Le Mura Lucca, dal ko in Coppa alle nubi sul futuro

Dura da digerire la settima sconfitta di fila nelle finali contro il Famila. C’è uno scudetto ancora da assegnare ma si guarda avanti tra giocatrici in partenza (Dotto su tutte), sponsor che potrebbero defilarsi e incertezze sullo staff dirigenziale e tecnico

di Fabrizio Tonelli

Sette anni di guai se rompi uno specchio, sette finali perse su sette se di fronte ti trovi sempre il Famila Schio. Un epilogo amaro della Coppa Italia per il Basket Le Mura Lucca, che non riesce a mettere in bacheca il suo primo trofeo importante anche nell’occasione in cui c’erano probabilmente tutti i presupposti per centrare l’obiettivo.

Un epilogo che poteva essere diverso e che è stato vissuto in modi differenti all’ombra della Torre Guinigi. C’è chi ha comunque voluto celebrare il secondo posto, magnificando i risultati raggiunti da questa squadra; e c’è chi lo ha interpretato come l’ennesima sconfitta contro il Famila, con reazioni e commenti anche forti, con critiche allo staff tecnico per non essere riusciti a arginare Anderson come invece ha fatto Schio con Harmon.

Coach Diamanti il giorno dopo ha respinto con forza l’etichetta di Schio come bestia nera del Basket Le Mura, ricordando la differenza fra il budget delle venete e quello delle toscane e sottolineando che è con l’identità di squadra che Le Mura prova a tenere testa a certe avversarie. Ma Diamanti ha aggiunto anche altro, sostenendo in una dichiarazione al quotidiano La Nazione che “se una delle titolari si fa male o ha problemi di falli chi subentra non è dello stesso livello ma questo lo sapevamo già”.

Affermazione che non è piaciuta a tutti, nella consapevolezza che in una squadra ogni giocatrice è importante e ha un suo ruolo e che anche un canestro, un rimbalzo, un blocco, una palla recuperata da chi esce dalla panchina anche per poco tempo può essere determinante per il successo.

Ma così è e chi accetta di giocare a Lucca sa cosa lo aspetta. La strada scelta da Diamanti è nota da anni: a fronte di risorse economiche di un certo tipo, preferisce investire la maggior parte del budget per il quintetto. Di solito le sue rotazioni non hanno mai coinvolto più di 7-8 ragazze, quest’anno finora le cifre erano un po’ diverse ma poi nelle partite che contano davvero il quintetto fa la parte del leone.

Di certo il mancato successo è duro da digerire. Perché al di là delle affermazioni del giorno dopo, delle celebrazioni, delle pagine Facebook inondate con foto della squadra, a Lucca tutti ci speravano. C’era e c’è la consapevolezza che mai come quest’anno con Schio, priva di una giocatrice che fa la differenza come Yacoubou, si possa giocare e vincere, come peraltro è già successo in campionato. C’era e c’è la consapevolezza che è stata persa una grande occasione, forse l’ultima, anche se ci sono ancora da disputare 4 partite di regular season e poi i playoff in cui – non c’è da dubitarne – Lucca darà tutto.

Ma sul futuro del Basket Le Mura c’è più di una incognita. In questi anni non si è riusciti a sfruttare l’onda lunga dei risultati della squadra per cercare di coinvolgere di più forze imprenditoriali (sempre molto restie a impegnarsi nello sport a Lucca) e pubblico, che non è cresciuto, anzi. Intorno al team si respira meno entusiasmo rispetto al passato, non esiste – per precisa scelta dirigenziale – un settore giovanile dietro la prima squadra in grado di radicare il club al territorio.

Alcune giocatrici di primo piano, Francesca Dotto su tutte, sembrano destinate a lasciare il club: alla play della Nazionale da tempo strizza l’occhio proprio Schio.

Il main sponsor Gesam Gas&Luce (100mila euro l’anno) chissà se confermerà l’abbinamento e l’ipotesi di un forte ridimensionamento allarma gli appassionati.

Ma c’è di più. Bisogna capire se l’attuale presidente Rodolfo Cavallo, alla guida del club dal 2009, è intenzionato a continuare, ad assumersi ancora la maggiore parte dell’onere; se lo stesso coach Mirco Diamanti, da 11 anni sulla panchina, avrà ancora stimoli per proseguire la sua avventura in biancorosso oppure se, visto il prossimo pensionamento dopo 40 anni di insegnamento, farà un pensierino a trasferirsi in un altro club.

In questo quadro l’occasione persa al Taliercio amareggia ancora di più e per capire che quella di domenica non è stata certo una partita da celebrare basta osservare il volto della capitana Martina Crippa al momento in cui ritira il premio per il secondo posto.

E allora si rischia davvero che nella bacheca del Bf Le Mura – che si appresta a tagliare i 25 anni di vita (ci sarà qualche evento?) – l’unico trofeo resti la Coppa Pallavicino, vinta per due stagioni consecutive in un torneo precampionato a Parma.

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