A2- Una VelcoFin dalle polveri bagnate non dà scampo a Palermo

Vicenza espugna Palermo.

di La Redazione

MADDALENA VISION PALERMO – VELCOFIN VICENZA 37-61

MADDALENA VISION: Cerasola, Perseu 7 (1/1, 1/2), Ferretti 12 (5/10), Monaco (0/2, 0/2), Ferrara (0/1), Blazevic 10 (3/4, 1/2), Casiglia, M. Verona 6 (3/5), Ermito 2 (1/3), Davi, Cappelli. Tennenini ne All. M. Giordano

VELCOFIN: Diodati 3 (1/1 da 3), Pegoraro 4 (1/2, 0/1), Madonna 18 (3/5, 3/8), Caldaro (0/2), Stoppa 10 (2/4, 1/3), Jakovina 8 (4/14, 0/1), Nicolodi 9 (2/4, 0/1), Ferri 6 (2/2), Cappozzo, Pieropan 3 (0/2, 1/2). All. A. Corno

ARBITRI: S. Sciliberto di Messina e A.G. Giordano di Gela

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri da 2: M. Vision 13/26, VelcoFin 14/37. Tiri da 3: M. Vision 2/6, VelcoFin 6/18. Tiri liberi: M. Vision 5/6, VelcoFin 15/20. Rimbalzi: M. Vision 31 (6+25), VelcoFin 23 (11+12). Perse-Recuperate: M. Vision (23-11), VelcoFin (11-23). Assist: M. Vision 8, Velcofin 7. Parziali: 8-12; 14-12 (22-24); 6-18 (28-42); 9-19 (37-61).

PALERMO – Lo spettacolo? Non al PalaMangano e non questa sera, se è vero che Maddalena Vision e VelcoFin – abbarbicate agli opposti poli della graduatoria – hanno fatto di tutto per dimostrare che giocare a pallacanestro non significa, necessariamente, buttarla dentro. Già, perché i numeri – che certo non dicono tutto ma, nel caso specifico, abbastanza – raccontano di due squadre dalle polveri bagnate, soprattutto nella prima frazione, che le padrone di casa chiudono con un desolante 3/11 da 2 e le viaggianti con un altrettanto mortificante 3/10: ai quali va aggiunto, per entrambe, lo 0/2 dall’arco. Un esempio? Tina Jakovina: la “cecchina” di casa Vicenza frusta la retina solo al 7′ della terza frazione, firmando il +8 che innalza le biancorosse al 26-34 e cancellando lo 0 alla voce realizzati su 10 tentativi.

La partita? Nervosa, a strappi, decisa in gran parte nel terzo periodo, quando Vicenza concede solo 6 punti alle siciliane e confeziona due parziali che le permettono di guadagnare l’ultimo miniriposo con 14 lunghezze di vantaggio, e condizionata anche dai secondi tiri meritati da Ferri &C. e da una più attenta gestione dei possessi: che, tradotto, significa bilancio positivo tra perse e recuperate.

VelcoFin si presenta con l’ormai abituale quintetto che vuole Pegoraro in regia, Madonna nel preferito spot di guardia, Stoppa da ala piccola più Jakovina e Nicolodi ad alternarsi nel presidio del pitturato. Palermo risponde lasciando a sedere Ferretti e Perseu che, una volta chiamate sul legno, faranno la voce grossa regalando oltre metà del bottino totale di casa. Il tempo per un canestro di Verona e la Corno-band assesta il primo strappo (0-10) al canovaccio della partita, capitalizzando i viaggi in lunetta più che le soluzioni dal campo, dove la giornata di Tina – comunque utilissima sotto i tabelloni – si annuncia di imprevedibile sofferenza. La seconda frazione vive sul continuo tira e molla: il trepunti di Perseu avvicina la Maddalena Vision (11-14 al 4′) e Pegoraro l’allontana, prima che il tracciante di Pieropan (unico personale e primo per le beriche) metta assieme l’1-6 esterno che vale il 13-19 a metà del quarto. Blazevic più 4 di Ferretti – rintuzzati da Ferri – issano le biancoazzurre al 19-21 del 19′: l’and1 dell’ala croata e la tripla di Stoppa mandano tutti al riposo. L’apertura del terzo tempino saluta i 4 di Madonna che trova risposte da Ferretti e Ermito (26-29), entra Diodati ed è subito 26-32 con soluzione dai 6.75. Finalmente Jakovina rompe un ghiaccio davvero spesso (26-34, 7′) ed è ancora lei, con l’aiuto di Madonna, a cementare un altro minibreak (2-8) che fa accendere il 28-42 sul tabellone elettronico. Gli ultimi 10′ servono alla VelcoFin per allargare ancora la forbice (Stoppa, Jakovina, Nicolodi, Madonna) e a coach Giordano per regalare esperienza alle giovani che godono di minor minutaggio. Tutto è bene quel che finisce bene, recita un vecchio adagio. Vicenza dà credito ai favori del pronostico, mette in cascina altri due punti e il decimo sorriso negli ultimi undici faccia a faccia. Forse Palermo di più non poteva fare, almeno questa sera: la strada è ancora lunga e disseminata di trappole, ma la salvezza resta un obbiettivo concreto. E raggiungibile.

Ufficio Stampa VelcoFin Vicenza

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