L’Angolo del coach: il punto sulla Coppa Italia di A2

Analisi della tre gironi della Coppa Italia di A2 Femminile.

di La Redazione

ARTICOLO A CURA DI FABIO POZZI

Three-peat Crema. Pronostico della vigilia rispettato da parte di Crema che per il terzo anno consecutivo solleva al cielo la Coppa Italia di serie A2. In un’edizione particolare , svolta durante l’ultimo weekend del precampionato , con squadre rivoluzionate durante l’estate e quindi ancora in rodaggio, come è giusto che sia in questa fase della stagione, e giocatrici chiavi in ritardo di condizione, le ragazze di coach Stiebel hanno saputo prontamente riprendere da dove avevano lasciato prima del lockdown , confermando i pronostici che la presentano come “corazzata” del girone Nord.

Coppa Italia che si apre come meglio non si poteva dopo 6 mesi di astinenza dai campi da gioco. Alpo- La Spezia , 3 supplementari, 111-106 e un susseguirsi di emozioni che sono un ottimo spot per la pallacanestro femminile. La spunta Alpo, dopo che La Spezia per ben due volte ha la possibilità di vincere l’incontro all’ultimo tiro nei finali di tempo, ma una volta Linguaglossa e a seguire Packovski fanno 1 / 2 dalla lunetta. Il duo Vespignani- Conte ha la meglio sul trio ligure Packovski- Templari- Sarni . Negli altri quarti di finale Crema risolve la pratica Umbertide già nel primo tempo ,aggredendo la partita fin dal primo minuto nonostante nel primo quarto la squadra umbra metta in mostra un buon gioco corale peccando però nella finalizzazione. Faenza contro Carugate prova a scappare nel primo tempo , subisce la rimonta lombarda nella seconda parte del match che però finisce la benzina a metà dell’ultimo quarto. Carugate , sorpresa del girone nord lo scorso anno , ha rivoluzionato l’organico durante l’estate e negli ultimi giorni ha dovuto fare a meno anche di coach Cesari sostituito da Fassina. Squadra molto giovane , che dimostra comprensibilmente di essere ancora un cantiere aperto, e coach Fassina dovrà essere bravo a trovare equilibri non solo in campo ma anche nello spogliatoio dove si potrebbe far sentire la mancanza di giocatrici del calibro di Maffenini, Gambarini e Schieppati. Nell’ultimo incontro di giornata, le padroni di casa di Moncalieri con un pesante parziale tra la fine del secondo quarto e l’inizio del terzo hanno la meglio sul Cus Cagliari, grazie ad un’altissima intensità di gioco, solito marchio di fabbrica della squadra di coach Terzolo, guidate da un’indemoniata Reggiani su entrambi i lati del campo e dalla presenza di Katshitshi sotto i tabelloni.

Nella giornata di sabato entrambe le semifinali si risolvono solo nel finale. Alpo ha la meglio su Moncalieri staccando le avversarie con un parziale nell’ultimo quarto , mettendo sul parquet un’energia difensiva sorprendente se si pensa alla maratona del giorno prima contro La Spezia. Moncalieri parte fortissimo, Alpo rimane in partita grazie al duo Mosetti- Vitari dalla panchina, prende fiducia, si dimentica delle fatiche accumulate e conquista la vittoria. Moncalieri, nonostante in estate abbia perso giocatrici del calibro di Conte, Grigoleit e Trucco, e con la sola aggiunta di Salvini sotto le plance, ha dimostrato che anche quest’anno sarà una delle protagoniste del campionato grazie soprattutto alla consueta intensità difensiva. Nel secondo incontro Crema soffre nel finale la rimonta di una Faenza mai doma, ma la spunta con la solita Melchiori sempre pronta quando la palla scotta. Faenza ancora priva di Ballardini e Morsiani, e con il duo Porcu- Brunelli comunque lontane dalle migliori condizioni, ci ha creduto fino in fondo trascinata da un’immensa Schwienbacher. Le romagnole hanno messo in difficoltà le avversarie con una zone press nell’ultimo quarto, ma il 5 su 21 complessivo delle due lunghe titolari Vente- Soglia ha pesato non poco sull’esito della gara.

