Cosa sapere prima di assistere a una partita NBA

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Assistere a una partita di NBA è il sogno della vita di molti. In effetti, descrivere questo sport non è così facile né semplice: è un gioco con tantissime sfumature, e le cui regole vanno assolutamente comprese. La NBA è conosciuta per la sua azione veloce e spettacolare, ma dietro le schiacciate e i tiri da tre punti si nasconde un insieme di norme che governano ogni aspetto del gioco. Per chi sta pensando di assistere alla NBA New York, che vanta due delle squadre più importanti, abbiamo pensato di dare qualche suggerimento pre-partenza. Come funziona la NBA? Scopriamo tutto.

Le regole base del gioco

Le regole dell’NBA, così come di qualsiasi altro sport, hanno un obiettivo: garantire un gioco leale e pulito e mantenere l’integrità dello sport. Del resto, sono anche fondamentali per comprendere come si svolge una partita. La spiegazione semplice è la seguente: il campo da basket è diviso in due metà e ogni squadra cerca di segnare punti mettendo la palla nella canestro avversaria. Ogni squadra può avere fino a cinque giocatori in campo contemporaneamente e si alternano nel possesso della palla. Il gioco è diviso in quarti di 12 minuti ciascuno, con una pausa di 15 minuti all’intervallo.

Chiaramente, questa spiegazione è molto approssimativa: c’è da dire che il basket è uno degli sport più diffusi, soprattutto a livello internazionale. In America, poi, è un vero e proprio simbolo. Noi italiani tendenzialmente conosciamo e seguiamo più l’NBA rispetto ad altre leghe americane, come NFL (Football Americano), la MLB (Baseball) e la NHL (Hockey). Le regole di cui parleremo ovviamente non si riferiscono al regolamento della NBA al completo, perché sarebbe impossibile parlare di tutto. Ma sicuramente forniranno una panoramica generale.

Durata della partita

Quanto dura una partita di NBA? Una partita di NBA è suddivisa in 4 quarti da 12 minuti ciascuno. La durata totale del tempo di gioco è dunque di 48 minuti, ed è prevista una pausa di un quarto d’ora alla fine del secondo quarto. Inoltre, ogni squadra che ha il possesso di palla ha ben 24 secondi per fare la propria azione, altrimenti verrà ammonita. L’ammonizione è nota con il termine di shot clock.

La shot clock sostanzialmente ci dice che il cronometro limita il tempo che una squadra ha per tirare a canestro. Se il cronometro scade prima che la squadra tiri, si verifica una violazione e la palla passa alla squadra avversaria.

Sottolineiamo, inoltre, che le sostituzioni dei giocatori previste non sono illimitate e non possono essere fatte in corsa, ma solo ed esclusivamente durante lo stop del gioco. Una “piccola” postilla: la durata è di 48 minuti, ma è puramente indicativa. Una partita di NBA non è solo sport, ma è quasi uno spettacolo: può superare le due ore abbondanti.

Punteggio e violazioni

Il punteggio viene assegnato in base al tipo di tiro effettuato. Ogni tiro libero segnato vale un punto. Ci sono diverse violazioni che possono essere commesse durante una partita. Un fallo si verifica quando un giocatore ostacola in modo irregolare un avversario, ad esempio spingendolo o bloccandolo illegalmente.

Se un giocatore commette un fallo, viene assegnata una penalità, che può variare da un semplice rilancio della palla alla concessione di tiri liberi all’avversario. Da sottolineare che anche ogni comportamento antisportivo viene punito. Il vincitore di una partita di NBA è la squadra che segna più punti.

Esistono tre modi principali per segnare punti: il tiro libero, a gioco fermo dopo un fallo commesso dalla squadra avversaria. C’è poi il canestro da 2 punti, che viene segnato in situazioni di gioco normale. Poi, il canestro da 3 punti, che viene concesso unicamente oltre la linea dei 3 punti.

