Massimo Raseni: “Nel basket c’è tanto bisogno dell’energia di Pozzecco, Germania vincente perché ha saputo pianificare”

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fonte: primorski.eu

Appena qualche ora dopo la finale del FIBA World Cup abbiamo contattato Massimo Raseni, memori del fatto che due anni fa ha saputo evidenziare l’esempio positivo della pianificazione della Germania, che ieri si è laureata campione del mondo.  

Massimo, hai seguito i campionati mondiali FIBA 2023 che si sono appena conclusi con il trionfo di Schroder e compagni? 

Certamente. I campionati mondiali da quando tutti inseriscono giocatori i più vari possibili – vedi Lorenzo Brown con la Spagna; vedi alcuni giocatori naturalizzati nella Slovenia – sono cambiati. Da quando non sono più l’espressione di una scuola cestistica né di qualcuno che si senta veramente facente parte di una comunità, hanno un po’ perso di valore.  

Da un punto di vista tecnico ci sono state delle belle partite, giocate bene e con delle belle sorprese.  

Quale squadra ti ha impressionato di più? 

La sorpresa più grande ovviamente è la Germania, che da alcuni anni è cresciuta tantissimo. Lo stiamo constatando tutti. Non è il paradiso in terra. Nemmeno da loro funziona tutto a perfezione. Eppure, rispetto a molti altri campionati, quello tedesco si distingue per un notevole livello di serietà. C’è soprattutto una coesione reale molto forte tra la lega e le singole società col proposito di far crescere il movimento cestistico. Senza limitarci a osservare i giocatori, è opportuno poi sottolineare il mix degli allenatori che allenano nei massimi campionati tedeschi: coach spagnoli, slavi, tedeschi, austriaci, finlandesi…  

Cosa produce una varietà così importante nella pallacanestro? 

Secondo me tutto questo mix di culture cestistiche ha contribuito ad elevare il livello della pallacanestro in Germania che, di per sé ed in quanto a budget, non sarebbe paragonabile ai livelli che conosciamo da noi, in Francia, Spagna, Russia o in Turchia. Quindi un plauso alla Germania!  

Cosa mi dici delle altre realtà europee? Al Mondiale l’Europa non ha demeritato, anzi… 

È vero, oltre alla Germania ha fatto benissimo anche la Serbia. Pure le altre nazionali europee sono uscite in gran parte a testa alta. Detto questo, mi sembra che dappertutto si sta perdendo un po’ la formazione dei ragazzi e soprattutto dei più giovani. Ciò vale anche per la Serbia, la Croazia, in una certa misura persino per la Slovenia. Resiste ancora la Lituania. La Lettonia con Luca Banchi ha fatto negli anni un lavoro strepitoso, ma non è possibile interpretare l’ottimo risultato della nazionale lettone senza considerare la scuola cestistica che ha formato i giovani, che hanno poi ben figurato al torneo mondiale.  

La cultura e la pianificazione sono alla base del successo cestistico, giusto? 

Il livello di competitività nel basket è spesso esasperato. Si deve vincere a 14, a 15, a 16 anni: l’insegnamento tecnico ai ragazzi viene perciò trascurato – in certe parti di più, in certe parti di meno. E questo è un problema. 

L’Italia di Pozzecco sembra essere una realtà che può ispirare molti appassionati della palla a spicchi, tra cui tanti giovani… 

Quando metti alla guida di una nazionale una persona con energia, entusiasmo, passione e amore sincero verso la pallacanestro, può succedere di tutto. Gianmarco Pozzecco ci ha fatto sognare. Ci ha fatto anche arrabbiare per dei comportamenti che fatica tuttora a trattenere.  

Fatta questa puntualizzazione, abbiamo un gran bisogno di questa energia che Pozzecco sa esprimere e diffondere. Ve ne è ancor più bisogno per il movimento di base, in cui bisogna reclutare e formare i nostri futuri cestisti. Nell’Italia del basket scarseggia purtroppo una certa progettualità. Poche sono le società cestistiche capaci di mettere in pratica una strategia di pianificazione e sviluppo. Accade anche che gli allenatori bravi sono poco gratificati sia a livello economico sia per quanto riguarda la possibilità di fare una carriera. Troppo spesso conta esclusivamente vincere, dunque tutto è focalizzato sull’immediato. A mio modesto parere, quando hai bisogno di formare delle persone e dei giocatori, questa logica non va mica tanto bene…