Si arriva cosi alla finale targata girone Nord, Crema- Alpo. Ancora una volta è Melchiori a salire in cattedra nel finale e a chiudere la gara. Partita molto bella, con tanti parziali da una parte e dall’altra e soprattutto tantissima intensità per essere la terza partita di fila in tre giorni, ad una settimana dall’inizio del campionato. Alpo durante l’estate ha perso i punti di Policari e la saggezza tattica di Granzotto, che tante volte nello scorso anno si era dimostrata l’ago della bilancia della squadra, con le sue letture difensive e le sue triple in transizione che spaccavano le partite. Non era facile per coach Soave trovare subito nuovi equilibri e invece così è stato. La panchina veneta ha avuto un grande impatto su tutte e tre le gare; Mosetti, Vitari e Coser che ha trascinato le sue nella rimonta finale contro Crema sfiorando la grande impresa. Coach Soave alterna quintetti “pesanti” con Reani da 3 a quintetti più “leggeri” con Vitari da 5 e Coser da 4, condotti sempre dalla solida Vespignani che dimostra in ogni occasione leadership e grande voglia di vincere e che quest’anno viene affiancata da Conte con la quale ha dimostrato subito di avere grande intesa.

Merita la chiusura del racconto di questa emozionante tre giorni l’analisi della squadra vincitrice, Crema.  Squadra completa in ogni reparto, può disporre di diverse soluzioni durante la partita per scardinare le difese avversarie. Marchio di fabbrica il tiro da 3 punti, quest’anno ha anche una dimensione interna importante con il ritorno di Nori che permette situazioni dentro – fuori ideali per le tiratrici cremasche. Ciò che impressiona nel gioco impostato da coach Stiebel è la sua fluidità, fatto di continui ribaltamenti di lato, passando da un pick and roll laterale ad uno centrale per muovere la difesa , creare un vantaggio da concretizzare molto spesso con un tiro da 3 punti magari dopo un extrapass angolo-ala o viceversa. La presenza di Gatti in campo è sinonimo di letture offensive impeccabili e la new entry Pappalardo, nel ruolo di 4 ( insieme a Zagni) risulta perfetta con le sue caratteristiche per aprire il campo. La presenza di una giocatrice come Melchiori inoltre fa si che a giochi rotti ci sia sempre qualcuna in grado di creare una giocata dal nulla, oltre ad essere sempre decisiva con giocate offensive e difensive nei momenti clou dei match. Rispetto l’anno passato coach Stiebel ha giocato tanti minuti anche con il doppio playmaker( Gatti- Rizzi) in campo, cosi da avere maggiori letture in attacco e capacità di giocare pick and roll ma come in ogni scelta c’ è il rovescio della medaglia, ed in questo caso è avere una tiratrice pura in meno in campo per concretizzare i vantaggi ( Caccialanza tante volte è stata decisiva in passato con triple ammazza partite). Il campo durante l’anno dirà quale scelta sarà migliore per la squadra . Mettere in difficoltà Crema è difficile perchè quando le polveri delle tiratrici sono bagnate, come in finale , ha la capacità di mettere la palla dentro con Nori, dominatrice della finale. Faenza è stata brava con la zone press a rubare secondi cosi da lasciare meno tempo nella metà campo offensiva per sfruttare il loro gioco fluido fatto di ribaltamenti e di pick and roll. Potrebbe essere una soluzione? L’alternativa potrebbe essere cercare di difendere il più possibile 2vs2 sui pick and roll per non lasciare scarichi facili sui tiratori. Tutte ipotesi tattiche, la stagione è lunga e le avversarie avranno modo di pensare alla strategia migliore per limitare le armi da fuoco cremasche, ma una cosa è chiara, ancora di più dopo questa tre giorni torinese, Crema è la squadra da battere, in campionato e nella prossima Coppa Italia 2021.

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