Infine, una situazione rara ma non impossibile: segnare 4 punti dopo una tripla, ovvero un canestro da 3 punti, subendo un fallo. Nel caso in cui durante il tiro libero supplementare si giungesse a un punto, ovviamente si completerebbe il gioco da 4 punti. Sembra difficile inizialmente, ma durante una partita si capisce molto meglio.

Sostituzioni e time-out

Durante una partita di NBA, le squadre hanno la possibilità di effettuare sostituzioni per cambiare i giocatori in campo. Ogni squadra ha un numero limitato di sostituzioni, che può variare da partita a partita. Le sostituzioni possono essere effettuate solo in determinati momenti del gioco, come dopo un fallo o durante un intervallo. Le squadre possono anche richiedere un “time-out”, che è una pausa nel gioco per permettere ai giocatori di discutere le tattiche o riprendere fiato. Ogni squadra ha un numero limitato di time-out a disposizione, che possono essere richiesti solo in determinati momenti del gioco.

Le regole della NBA sono mai state cambiate?

Le regole della NBA sono state soggette a numerosi cambiamenti nel corso degli anni per adattarsi all’evoluzione del gioco e migliorare l’esperienza degli spettatori. Ad esempio, nel corso degli anni sono state introdotte nuove regole riguardanti il cronometro di tiro e le violazioni offensive. Inoltre, sono state apportate modifiche per favorire uno stile di gioco più spettacolare, come l’introduzione del tiro da tre punti. Questi cambiamenti hanno contribuito a rendere il basket NBA ancora più entusiasmante e coinvolgente, dobbiamo dirlo.

Chi applica le regole?

L’applicazione delle regole NBA è affidata agli arbitri, che sono responsabili di far rispettare le norme durante una partita. Gli arbitri devono essere in grado di interpretare correttamente le regole e prendere decisioni in tempo reale. Il loro compito non è facile, poiché devono tenere conto di numerosi fattori, come l’intensità del gioco, le dinamiche tra i giocatori e il rispetto stesso delle regole. Gli arbitri lavorano a stretto contatto con gli allenatori e i giocatori per garantire un gioco leale e senza danni.

Come funziona la stagione NBA?

Adesso veniamo a un ulteriore argomento importante, ovvero come funziona la stagione della NBA, che è composta da una serie di partite con il nome di Regular Season. Tutte le squadre giocano 82 partite. Dopodiché, quando termina la cosiddetta Regular Season, le prime sei squadre di ciascuna Conference accedono direttamente ai Playoff. Lo stesso discorso non vale per le squadre dalla 7° alla 10° posizione, che si affrontano in una sorta di mini torneo dal nome Play-in Tournament. Alla fine, le ultime due squadre riusciranno a qualificarsi per i Playoff.

Come funzionano i Playoff?

Il funzionamento dei Playoff è assolutamente semplice: le otto squadre qualificate si sfidano a eliminazione diretta. Per riuscire ad avanzare il turno, dunque, ogni squadra deve vincere almeno quattro partite, per così giungere alle “Finals”, per contendersi il titolo di campione NBA.

Cosa si vince?

I campioni delle Finals vincono il prestigioso Larry O’Brien Trophy, che rappresenta il titolo di campione NBA. Tuttavia, ciò che incuriosisce maggiormente è l’anello dei campioni, che viene consegnato ai giocatori nella stagione successiva alla vittoria del titolo. Il valore è impossibile da quantificare, dal momento in cui è strettamente connesso dalle richieste della squadra in fase di realizzazione. Ma, tra diamanti e pietre preziose, di sicuro stiamo parlando di molti soldi.

Abbiamo dato una panoramica generale delle regole, ma ciò che vi suggeriamo di fare è di seguire lo sport. E, chissà, magari, un giorno, di andare a New York o a Los Angeles per assistere a una partita di presenza. Le partite di NBA, del resto, sono da sempre un’enorme attrattiva per i turisti, e non solo per coloro che seguono il campionato.