Palermo, Liliana Miccio: “Ci alleniamo da casa e siamo preoccupate. Primo anno in A1? E’ complicato, ma bellissimo”

Palermo, Liliana Miccio: “Ci alleniamo da casa e siamo preoccupate. Primo anno in A1? E’ complicato, ma bellissimo”

Liliana Miccio è intervenuta nell’ultima puntata di WeBasket su Radio1909 condotta da Domenico Bonacorsi e Francesco Strazzari.

di Francesco Strazzari

Liliana Miccio è intervenuta nell’ultima puntata di WeBasket su Radio1909 condotta da Domenico Bonacorsi e Francesco Strazzari.
Ecco un estratto delle sue parole.

Quanto è bello giocare finalmente in Serie A1?
“Bello ma complicato. Le differenze si sentono, le straniere in più ti cambiano totalmente la squadra. È bello, bello bello.”

Hai fatto tanta gavetta. Qual è l’aspetto che differenzia di più i campionati di A1 e A2?
“Quello che cambia è la fisicità e le straniere che diventano i 3/5 del quintetto e ti devono cambiare la partita.
Per il resto, per quello che ho provato, non cambia molto. Il livello delle Italiane è inalterato, passa quasi tutto dall’apporto delle straniere.”

Hai lavorato sull’aspetto fisico quest’estate per fronteggiare la categoria?
“Assolutamente. Tutte le estati lavoro sempre. Secondo me il vero fisico te lo fai in campo, li devi essere tosta e dura e trovare la tua forma.”

Da giocatrice avete ricevuto delle rassicurazioni per i vostri contratti?
“Bella domanda. Siamo in stand by, l’unica cosa che sappiamo è che il 4 è la possibile data di recupero ma vista la situazione la vedo dura.
Siamo ognuna nelle proprie case a chiederci ogni tanto come stiamo e se abbiamo qualche novità. Siamo preoccupate.”

La stagione di Palermo. Un importante cambio di marcia dopo la sconfitta di Broni, fermarsi ora è un dispiacere?
“Infatti questa è stata la cosa che ci siamo dette tutte. Eravamo in un momento di forma strepitoso, eravamo più coese, ognuno aveva i suoi ruoli, era un momento che non doveva essere fermato. Ci è rimasto l’amaro in bocca perché avremmo avuto partite alla nostra portata.”

Cos’è scattato?
“Noi siamo partite con l’handicap di una straniera. Arrivata la Cooper, forte con tanti difetti ma in campo sapeva cosa doveva fare. Con il suo arrivo il gioco si è aperto, più gioco di squadra, più giocatrici a tabellino e l’andamento è cambiato di colpo.”

Santino Coppa cosa vi ha detto per cercare di risollevarvi il morale?
“La prima partita che è stata sospesa noi eravamo a Schio. La mattina della partita ci dicono che probabilmente non si giocava. Appena l’abbiamo detto al Coach ha detto “finirà il campionato”. È stato il primo a dire che la situazione era grave. Noi eravamo un po’ più tranquille in generale. C’è chi aveva più paura e chi no. Io ero tranquilla e invece adesso cerco di prendere tutte le precauzioni possibili. Santino dal primo momento ci ha detto di stare attente e di farci forza.

Le straniere come l’hanno presa?
“Le americane sono tornate a casa. Le due ragazze sono sempre state preoccupate mentre la spagnola no. Anche in campo cercavano di avere meno contatti possibili.
Comunque nessuna ha rescisso, siamo tutte in stand by.”

Come vi allenate a casa?
“La sera spostiamo il divano e iniziamo a fare addominali e esercizi di resistenza. Mi sento più stanca di quando mi alleno in palestra.”

Come mai a Salerno il basket non riesce ad affiorare?
“Perché non ci sono fondi. Purtroppo, la Presidente di Salerno è sola e non ha aiuti. Nessuno vuole investire nel basket. Anche nel calcio che è in serie B, a Salerno non si investe tanto nello sport.”

Come mai sei arrivata solo adesso in A1?
“Alla fine vengo da squadre dove ho sempre sfiorato la A1. Da li ho sempre detto in A1 non ci andrò mai se non salgo con la mia squadra. L’anno scorso non ci credevo poi a marzo abbiamo avuto un cambiamento importante e siamo salite.”

La tua opinione sulle giovani italiane. Sono giocatrici che hanno una voglia di fare che è un piacere vederle, condividi?
“Secondo me sì. Sono dell’idea che quelle un po’ più “anzianotte” (dai 25 in su) hanno una volontà diversa di quelle dai 18 ai 25 anni, a differenza di alcune come Orsili o Costanza Verona che ci mettono l’anima sempre. Alcune hanno una volontà di fare perché lo vogliono a tutti i costi, altre invece si accontentano.
Noi abbiamo avuto altri principi, io per lo meno ho sempre fatto grossi sacrifici.
Ora purtroppo non funziona più così.
A 15 anni mi sono detta che volevo essere una giocatrice a qualsiasi costo.“

Nomina il prossimo ospite che dovrà interagire con noi la prossima puntata.
“È da ieri che ci penso. Nomino una persona per me molto cara, che ha raggiunto la promozione con me l’anno scorso: Francesca Russo.”

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