Laura Spreafico e la Nazionale Femminile, due rette parallele che però…

La giocatrice di Lucca ha un’altra possibilità a Riga.

di La Redazione

“Due rette parallele. Io e la Nazionale siamo due rette parallele”.

Questo ci disse, con gli occhi lucidi e senza alcun retrogusto polemico, Laura Spreafico nel giugno del 2019 al momento di lasciare il raduno di Treviso che preparava l’Europeo. Per l’ennesima volta “Sprea”, prodotto a denominazione di origine controllata della Pool Comense, era stata costretta ad alzare bandiera bianca riponendo ancora una volta la speranza di vivere la Maglia Azzurra da protagonista.

Laura è ragazza straordinaria e giocatrice solidissima: potrà non rubare l’occhio ma in campo si sente eccome, in una metà campo come nell’altra, oltre ad essere una tiratrice più che affidabile. Dopo aver vissuto tutta la trafila degli Europei Giovanili, negli anni in cui però raramente andavamo a medaglia, la sua serata di gloria in Nazionale l’ha vissuta il 7 luglio 2012, quando fu capace di rendere facilissima una partita già facile, grazie ai 19 punti (5/6 dall’arco) segnati al Lussemburgo in 21 minuti. Prima e dopo, per lei, tante serate interlocutorie vissute in panchina o in tribuna. Comunque in seconda fila.

Quella sera Laura uscì dal campo, festeggiatissima dalle compagne, con la solita faccia: quella che sa di aver semplicemente fatto il proprio dovere, comunque grata per il privilegio di indossare quella Maglia. Niente di più, niente di meno. Quella faccia Laura l’ha conservata sempre, retta parallela che dal 2012 non ha mai smesso di provare ad avvicinarsi all’altra retta, quella Azzurra.

Un infortunio le negò l’Europeo 2013 e dopo aver giocato le qualificazioni all’edizione del 2014 fu un altro problema fisico a interrompere il suo percorso in vista dell’EuroBasket Women 2015. Nel 2016 un colpo alla mandibola le impedì di giocare i Qualifiers e un anno più tardi venne tagliata dopo una settimana di raduno, prima dell’Europeo 2017. Identico copione nel giugno 2019.

Non deve essere facile per un atleta che è cresciuta col sogno di giocare in Nazionale, non importa che sia un ragazzo o una ragazza, ritrovarsi periodicamente in queste porte girevoli che un giorno ti fanno sentire parte integrante di un progetto e il giorno dopo, per i motivi più disparati, ti eliminano neanche fossi a un BootCamp di X-Factor.

A Laura e a mille altre ragazze che come lei hanno accettato di buon grado questo disagio va il nostro applauso forte, convinto, sincero. La Nazionale non vive solo sul talento di predestinati come Cata Pollini o Dino Meneghin, si alimenta invece del sogno coltivato con quotidiana dedizione da centinaia di giocatori e giocatrici. Anche quando il destino sembra mettersi di traverso più di una volta.

E chissà che le due rette parallele, in un momento storico in cui il mondo sembra andare al contrario, non tendano ad allinearsi già nel prossimo weekend di Riga.

Non dovesse succedere, sapremo che Laura ci riproverà anche la prossima volta. Lei come tante altre che sognano di alzare un trofeo con la Maglia Azzurra.

Viva Laura Spreafico e Viva tutte le “Lauraspreafico” del mondo!

Spreafico


Ufficio Stampa FIP
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