A2- Giunzioni risveglia Carugate, primo successo stagionale per le lombarde

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Spalle al muro, Carugate risponde forte e chiaro. Se nelle prime 3 giornate altrettante sconfitte, senza sfigurare, con le “big” Geas, Genova e Torino certo non soddisfacevano ma erano messe in conto, ora era obbligatorio battere Selargius, diretta avversaria. Un k.o. voleva dire 0 punti in 4 giornate, e soprattutto un -6 dalle cagliaritane, cioè una mezza condanna anticipata alla “poule salvezza”: complicato, nelle 10 giornate rimanenti, ricucire lo strappo, con l’aggravante di giocare il ritorno nell’ostico fortino rivale.
E Carugate ha avuto carattere. Tanto più che la squadra di Cesari ha dovuto fare a meno di Frantini, la sua miglior marcatrice nelle prime 3 giornate, k.o. nel 2° quarto per una distorsione alla caviglia. Frantini peraltro sin lì marcata tosta da Rozenberga e tenuta a 3 punti con 1/7. A sua volta però l’ala lèttone era ingabbiata dalla zona di casa: chiuderà con un misero 0/4 dal campo per 1 punto, lei che ne aveva 20 di media.
Insomma, ti aspetti il duello Frantini-Rozenberga e invece la scena se la prende tutta Claudia Giunzioni: strepitosa, 27 punti e 35 di valutazione con triple, entrate, rimbalzi in attacco, contropiedi lanciati dalle compagne o anche costruiti dal nulla con intercetti di pura reattività. Record-carriera nei campionati nazionali per l’esterna ex Sanga e Valmadrera, tanto che il suo antico maestro Franz Pinotti, in tribuna a studiare in vista del futuro derby milanese, canta orgoglioso: “L’ho inventata io”.
Non solo Giunzioni, ovviamente, nella vittoria di Carugate, ma anche una Stabile di personalità e punti (14), una Casartelli fattore in più nella ripresa (10, tutti dopo l’intervallo) e tanta applicazione da parte di tutte: le lezioni apprese dalle “big” nelle prime 3 giornate sono state messe in pratica dalle debuttanti di coach Cesari contro avversarie più abbordabili. I 18 rimbalzi in attacco sono stati fondamentali, soprattutto nel 1° tempo, compensando i tanti errori al tiro e le palle perse (comunque limitate nella ripresa). Altrimenti Selargius, che, pur non riuscendo a sgabbiare Rozenberga dalla zona, aveva spazi per colpire dall’arco (5/8 all’intervallo), avrebbe potuto prendere il controllo delle operazioni.
Invece il primo break è stato di Carugate con “super-Giunzi” (tripla e contropiede più aggiuntivo per il 33-25); Selargius ha replicato con Lussu e Rosellini (35-34 al 20′), ma il nuovo allungo nel 3° quarto, ancora con Giunzioni (già a 25 dopo 30 minuti con 6/7 da 2, 3/6 da 3 e 4/6 ai liberi…) e una difesa che ha tenuto le sarde a 7 punti (sfruttata pochissimo da parte delle ospiti la teorica supremazia in area, tra Di Costanzo, Dell’Olio e appunto Rozenberga), è stato quello decisivo (52-41 al 30’su tripla da metà campo di Giunzioni, sempre lei).
Nell’ultimo quarto, senza Frantini e con l’inevitabile stanchezza delle altre per il notevole sforzo energetico, la Castel è andata in crisi offensiva venendo riavvicinata (54-50 al 35′). Ma era Casartelli, insieme alla determinazione del collettivo, a propiziare il contro-break della sicurezza (6-0 negli ultimi 3′). Esulta il pubblico di casa per la prima vittoria in A2 dopo 6 anni: 62-51.
E ora la lotta per il quarto posto nel girone A è davvero un calderone, con Broni e Selargius a 2 vinte-2 perse, Sanga e Carugate a 1-3 (e Alghero che dà comunque segnali di competitività), ma anche calendari più agevoli di qui a fine andata per le due milanesi all’inseguimento.
CARUGATE – SAN SALVATORE SELARGIUS 62-51
Castel Carugate: Casartelli 10, Cagner, Stabile 14, De Gianni 3, Robustelli 1, Giunzioni 27, Cerizza ne, Frantini 3, Colombo 2, Minervino 2, Gastaldi ne.   Allenatore. Luigi Cesari
Basket San Salvatore: Rozenberga 2, De Pasquale 1, Lussu 14, Angius ne, Rosellini 16, Astero ne, Palmas , Tinti 2, Di Costanzo 11, Dell’Olio 5.   Allenatore. Fabrizio Staico
Arbitri: Ivan Battisacco e Fabrizio Suriano di Torino.
Parziali: 17-17;  35-34; 52-41;  62-51
 

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