fattore campo si è dimostrato decisivo nella parte di tabellone vinta da Bologna. Una certa incidenza quindi l’avrà. Caldo e stanchezza potrebbero giocare a favore della Matteiplast se la partita si alzasse di ritmi. Questo aspetto sarà determinante.»
 
– Sfidando la scaramanzia le chiediamo: su chi scommetterebbe?
«Direi Geas. Per due motivi. Il primo: come dicevo prima, credo che difensivamente si accoppi meglio e offensivamente possa far valere degli 1 vs 1 difficili da gestire per Bologna. Secondo motivo: hanno avuto più possibilità di centellinare le energie in queste settimane, facendo sempre 2-0 contro tutti 2-1 per Bologna, e arrivare in forma al momento clou.»

– MARIO CASTELLI: le due teste di serie sono arrivate fino in fondo, ma non allo stesso modo.
«Vero. Prima contro prima: i due tabelloni-playoff hanno rispettato le gerarchie maturate in regular season. Le due squadre però arrivano a questa finalissima con stati d’animo differenti: se per Sesto è stato tutto quasi fin troppo facile (6 vittorie in 6 partite, tutte con uno scarto in doppia cifra), al contrario la vita per Bologna è sempre stata durissima. In tutte e tre le serie disputate, la Matteiplast si è ritrovata a dover vincere in gara-3, appigliandosi al proprio fattore campo.»
 
– Quindi hai potuto constatare di persona che questo fattore ambientale pesa.
«Direi proprio di sì. Anche nella sfida decisiva contro Vicenza, è stato il calore (metaforico ma anche atmosferico) del Cierrebi – storico centro sportivo bolognese che sarebbe dovuto chiudere il 31 maggio, ma che ha ricevuto una deroga di 10 giorni proprio per poter ospitare queste finali, prima di essere abbattuto – a trascinare alla rimonta la squadra emiliana. Con un vantaggio di 9 punti in una partita a basso punteggio, il match sembrava saldamente in pugno a Vicenza. Ma quel punto Bologna, trascinata dal proprio pubblico e dalla profondità del proprio organico (tenete conto che il Progresso ruota ben 11 giocatrici), è riuscita a rimontare un punticino alla volta, fino a ritrovarsi sotto di 1 a circa 40” dalla fine. Perso il pallone su una rimessa in attacco, le biancoblù però non si sono lasciate andare allo sconforto ma hanno provato una pressione che nel giro di pochi secondi le ha portate a recuperare il pallone e segnare il canestro decisivo in uno contro zero con Chiara Mini a circa 30 secondi dalla sirena, prima di costringere Vicenza ad un errore al tiro nell’azione successiva.
 
– Effetto-casa, profondità… cos’altro deve temere il Geas della Matteiplast?
«Salta all’occhio la tendenza a non mollare mai e continuare a crederci in ogni momento, grazie alla fiducia derivante da una stagione di molto superiore alle aspettative, e dalla possibilità di contare su tante protagoniste diverse per cambiare una partita: Mini prima del canestro della vittoria non aveva ancora trovato il bersaglio dal campo. Bologna cioè non ha bisogno che questa o quella giocatrice in particolare siano in serata dall’inizio alla fine. Da aggiungere anche l’unità del gruppo e il sostegno incessante del pubblico, che amplificano nelle giocatrici la sensazione di essere una “squadra in missione”, garantendo così la forza psicologica per trovare energie e volontà insperate. Per questo il Geas dovrà stare attento per 80 minuti su 80 e non rilassarsi anche in caso di risultato positivo nel match di andata, perché il campo ha dimostrato che quest’anno contro il Progresso può davvero accadere di tutto.»
 
Ufficio Stampa Geas

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