NBA Recap Inside: D-Rose gela i Warriors, bene Cleveland e Memphis

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Toronto Raptors@ Indiana Pacers 104-91 (21-28, 50-46, 77-69) Toronto alla ricerca di inerzia e della terza vittoria consecutiva in quel di Indiana, ostacolo sempre difficile da superare nonostante l’assenza fino a fine stagione di Paul George. I padroni di casa partono meglio con un 9-0 guidato più dalla difesa che dall’attacco; le giocate difensive di West e Hibbert permettono ai compagni di correre e realizzare. Toronto però, a cavallo tra il primo e il secondo quarto, mette a segno un parziale di 20 a 0 in cui c’è tanto di Lowry per prendere il controlo della gara. Indiana si riavvicina i metà terzo periodo ma due triple di Lowry impreziosiscono il 15-4 che permette ai Drakes di prendere in mano la partita. Nel finale ci pensa un incoraggiante DeRozan a tenere lontani gli avversari con le solite penetrazioni. Raptors (30-15): DeRozan 24, Lowry 19, Williams 14, Patterson 13, Hansbrough 11. Pacers (16-31): Stuckey 22, Solomon Hill 15, George Hill 13, West, Hibbert 11. MVP: Kyle Lowry, starter all’All-Star Game, mostra un’altra volta doti tecniche ma anche intangibles da leader che gli fanno meritare tutti i complimenti ricevuti. Aspetta il suo momento e aggredisce la partita orchestrando, non sempre come finalizzatore, il 20-0 che ha messo i suoi al comando. Il grande miglioramento di Toronto è gran parte dovuto alla sua metamorfosi. Altra prova all-around da 19, 8 assist e 6 rimbalzi. Cleveland Cavaliers – Detroit Pistons 103-95 (17-19; 47-39; 75-64) Cleveland si vendica della sconfitta pesante(-23) patita in casa lo scorso mese contro Detroit. I Pistons però dopo l’infortunio di Jennings al tendine d’achille (fuori per la stagione) non sono più gli stessi, e così Cleveland mette il naso avanti nel secondo quarto e non si volta mai indietro. A un minuto dalla fine Irving segna la tripla che porta di nuovo a più 10 i Cavs, Detroit, che ha il merito di non mollare seppur tenuto sempre a distanza, capisce che è finita. I Cavs raggiungono i 100 punti per la ottava volta di fila guidati da Irving e James in grande spolvero, ma il supporting cast non brilla, e Love fa una fatica tremenda in attacco e al rimbalzo con i giovani leoni Drummond e Monroe, una delle coppie più fisiche e promettenti della lega. Cavaliers (26-20): Irving 38 (6 assist, 3 rubate), James 32 (6 rimbalzi, 7 assist), Love 7, Marion 8. Pistons (17-29): Augustin 19 (9 assist), Monroe 17 (12 rimbalzi), Drummond 12 (17 rimbalzi), Tolliver 16. Key stat: Cleveland tira peggio dal campo e da 3, non domina a rimbalzo e neanche nei punti in vernice, ma gestisce meglio il pallone, infatti le palle perse sono solo 9 a fronte delle 18 dei Pistons. Mvp: Nonostante la prova monstre di James, scegliamo Kyrie Irving. Nel finale ricaccia a meno 10 Detroit con una tripla dal palleggio ad alto quoziente di difficoltà. E in tutta la gara è un rebus insolvibile per la difesa dei Pistons, è perfetto ai liberi (6/6), sopra il 50% dal campo (13/23), e mette a segno 6 triple su 10 tentativi, aggiungendo anche 6 assist e 3 rubate come se non bastasse. Milwaukee Bucks – Miami Heat 109-102 (30-29; 54-50; 82-82) Milwaukee batte per la terza volta in altrettanti incontri in stagione Miami. E lo fa fuori casa, portando bene sette uomini in doppia cifra. Agli Heat non bastano l’ottima prestazione di Bosh e la conferma di Whiteside ad alti livelli (16pt, 16 rb, ma nessuna stoppata stavolta), e si preoccupano soprattutto dell’infortunio occorso a Wade nel terzo quarto. Miami, sotto dopo l’intervallo lungo, si porta sul più 10 a metà del terzo periodo, ma Milwaukee ha la forza di reagire e riportarsi in pareggio prima dell’ultimo quarto. La panca dei Bucks stravince il confronto 44-13 con quella di Miami, e proprio Mayo e Bayless sono decisivi negli ultimi 5 minuti. Kidd e i suoi mostrano una crescita costante nonostante la perdita di Parker e prenotano un posto ai playoff, Miami viceversa appare vecchia e logora, falcidiata dagli infortuni si gode solo l’esplosione di Whiteside. Bucks (23-22): Knight 17 (6 assist), Middleton 17, Bayless 15, Mayo 14, Antetokounmpo 13 (6rimbalzi, 4 assist) Heat (20-25): Bosh 26, Chalmers 21 (8 assist), Whiteside 16 (16 rimbalzi), Granger 14, Wade 12. Key stat: I Bucks tirano meglio dal campo, il 54,9% contro il 50% di Miami, e meglio da 3 dove realizzano un ottimo 9/16 contro il 7/20 di Miami. Mvp: Difficile assegnarlo perché i Bucks portano ben 7 giocatori in doppia cifra e non spicca nessuno tra questi. Premiamo dunque l’efficienza di Middleton che ne mette 17 con 7/9 al tiro (3 triple), e Bayless che in 22’ dalla panca segna 15 punti con 6/8 al tiro distribuendo anche 7 assist. Chigago Bulls @ Golden State Warriors 113-111 OT (29-35, 51-56, 79-81, 107-107) Derrick Rose segna a sette secondi dalla fine del supplementare e mette fine alla striscia di 19 vittorie in casa di Golden State. I Warriors che avevano chiuso avanti tutti i primi 3 quarti, acciuffano il supplementare con un tap-in pazzesco di Draymond Green in mezzo a Gasol e Noah, dopo che Hinrich aveva trovato la tripla del più 2 in un finale concitato e spettacolare. Sulla sirena Thompson avrebbe l’occasione per riportare la contesa in parità con un tiro in corsa vicino a canestro ma incredibilmente sbaglia. Vince Chicago, dimostrando di reggere il confronto con gli squadroni dell’Ovest pur priva di Jimmy Butler, grazie a un pacchetto di lunghi solidissimo, Noah e Gasol dominano ma anche Mirotic e Gibson fanno il loro. Rose pare completamente recuperato infatti è molto aggressivo dal palleggio, anche se perde 11 palloni (career high) e tira con un penoso 13/33 dal campo. Golden State paga oltremisura l’assenza di Bogut (vero ago della bilancia delle loro aspirazioni) all’ultimo per sintomi influenzali contro una squadra coì forte sotto canestro. Nonostante questo possono sorridere per l’ottima prova di David Lee e per essersi arresi davvero solo all’ultimo secondo. Bulls (30-17): Rose 30 (7 rimbalzi, 11 perse), Gasol 18 (16 rimbalzi, 8 assist, 4 stoppate), Noah 18( 15 rimbalzi, 6 assist), Mirotic 12 (7 rimbalzi), Gibson 10 (9 rimbalzi). Warriors (36-7): Thompson 30 (10 rimbalzi), Lee 24(9 rimbalzi, 6 assist), Curry 21 (9 assist, 3 rubate), Green 10 (9 rimbalzi, 6 assist), Barnes 12. Mvp: monumentale la prova di Gasol, tira 7/12 dal campo, 4/4 ai liberi, tira giù 16 rimbalzi di cui 6 offensivi e fa girare tutta la squadra distribuendo ben 8 assist, aggiunge inoltre 4 stoppate mostrando la debolezza in termini di peso e centimetri di una Golden State priva di Bogut. Key stat: Chigago perde più palloni e fa meno canestri assistiti, ma pur tirando con le stesse percentuali di Golden State, stravince a rimbalzo 61 a 48 e va molto di più in lunetta e con percentuali migliori, 21/23 contro il 6/12 dei Warriors.

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Memphis Grizzlies @ Dallas Mavericks 109-90 (24-24, 30-20, 32-28, 23-18) Zach Randolph porta Tyson Chandler lontano da canestro e lo punisce ripetutamente con jumper da fuori, regalando ai suoi un’importante vittoria fuori casa. Dallas resiste per i primi 15 minuti, poi Memphis piazza un parziale e chiude sopra di 10 all’intervallo lungo. I Mavs provano a restare aggrappati alla partita, ma Z-Bo è inarrestabile, ed è tutto facile per gli uomini di coach Joerger. Grizzlies (33-12): Randolph 22 (10 rimbalzi), Gasol 15 (6 assist), Lee 13, Calathes 13. Mavericks (30-16): Ellis 19, Parsons 19, Nowitzki 11. Key Stat: Il 10/21 da 3 degli ospiti è stato mortifero per la difesa di Dallas. MVP: Zach Randolph. Il lungo ex Portland ha segnato 10 dei 15 tiri presi, portando a scuola sia Nowitzki che un maestro di difesa come Tyson Chandler. Losing Factor: Appannato Dirk Nowitzki, che ha segnato solo 11 punti con 5/12 dal campo. Washington Wizards@ LA Lakers 98-92 (24-31, 46-57, 75-76) Nona sconfitta consecutiva per dei Lakers rivoluzionati dall’infortunio di Kobe. Il backcourt titolare è composto da Clarkson e Ellington, i quali si danno da fare nel primo tempo, segnando 33 punti combinati. Gli angelini arrivano anche al +19 (49-30), ma Wall e compagni, orfani di PIerce, giocano un secondo tempo di intensità, guidati dal loro giovane backcourt Wall-Beal. Un’altra prestazione MVP Caliber per la point guard dei Wizards che mette in ritmo Beal e Porter, riuscendo a dimezzare prima e superare poi lo svantaggio di quasi 20 lunghezze e portare i Lakers alla nona sconfitta consecutiva, “traguardo” raggiunto per la prima volta dalla stagione ’93-’94. Wizards (31-15): Wall 21 + 13 assist, Beal 19, Porter 12, Gortat 11. Lakers (12-34): Ellington 28, Clarkson 18, Davis 14, Hill 8 + 11 rimbalzi. Key Stat: 33% dal campo e 0% da 3 nella seconda metà di gara per i Lakers che applicano alla perfezione, o quasi, il credo di Coach Byron Scott. MVP: chi se non John Wall, ormai entrato nella discussione dei top 5 playmaker NBA. Altra prova più che convincente con ottime percentuali dal campo e passaggi illuminanti per i compagni (13 assist); a un rimbalzo dalla tripla doppia, Wall continua a trascinare i suoi compagni in una stagione davvero molto buona per i Wiz. Losing Factor: Ryan Kelly. Che sia colpa sua è discutibile, venendo infatti impiegato da 3 quando sarebbe una stretch four che fa dello spacing offensivo il suo credo esistenziale e probabilmente la ragione per cui avrà una carriera NBA. Così impiegato probabilmente avrà ridotta utilità e il tabellino odierno ne è la dimostrazione.