[ESCLUSIVA] Sara Madera: “WNBA? Il mio sogno nel cassetto”

[ESCLUSIVA] Sara Madera: “WNBA? Il mio sogno nel cassetto”

Ha il potenziale per diventare una delle azzurre più forti di sempre, ma tiene i piedi sempre ben saldi per terra: la giocatrice in prestito a Lucca si è raccontata in un’intervista che ripercorre esperienze passate e ambizioni future

di Gabriel Marciano

Il coronavirus ha fermato il Paese e il mondo intero. Ha mietuto vittime e causato danni economici, che sono ancora da misurare. Dal punto di vista sportivo, la situazione emergenziale ha portato le autorità a fermare i campionati di ogni disciplina e categoria.

Come in ogni cosa, però, si può trovare un minuscolo lato positivo; anche se questa volta è davvero arduo.

Fermandosi, facendo un respiro profondo e riempiendo il cervello di ossigeno, abbandonando per alcuni istanti i pensieri disfattisti, si può trovare il tempo e la lucidità di guardare al passato e così analizzarlo, per affrontare meglio il futuro.

Sara Madera, giovane promessa del basket italiano, ha dato la sua disponibilità per un’intervista che ha ripercorso la sua carriera: auspicabilmente ancora agli inizi, ma già ricca di successi.

Molto umile e determinata, Madera si distingue per una grande etica del lavoro, che l’ha portata a migliorare giorno dopo giorno e a togliersi diverse soddisfazioni – dal bronzo agli Europei under 16, passando per l’argento ai Mondiali under 17, fino all’oro agli Europei under 20 dell’anno scorso, al termine dei quali è stata nominata MVP della manifestazione.

Sara, sei stata MVP degli europei under 20, per di più giocando con ragazze di un anno più grandi. Com’è stato? Cos’hai provato a ricevere questo riconoscimento?

“Ho tuttora i brividi: è stata un’emozione fortissima e indescrivibile. Non arrivavo da un bell’anno sportivo, perché giocavo poco e quindi non avevo molti minuti sulle gambe. Inoltre, l’estate precedente avevo avuto un infortunio al piede che non mi aveva dato la possibilità di disputare alcuna competizione estiva. Ero a conoscenza che durante l’Europeo mi sarei confrontata con avversarie che giocavano minuti importanti nei propri campionati e alcune anche in EuroLega o EuroCup, quindi non avevo aspettative alte, su me stessa, se non quella di poter aiutare la squadra nel miglior modo possibile. Il risultato è arrivato grazie alle mie compagne e allo staff: mi hanno sempre aiutata e spronata per riuscire a dare il massimo, giorno dopo giorno. Quando, dopo la finale, ho sentito il mio nome, non ci volevo credere. Mi sembrava di essere in un sogno: sono scoppiata di gioia”.

Prima di te l’unica azzurra a riuscirci è stata Cecilia Zandalasini, che poi ha vinto un titolo WNBA. I presupposti sono buoni…

“Magari riuscissi ad arrivarci anche io… Non ti nascondo che è il mio sogno nel cassetto e che cercherò ogni giorno di alzare l’asticella dei miei limiti per poterci arrivare, ma soprattutto per non avere, in un futuro, rimpianti”.

A luglio sei andata in prestito a Lucca ed è iniziata la tua avventura da protagonista in Serie A1. Com’è andato il primo anno?

“Possiamo dire che questo è stato il mio primo vero anno in A1. In una parola: super. Mi sono trovata molto bene, dal primo all’ultimo giorno in cui sono stata a Lucca. L’ambiente societario è molto tranquillo e familiare. I tifosi sono stati grandiosi e ci hanno seguito anche in trasferta: ci hanno sempre fatto sentire il loro calore, anche quando le partite non andavano come si sperava. Inoltre mi sono trovata molto bene anche con tutte le compagne: ognuna di loro ha dato il proprio contributo alla causa”.

Trasferendoti a Lucca, sei tornata nei pressi di casa tua, Livorno: ha influito in qualche modo questa cosa sulla scelta?

“Forse in minima parte ha influito: i miei genitori riuscivano a venire a vedere le mie partite quando giocavamo in casa e, quando avevo la possibilità, potevo ritornare dai miei vista la poca distanza che ci separava”.

A novembre sei stata convocata anche in nazionale maggiore, ma a livello di risultati non è andata molto bene…

“Purtroppo dal punto di vista del risultato non è andata nel migliore dei modi. Per quanto riguarda, invece, il mio aspetto personale, sono molto felice di aver avuto la possibilità di andare in panchina durante una partita così delicata, soprattutto perché si è disputata in Italia, davanti ai nostri tifosi.

Potrete rifarvi nel girone di ritorno, ma dovreste presumibilmente vincere tutte e tre le partite. Come la vedi?

“La prossima partita si disputerà a Novembre del 2021: c’è ancora molto tempo per prepararci e sono sicura che l’intera squadra reagirà al meglio. Quindi, assolutamente sì, ci possiamo rifare, anche perché la nostra squadra non molla mai”.

Quanto allo spogliatoio, invece, come ti sei trovata?

“Mi sono trovata un sacco bene, sia con le compagne che con l’allenatore e con tutto lo staff. Sarebbe riduttivo dire qualche nome di giocatrici che mi hanno aiutato, perché tutte, indistintamente, mi sono state vicine e mi hanno dato consigli, sia fuori che dentro il campo. Sono cestiste super, ma come prima cosa sono delle Persone, con la P maiuscola, strepitose fuori dal campo”.

Cosa porti con te di questa prima esperienza in nazionale maggiore?

“Sicuramente molti consigli da parte delle compagne e dello staff. Piccoli segreti e accorgimenti da giocatrici veramente super”.

Tornando agli inizi: prima di Venezia, con cui hai fatto la trafila delle giovanili, che esperienze hai avuto?

“Quando ero piccola praticavo ginnastica artistica. Quando all’età di 6 anni ho iniziato, per caso, a giocare a basket è stato amore a prima vista e da quel momento non ho più smesso. Ho intrapreso questo percorso nell’US Livorno, con una squadra di ragazzi fino all’età dei 13 anni. In seguito, per regolamento, non ho più potuto giocare nei campionati maschili: ho continuato il mio percorso al BF Livorno, per poi trasferirmi a Venezia a 15 anni.

Eri la più forte anche da piccola, tra i maschi?

“Diciamo che me la cavavo anche da piccola. Anche se ero una ragazza, volevano avermi in squadra e mi hanno sempre portato rispetto”.

In futuro dove ti vedi, a cosa ambisci?

“Non mi piace guardare troppo in avanti: mi piace pensare e lavorare giorno per giorno, ma, come detto prima, mi piacerebbe volare in America, magari per un’esperienza in WNBA. Adesso si pensa a rimanere in forma a casa e poi vedrò di dare il massimo nella prossima stagione sportiva: sarò felice di accogliere tutto quello che verrà”.

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