F4 A1 – Schio si prende la decima, Ragusa è buio pesto

L’analisi di quanto accaduto nella due giorni di Venezia

di Mauro Giorgini

Le Final4 di Coppa Italia 2017 vanno in archivio con la decima vittoria del Famila Wuber Schio, che riesce a raggiungere l’ambita Stella d’Argento, sfuggitagli lo scorso anno fa tra le mura amiche del PalaRomare. A farne le spese è stata la Gesam Gas Lucca, che dopo l’ottima prova di sabato, nella semifinale contro la Passalacqua Ragusa, ha giocato per mezz’ora alla pari contro la formazione veneta, prima di cedere il passo alle Campionesse d’Italia in carica.

Una vittoria, quella di Schio, nel segno della loro numero 10: Jolene Anderson, infatti, si è guadagnata il titolo di MVP grazie ad una prova sontuosa, nella quale ha messo a referto 33 punti in altrettanti minuti giocati, impreziositi da 6 rimbalzi e 2 assist che le hanno fruttato 37 di valutazione finale. Una prestazione monstre quella dell’americana, supportata ottimamente dalla classe di Cecilia Zandalasini, 12 punti, 2 rimbalzi e 2 assist, e dall’esperienza della sempreverde Chicca Macchi, che ha collezionato 10 punti 3 rimbalzi e 2 assist, dopo i 15 punti, 8 rimbalzi e 4 assist della semifinale contro Venezia.
Prima vittoria scledense dell’era Procaccini e primo trofeo in bacheca per il coach pesasere, che finora non aveva vinto nulla da allenatore nella sua carriera: una Coppa Italia conquistata con la convincente vittoria di sabato contro la Reyer e sigillata in una finale ostica per Schio, che a metà del secondo quarto si era ritrovata a dover rincorrere la formazione toscana, avanti di ben dieci punti.

Un bottino importante quello che Lucca aveva maturato nei primi 15 minuti di gioco, ma che non è riuscita a difendere dal ritorno delle orange: una sconfitta che brucia per la capolista della Serie A1, che sperava di poter sovvertire i due precedenti del 2013 e del 2014, nei quali Schio aveva portato a casa la Coppa. Dopo l’ottima prova in semifinale contro Ragusa, battuta con un secco 81-49, e con un laconico 109-47 di valutazione, la formazione di coach Diamanti ha provato una partenza sprint contro Schio, rimanendo poi frenata dai problemi di falli di Dotto, Pedersen e Crippa, con quest’ultima uscita anzitempo per cinque infrazione. Ottimi segnali in chiave campionato sono arrivati da Julie Wojta, rimasta in campo per ben 37 minuti e autrice di 15 punti e 9 rimbalzi. Proprio i rimbalzi sono stati il fattore in più della Gesam Gas, che è stata capace di conquistarne 39 totali, ben 10 in più di Schio, che offensivamente è riuscita a catturarne solo 3.
Resta, dunque, il rammarico per l’ennesimo trofeo sfumato, ma Lucca può tornare a preparare il finale di stagione, consapevole delle proprie possibilità, da sfruttare al massimo nella corsa Scudetto.

Anche quest’anno la maledizione della squadra ospitante ha colpito ancora, e Venezia non è riuscita nell’impresa di conquistare la Coppa Italia tra le mura del Taliercio: con quella appena conclusasi, infatti, sono ben otto le edizioni consecutive nelle quali la società organizzatrice delle Final4 non mette in bacheca l’ambito trofeo.
La squadra di coach Liberalotto ha lottato, come poteva, in semifinale contro Schio, chiudendo però dietro tutte le frazioni di gioco, e non riuscendo a bissare l’importante vittoria conquistata in campionato il 17 dicembre scorso: sugli scudi l’ex di giornata, Ashley Walker, che ha sfoderato una prova super con 16 punti e 10 rimbalzi, supportata dall’ottima prestazione di Maya Ruzickova, che ha chiuso con 12 punti e 10 rimbalzi, che però non sono bastati a superare la formazione scledense.
L’imperativo ora sarà ripartire subito, per recuperare la sconfitta in campionato contro Broni e preparare al meglio le ultime quattro giornate del girone di ritorno, che vedranno la Reyer ospitare domenica Vigarano, prima del trittico di fuoco formato da San Martino, Napoli e Schio.

Chi torna a casa dalle Final4 con le ossa rotte è Ragusa, spazzata via in semifinale proprio da Lucca: la squadra siciliana ha maturato l’undicesima sconfitta stagionale tra campionato e coppe, che non le ha permesso di difendere il titolo in finale. Le iblee non sono mai state in partita, incapaci di rispondere alle offensive biancorosse, con nessuna delle biancoverdi arrivata in doppia cifra. Numeri che devono far riflettere, ma che non aprono ancora ufficialmente una crisi tecnica: coach Lambruschi, infatti, rimane al timone di Ragusa, nonostante i numerosi segni di resa palesati durante la partita di sabato sera, che lo ha hanno visto tirare i remi in barca già a metà del terzo quarto. Che sia la scelta del presidente Passalacqua, che ripone la sua fiducia nel tecnico, o la mancanza di un valido sostituto da poter ingaggiare, a mantenere Lambruschi sulla panchina di Ragusa, non c’è dato saperlo. Di sicuro sabato sera, al PalaMinardi, ci sarà Schio e il pubblico siciliano non perdonerà tanto facilmente un’ulteriore, possibile debacle.

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