Giulia Arturi a WeBasket: “Vogliamo rimanere nella parte alta della classifica”

Giulia Arturi durante la trasmissione WeBasket condotta da Domenico Bonacorsi e Francesco Strazzari sulla pallacanestro bolognese e nazionale su Radio1909.

di La Redazione

Giulia Arturi
17 stagioni e più di 450 presenze in maglia Geas. La partita che vi vedrà affrontare mercoledì la Virtus, sia per te, che per molte ragazze è una sorta di derby: negli ultimi anni ci siamo giocate un sacco di partite importanti, fino ad arrivare finalmente tutte e due in Serie A1 quest’anno. Saranno tutte contente di essersi liberate di noi in A2.

Voi arrivate da una grande vittoria, quella contro la Passalacqua Ragusa, seconda sconfitta in trasferta per loro, dopo la prima proprio contro la Virtus Bologna, cosa ti aspetti dalla partita di mercoledì?
Ovviamente sarebbe ingenuo e un suicidio pensare che sarà una partita come quella dell’andata. Son cambiate un sacco di cose. Sarà una partita a sé, e oltre l’arrivo di Harrison, la squadra ha fatto un sacco di passi avanti. Ci aspettiamo una grande lotta, come sempre d’altronde, non ci aspettiamo niente di meno.

Tre vittorie nelle ultime quattro, dove può arrivare la tua Geas, che ha già dimostrato di poter fare degli sgambetti alle squadre più quotate del campionato?
Ci è mancata un po’ di continuità, nel senso che dopo delle belle vittorie, non siamo riuscite a mantenere alto il livello di gioco, mancando alcune vittorie che ci avrebbero permesso di agganciare il quarto posto. Adesso siamo seste a pari punti con Lucca. Le prossime tre partite saranno abbastanza incisive per capire dove si può arrivare. Comunque l’ambizione è quella di stare dietro le prime tre.
La vostra squadra, in questo inizio, è una Geas a due facce. Nel senso che avete fatto vittorie importanti e buone contro le squadre sotto di voi in classifica, mentre siete state discontinue con le squadre superiori, a parte due vittorie sporadiche contro Ragusa e Venezia. Quindi il vostro obiettivo è quello di dare continuità al vostro campionato:
ci è sempre mancato quel passo in più, ma siam sempre state lì sia contro Lucca che contro S. Martino. Ci è mancata la continuità nei risultati e nelle prestazioni, o comunque riuscire a convincere, come nella vittoria importante contro Ragusa, per rimanere nella parte alta della classifica.

Come si gestisce il peso delle aspettative per e su una figlia d’arte? (Mamma Rosi Bozzolo e nella Hall Of Fame del basket italiano, sei scudetti tra Vicenza e Geas, nonché una delle migliori playmaker italiane)
All’inizio ero completamente inconsapevole da bambina, mi divertivo a giocare, e avrei potuto suonare il violino, che mia mamma sarebbe stata felice lo stesso. Non mi faceva pesare in alcun modo la pressione, anzi quando loro han giocato per anni al PalaLido con delle vecchie glorie, io andavo a far due tiri ed era solo un divertimento. Devo essere sincera, non ho mai sentito un grosso peso, ma solo una grande fortuna di aver condiviso con mia mamma questa grande passione. Lei è sempre stata e sarà meglio di me, ma devo dire che ne sono anche felice.

Tornando a mercoledì, esclusa Harrison, se ci fosse una giocatrice che potresti togliere da questa Virtus, chi sarebbe?
Ero già pronta a rispondere Harrison, allora tolgo lei, Tava e Tassinari

Parlando del settore giovanile Geas, che ora ha te e Ilaria Panzera e ha fatto crescere anche Cecilia Zandalasini, cos’ha in più e che lavoro c’è dietro il vostro settore giovanile?
Ci vuole un po’ di fortuna, anche perché ci sono generazioni da cui escono tante giocatrici forti, come Zanda e Barberis e poi ci vuole un po’ di perseveranza, perché quello che conta è crescere giocatrici, ma ancor prima delle persone. Il settore giovanile non è solo risultati. Poi ci sono annate in cui vinci lo scudetto e altre meno. Se si mette in piedi un lavoro che permette di crescere aldilà delle prestazioni, le soddisfazioni arrivano comunque. Tante ragazze come me, cresciute nel settore giovanile, poi hanno avuto la possibilità in prima squadra di avere le loro soddisfazioni.

Non pensi che sia poco sfruttato l’hype di Cecilia Zandalasini, per far crescere il movimento?
In realtà, ultimamente, vedo un sacco di iniziative che riguardano il basket femminile, la Nike si è interessata, anche grazie ai social. Tutto sommato credo che ci stiamo un po’ muovendo. Più personalità del genere emergono sia in Europa, che in America, più il movimento cresce.
Anche tutte le medaglie che arrivano dalle giovanili hanno contribuito a far crescere il movimento:
quando ero giovane io non c’era tutta questa tradizione di andare in America, con le ragazze di adesso che scelgono di intraprendere una carriera oltreoceano. In realtà è anche una scelta di vita. A me non è mai capitato di considerarla, ma penso sia una scelta interessante.

Un parere sia sulla Nazionale 3×3 e la nuova Italia di Capobianco?
Il 3×3 è una disciplina nuova quanto interessante. L’occasione di andare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è unica. Per quanto riguarda la senior, abbiamo vinto un sacco di medaglie a livello giovanile, mentre alla Senior manca ancora qualcosa per raggiungere risultati simili.
Siete al completo per mercoledì?
Io ho un po’ di raffreddore, ma siamo al completo.

Intervista completa al link: http://www.radio1909.it/podcast/webasket-con-stefano-tonut-guardia-della-reyer-venezia-e-giulia-arturi-guardia-geas/

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