A2 – Umbertide: a tu per tu con Giulia Prosperi

A2 – Umbertide: a tu per tu con Giulia Prosperi

Le parole di Prosperi.

di La Redazione

Giulia Prosperi è una delle giocatrici che faranno parte del roster della PF Umbertide per la stagione 2018-2019 di serie A2. Oggi si presenta alla città ed al popolo bianco-azzurro.

Cosa ha fatto pendere la bilancia in favore di Umbertide?

Fin da subito sono stata interessata all’idea di venire ad Umbertide, mi è sempre piaciuta l’idea di creare una squadra di giovani che possono sicuramente crescere molto e creare quella che è la vera coesione di un gruppo. In più le parole di Laura Gelfusa, capitano del San Raffaele, che ha trascorso molti anni ad Umbertide lasciandoci un pezzo di cuore, mi hanno affascinata, l’ambiente accogliente e pieno di possibilità cestistiche mi ha fatto capire che potrebbe essere e sono convinta che sarà davvero una grande esperienza per me, sotto il punto di vista umano e cestistico. In più la possibilità di poter continuare a studiare all’università della sapienza di Roma è sicuramente una grande occasione perché ci tengo molto ad essere anche una studentessa oltre che una giocatrice.
Devo dire che non vedo l’ora di cominciare questa stagione e vivere a pieno tutto quello che mi aspetterà.

Cosa chiedi al prossimo campionato visto che conosci abbastanza bene la categoria?

Sicuramente mi aspetto una stagione fatta di sacrifici, di tanti allenamenti, tanta testa sul campo e soprattutto tanto cuore, perché dalle esperienze che ho avuto, tutto ciò che ha sempre trascinato la società del San Raffaele è stato l’entusiasmo e spero davvero che questa stagione sia fatta di emozioni di un gruppo che ha voglia di vincere insieme.
Quindi posso dire che la mia più grande aspettativa va oltre il fattore tecnico, che ovviamente è fondamentale e sono convinta che ci sarà, ma quello in cui credo fermamente è l’entusiasmo, le emozioni non della singola giocatrice o staff ma del gruppo in quanto tale.

Vieni dalla scuderia di Coach D’Antoni che per noi è sempre stato un punto di riferimento, oltre che stimato, nel panorama nazionale. Anche per te è stato fondamentale?

Coach D’Antoni è stato sicuramente un allenatore ma soprattutto una persona fondamentale per la mia crescita cestistica e personale. Mi ha vista crescere già da quando ero una bambina che si agitava sugli spalti mentre la madre era in campo. Spesso ha dei modi molto bruschi, ma tutto ciò che fa è in funzione del bene infinito che vuole ad ogni giocatrice. Mi ha aiutata a superare molti ostacoli, ed ogni volta che ho messo in dubbio le mie certezze mi ha aiutata a rinascere. Credo di dover nominare anche coach Diotallevi che in questi due anni mi ha portata ad essere la giocatrice e la persona che sono ora e non posso non ringraziarlo per tutto il lavoro fatto insieme, perché oltre che ad Amedeo anche a lui devo molto.

Bonafede, Cinili, Gelfusa, Castorani, Gorini, Sordi, Bolognesi ed altre. Di romane ne sono passate tante e tutte hanno lasciato un segno indelebile nella nostra città, sarai la prossima stella ?

Spero di lasciare il segno e come ho già detto, spero che questo segno sia soprattutto una spinta emotiva, un qualcosa che leghi la società e la città verso un unico obiettivo che è quello di trovare un equilibrio insieme che permetta di dare sempre quel qualcosa in più sul campo e fuori. Sono sicura che troverò un ambiente ricco di calore e questo sarà un incentivo a metterci tutta me stessa in quello che faccio.

Nel DNA dei tuo genitori scorre preponderante il gene basket, questo ti ha influenzato?

Sono cresciuta vedendo mia madre giocare e mio padre allenare e li ho visti perdere, ma soprattutto vincere, ho visto la promozione in serie A1 di mia madre nel 2006 e mi sono innamorata della felicità che ogni giocatrice e ogni persona sugli spalti stava vivendo in quel momento, ho visto mio padre salire sul podio con l’U19 della Virtus Roma e anche lì ho capito quanto questo sport possa regalarti soddisfazioni attraverso milioni di sacrifici. Ho provato molti sport da quando sono bambina ma questo è stato quello che più di tutti mi ha fatto capire quanto sia importante il concetto di squadra e quello di sacrificio per amore di questo sport.
Non è stato facile essere la figlia di due grandi stelle cestistiche, ma con il tempo sono riuscita a trovare una mia identità personale che mi differenzia da entrambi e il loro passato sportivo può essere solo un punto di riferimento per me.

Qual è il tuo modello di Giocatrice?

Il mio modello di giocatrice è sicuramente Brooque Williams, una giocatrice americana con cui ho giocato a Battipaglia. Oltre l’indiscusso talento che la contraddistingue l’ho vista lavorare duramente tutta la stagione, andare ore prima in palestra per fare individuale e trascinare il gruppo nei momenti di difficoltà. É una giocatrice che non smette mai di lavorare duramente e i risultati l’hanno fatta premiare miglior realizzatrice della stagione di A1 del 2014-2015. Mi ispiro alla sua voglia di sacrifici al suo voler fare sempre quel qualcosa in più che l ha portata a fare grandi cose in ogni partita.

Ringraziamo Giulia per la disponibilità e le inviamo un in bocca al lupo.

Uff.Stampa PF Umbertide

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy