E’ stato il “lodo Mauriello” a far chiudere il Club Atletico Romagna

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FAENZA – A distanza di tre mesi si è fatta finalmente chiarezza sui motivi che hanno spinto la cooperativa Club Atletico Romagna a chiudere i battenti il 14 gennaio dopo appena nove mesi di vita. Si pensava che la decisione fosse legata ad una mancanza di sponsor e di denaro, e invece era dovuta alla paura di doversi accollare i vecchi debiti della gestione di Enrico Piombini. I timori sono diventati certezze quando è arrivata la sentenza sul lodo presentato da Paola Mauriello, ex atleta del Club Atletico, riguardante la richiesta di pagamento alla cooperativa dei suoi vecchi stipendi, nonostante non esistessero rapporti contrattuali con la nuova società. I giudici hanno invece ritenuto che tra le due società ci fosse una continuità pur se la norma 135 ter (che sanciva la scissione in tutto e per tutto) era stata abrogata nel settembre 2012 e le alte sfere del basket italiano in estate avevano rassicurato Faenza da ogni pericolo.
In questo modo il Club Atletico Romagna sarebbe stato costretto a pagare tutti i debiti arretrati, ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo visto che il ritiro dal campionato e la rinuncia all’affiliazione Fip hanno portato la dirigenza a non avere nessun obbligo in ambito sportivo. Probabilmente questa sentenza è stata politica, creando un precedente favorevole ai tesserati soltanto di facciata, poichè riguardante una norma abrogata. La morale è che in ogni caso il Club Atletico Romagna non sarebbe rimasto in vita neanche se a dicembre fosse arrivato uno sceicco con denaro sonante. Alla nascita della cooperativa infatti i soci fondatori avevano posto come prima condizione quella di chiudere il soggetto giuridico nel caso in cui avessero dovuto pagare anche un solo centesimo di un debito del vecchio Club Atletico. Per fare un paragone cestistico, il “lodo Mauriello” è simile al “lodo Becirovic” che nel 2003 fece fallire la Virtus Bologna. In quel caso il giocatore obbligò i felsinei a pagare gli stipendi arretrati, mentre Mauriello ha portato Faenza a ritirarsi dalle scene per non sborsare ingenti cifre di denaro per soddisfare la lunga lista di creditori. Chi poteva pensare che proprio l’idolo dei tifosi della stagione 2011/12 avrebbe dato il colpo di grazia al Club Atletico?