Intervista esclusiva a Carlo Besana, presidente dell’Almore Genova

di Giuseppe Errico, @peppinoerrico

A tu per tu con il presidente di Genova Carlo Besana.

1) Presidente siete al momento l’unica squadra del campionato di A2 imbattuta, in testa al vostro girone con una partita in meno. Non male come inizio?

E’ una soddisfazione enorme, non avevamo mai provato l’ebbrezza di un primo posto in classifica (ovviamente a parte la prima di campionato…). Sono consapevole che potrebbe durare pochissimo, ed è per questo che non mi faccio sfuggire l’occasione di gustarne il saore piacevole fino in fondo….

2) A coronare questo ottimo avvio dell’Almore è arrivata la convocazione nella nazionale sperimentale di Alessandra Visconti e Nene Diene. È una grande soddisfazione che premia il vostro lavoro?

“Con Nene Diene, nel corso dell’estatre, si era fatto timidamente cenno a questo obiettivo, il suo rientro nella “grande famiglia azzurra”… mi era capitata la stessa cosa lo scorso anno, con Martina Bestagno, ed il sogno si avverò immediatamente… con Alessandra Visconti abbiamo subito dato conferma al “non c’è due senza tre…” ,può anche darsi che venire a giocare a Genova porti bene, passaparola …. scherzi a parte è una grande soddisfazione per noi perchè è testimonianza sia della bontà delle nostre scelte che della bontà del lavoro svolto. E’ però soprattutto una soddisfazione per le nostre ragazze, la loro gioia è anche la nostra. Ogni sportivo, in qualunque disciplina, coltiva dentro di sè il sogno di una convocazione in nazionale, e noi, facendo nostra la frase d Don Gallo ben impressa sulle sopramaglie delle giocatrici, siamo “trafficanti di sogni”.

3) Avendo conosciuto la parte scaramantica di coach Vaccaro ho un un po’ timore a farti questa domanda. Dove può arrivare questo gruppo alla fine del campionato?

“Può arrivare molto lontano se conserverà lo spirito che ho riscontrato fin qui. Spesso si parla, anche a sproposito, di “gruppo”…. questo lo è, c’è molto entusiasmo e voglia di stare (e fare) insieme. Ho sempre detto (e ne sono ancora convinto) che non sia assolutamente necessario che le ragazze “facciano gruppo” anche fuorin dal campo, per me l’importante è che “siano gruppo” all’interno del rettangolo di gioco, sia in allenamento che in partita. Però sono altrettanto convinto che aiuti, e non poco,soprattutto nei momenti di difficoltà che non mancheranno. Lì potremo misurare il vero spessore di questa squadra.Poi, come è normale che sia, i risultati dipenderanno anche da quanto potranno e sapranno fare le nostre avversarie, molte squadre sono veramente ben attrezzate, e questo è il fascino aggiuntivo di questo campionato rispetto a quello dello scorso anno : c’è grandissima concorrenza, con una qualità media molto elevata. E noi contribuiamo non poco a “fare media”.

4) Il basket femminile ha bisogno dell’entusiasmo che si respira intorno alla vostra squadra, come basket inside abbiamo avuto modo di verificarlo sabato scorso nella gara interna contro Milano. Tribune gremite, tifo infernale e tanto entusiasmo. Partendo dalla vostra esperienza che cosa serve al basket femminile per cercare di uscire da un certo anonimato mediatico?

“Comunicare, comunicare, comunicare, mettendo al centro loro, le protagoniste …. cercando, nella comunicazione, qualche nota di colore, e non parlo di cose bizzarre. Penso soprattutto alle bellissime storie di molte giocatrici, occorre farle conoscere alla stampa locale, fare in modo che vengano raccontate. Sono storie in cui molte giovani possono identificarsi, sono fatte di impegni scolastici da conciliare con gli impegni sportivi, lontananza da casa, dai propri affetti, ambizioni da coltivare per poter dare sempre il meglio di se stesse, storie comuni a tutte le giovani, in ogni ambito. Parallelamente condividere con i propri sponsor i percorsi di comunicazione, costruire con loro un percorso binario, cercare di capire cosa si aspettano dall’abbinamento sportivo e provare a dare loro risposte semplici ma concrete. E’ fondamentale cercare possibili sinergie con la loro comunicazione, si creeranno occasioni di visibilità al di fuori dei normali ambiti sportivi. In questo modo potranno vivere l’abbinamento con una piacevole percezione di “investimento” anzichè con la pesante sensazione di “costo”.. Infine non limitare la propria azione al mondo sportivo ma cercare di “vivere” la propria città a tutto tondo, possiamo diventare occasione di sinergia per eventi, associazioni ecc e nello stesso tempo beneficiare di nuovi canali di comunicazione.”

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