Progetto 3×3 Elite 2018. A Joao Kisonga e Paola Contu il primo premio

Progetto 3×3 Elite 2018. A Joao Kisonga e Paola Contu il primo premio

Joao Kisonga e Paola Contu (primi due da destra nella foto) si sono aggiudicati il primo premio del progetto 3×3 Elite 2018.

di La Redazione
Joao Kisonga e Paola Contu (primi due da destra nella foto) si sono aggiudicati il primo premio del progetto 3×3 Elite 2018.
Il progetto 3×3 Elite è una novità di questa stagione: la FIP per incentivare la formazione di giocatori e giocatrici specializzati nel 3×3. ha messo in palio premi in denaro per complessivi 25mila euro lordi (20mila netti) per i primi 4 giocatori e le prime 4 giocatrici del ranking italiano relativo ai soli Tornei Gold e Pink 3×3 Italia. I giocatrici e le giocatrici hanno ricevuto un punteggio in base alle partecipazioni e ai risultati conseguiti. In altre parole Joao e Paola sono tra i giocatori del 3×3 Italia che hanno giocato e vinto di più o hanno raggiunto i migliori risultati questa estate. Sia Joao, detto Jo Jo, sia Paola sono oramai degli esperti del 3×3.

“Dal 2005 d’estate entro in modalità 3×3 -afferma Jo Jo, 34 anni, originario dell’Angola, che vive in Italia dall’età di 4 anni e abita a Corsico e gioca a Buccinasco, nella città metropolitana di Milano- Certo mi fa piacere aver vinto il 3×3 Élite e il montepremi, ma anche le scorse estati ho giocato tanto in tanti tornei 3×3 d’estate. Quest’anno ne ho fatto 9 Gold e uno Silver. Mi fa piacere perché gioco e sento che mi apprezzano. Negli anni, come quest’anno, non ho sempre giocato con la stessa squadra. Questa estate ho vinto quattro tornei con quattro squadre diverse. Qualcosa vorrà dire o no? Mi chiamamo, evidentemente amano il mio modo di giocare, la mia fisicità e la mia duttilità. Cosa mi piace di più del 3×3? Alla fine ho un sacco di amici. Ho giocato nel tempo insieme a quelli che sono stati i miei avversari e giocando tanto sono arrivato primo nel ranking e sono contento di aver vinto il premio della FIP.”

Paola fa parte delle Teste di Nylon, anche loro di Milano e dintorni. Hanno vinto il Winter Tour di questo inverno e poi partecipato a 7 Tornei vincendo in totale 3 pass per Riccione.
“Questo premio, che apprezzo, è nato per una scommessa e ‘premia’ scusa il gioco di parole la nostra passione per il 3×3 -spiega Paola che ha 29 anni- Siamo studentesse o lavoratrici che giochiamo a 5 contro 5 d’inverno, io ho giocato con Basket femminile Milano, ma con l’obiettivo di creare almeno due squadre perché non è sempre possibile partecipare a tuti i tornei. Alla fine io ho giocato in ogni torneo, abbiamo vinto tre pass ed eccoci qua. E’ un premio di tutte che verrà reinvestivo nella squadra e nelle sue attività future”

Nel ranking maschile dopo Jo Jo sono stati premiati Carlo Fumagalli, Damiano Verri e Claudio Negri che fanno parte dei Cobram. In campo femminile dopo Paola ci sono Marcella Filippi, Arianna Landi e Martina Fassina: al primo classificato andranno 5000 euro lordi, al secondo 3750 euro lordi, al terzo 2500 euro lordi e al quarto 1250 euro lordi.

Jo Jo, alto due metri, gran saltatore, senza un filo di grasso, lavora nell’elettronica e viene dal calcio: “Si, l’ho giocato finché non ho conosciuto il basket -ammette- poi non più. Ho iniziato con gli Amici del Campetto a Busto Arsizio e mi piace. Mi esalto quando gioco 3×3 perché ho modo di giocare contro giocatori di altre categorie che normalmente non incontrerei mai. E’ un modo per crescere e per fare altre amicizie”

“La passione è il motore di tutto -ammette Paola, insegnante di educazione fisica, istruttore di minibasket che insegna attività motoria all’età evoluta o come dice lei ai giovani di ieri a Casarile e dintorni, vicino Milano- lottiamo contro il tempo per esserci sempre ma anche per confrontarci con giocatrici di altre categorie che durante l’anno si allenano con metodologie ed intensità diverse, ma quello che ti restituisce il 3×3 non è paragonabile a nulla. Certo ci sono i sacrifici: da Salerno siamo rientrate alle 6.15 del mattino e poi siamo andate a lavorare. Non c’è niente da fare: non riusciamo a smettere.”

Ufficio Stampa Fip
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